canti del caos (seconda parte) recensione in cut-up di Rossano Astremo
E’ uscito, per Rizzoli, Canti del Caos (seconda parte) di Antonio Moresco, dopo la pubblicazione, per Feltrinelli, della prima parte di Canti del Caos, nell’aprile del 2001.
Antonio Moresco è nato a Mantova e vive a Milano. La sua "storia" di scrittore è contrassegnata dall'attesa di pubblicare. A quarantasei anni, nel 1993, ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti, Clandestinità. Sono poi usciti un breve romanzo La cipolla e un libro di carattere autobiografico Lettere a nessuno. Dopo una quantità di rifiuti editoriali, arriva finalmente in libreria Gli esordi, un intenso e incantevole romanzo di cinquecento pagine, in cui Moresco racconta tre momenti della vita di un giovane uomo, prima seminarista, poi attivista rivoluzionario, infine scrittore in attesa di pubblicare. Con La Santa ha vinto il concorso di testi teatrali per il Giubileo 2000. Poi l’uscita dei Canti del Caos.
La materia della prima parte(2001) è bruciante: la pornografia estrema, il mondo dei set clandestini che si aprono qua e là sottoterra nella notte, con serpenti, bocche siliconate, scoppiate, gole tatuate, sangue, escrementi, lacerazioni; pullulante di creature della notte (di quella notte che "comincia sempre dopo"), prostitute nere, stupranti e stuprate, Ditalina e Pompina che si fanno rinchiudere nei parchi dopo la chiusura., fino all'investitore che si muove semiaddormentato in un'auto silenziosa, a fari spenti, pronto a schiacciare tutto ciò che gli capita. La scrittura è nitida, lirica e violenta assieme, armata solo della propria necessità. La struttura romanzesca è travolgente.
Canti del caos è infatti un romanzo, non un esercizio di scrittura: non uno di quei bei compitini di ricalco letterario che la maggioranza dei recensori ufficiali propinano ai lettori. Ed è un romanzo che naviga su vaste strutture, che si costruisce strada facendo, in modo imprevedibile. Accumula man mano un'energia, e quasi - viene da dire - una carica insurrezionale. Cresce sempre più, fino al parossismo, come se si trattasse di una struttura vivente, di un organismo attraversato da forze in urto, da lacerazioni interne, da movimenti cosmici.
La seconda parte(2003), da poco nelle librerie, continua l’ascesa negli inferi
della nostra realtà. Ne sono protagonisti Dio, il Gatto, il Matto, la Meringa, la Musa, un softwarista, un account, traslocatori, stupratori, sbandieratori, un uomo che incendia le spore, una ragazza dalle stampelle profumate, neonati strappati dal vento, uno stilista di nome Lupus, corpi che si arrovesciano nella corsa, indossatrici dal naso pieno di merda, ragazze scartavetrate che esplodono come soli.
Sono alcuni dei personaggi e delle figure di questo romanzo vivificante e aggressivo, che scommette sulla letteratura ai suoi livelli più alti.
Filo conduttore è una campagna pubblicitaria mai osata prima, che porterà alla vendita del pianeta Terra..
Canti del caos anche può essere letto come un corpo a corpo con il potere, con la forma assunta dal potere contemporaneo: reticolare, invasiva, che sfonda i corpi, apre le pance, "visita i citoplasmi". Un potere che non solo connette e globalizza, pretendendo di far comunicare tutto con tutto, ma è anche un organismo cieco che si clona. Si muove come una rete neuronale vasta quanto il mondo e opera nel bios, nel caos della vita, con paradigmi sistemici, biologici. Canti del caos è un corpo a corpo con questo potere anche perché il potere non vi è rappresentato da una posizione esterna. La lotta si svolge tutta dentro ("qui dentro" è un'espressione che ricorre continuamente nel libro). Nella lotta gli avversari si avvinghiano, ed è quasi impossibile, talvolta, distinguere gli arti dell'uno da quelli dell'altro. Così anche in questo libro non si distinguono le voci, i ruoli. Neanche lo scrittore è esterno. E', anche lui, "qui dentro". Però, in questo anello stretto, l'elemento materico agente apre voragini. E' come se Moresco ci dicesse: non abbiamo più tempo per fare una descrizione critica dell'esistente. Non ci sono circuiti puliti in cui muoverci. Tutto si svolge in circuiti sporchi. Siamo tutti qui dentro, in questo buco. L'unica cosa che possiamo fare è incendiare il buco!
Moresco è arrivato in un luogo che ancora nessuno conosce, che solo lui conosce. Oltre i generi, oltre le storie, oltre i personaggi. Forse dopo questo libro qualcosa, in letteratura, non sara più come prima.
frammento di ROSSANO ASTREMO
Mi muovo a stento tra canali TV lucidi e acidi,
soffermo il mio sguardo lisergico su
immagini verdastre e distorte del
'natural born killers' di Oliver Stone.
Mi incendio l'anima con una bottiglia
di whisky scozzese (una sottomarca che disturba),
continuo a sgranchire le mie ossa
su questo divano sbattuto, su questo
divano mangiato da acari silenziosi,
divoro pop corn senza voglia, con
'canti del caos' di Moresco che prende
polvere sul pavimento, in questa serata
che non lascia trasparire nulla di buono.
corpo poetico irrisolto di Rossano Astremo
PRESENTAZIONE 4 OTTOBRE, EX CONVENTO DEI TEATINI, LECCE
Presentazione ufficiale il 4 ottobre del libro di poesia di Rossano Astremo, CORPO POETICO IRRISOLTO, per la Besa Editrice, dopo l'accordo trovato con l'editore e la defezione della libreria Icaro...
Alla presentazione seguirà un dibattito sulle tendenze attuali della nostra letteratura, con l'intervento di MArio Desiati, Omar Dimonopoli, Michelangelo Zizzi, Livio Romano Enzo MAnsueto, coordinato dallo stesso Rossano Astremo.
intervista a princess proserpina di ROSSANO ASTREMO
- Ciao Proserpina, tu sei una delle "blogstar" italiane e sei pugliese, una regione che non vanta un gran numero di blog conosciuti.
Ma prima di parlare di te, spiega un po' ai pugliesi, cos'è un blog?
Bella domanda. Definire un blog non è cosa semplice. Forse un tempo lo era, ma ora che il fenomeno si è diffuso così in vasta scala è difficile darne una sola definizione, che sia accettabile da tutti.
Blog è l'abbreviazione di Web-Log, ovvero un diario in rete, uno spazio virtuale dove tutti possono pubblicare i contenuti che preferiscono e avere la possibilità di essere commentati.
Attualmente esistono diversi tipi di blog, quelli diaristici, quelli narrativi, quelli di commento o di segnalazione, quelli a tema (calcio, cinema, libri...), quelli tecnici, quelli di progetto e infine quelli collaborativi. Mi sembra di averli detti tutti.
Creare un blog è semplicissimo, esistono diverse piattaforme free e in italiano, e bastano cinque minuti per essere on line.
La nascita ufficiale del blog, come ora lo conosciamo, è da far risalire al 1999 in territorio americano. In Italia, invece, si è iniziato a diffondere negli ultimi mesi del 2000 ed ha avuto il suo boom a metà del 2002.
- Il tuo blog quand'è nato, e perchè?
Il mio blog, Princess Proserpina (www.pproserpina.net), ha mosso i primi passi nel dicembre 2000, per prendere definitivamente il via a febbraio 2001.
Per me è stato come una medicina. Io amo scrivere, lo faccio dall'età di 4 anni, e ho sempre usato la scrittura come panacea per tutti i mali. Così quando ho scoperto questo modo facile di pubblicare in rete ho iniziato a scrivere sul blog, è stato come iniziare un'auto psicanalisi e devo dire che mi ha fatto decisamente bene.
Pian piano poi è diventato il contenitore di tutti i miei deliri di parole.
- La comunità blogger italiana ha ormai numeri incredibili, si parla di quasi 40 mila blog diffusi tu tutto il territorio. Il fenomeno è stato trattato da quasi tutte le testate e si sono pubblicati anche dei libri, cosa ne pensi tu?
Ah, la moda. Il blog ormai è quasi una moda, anche se in verità metà della popolazione italiana (forse anche di più) ignora cosa sia il blog. Però, i giornali ne parlano, ne parla la radio e si scrivono libri. Volete la verità? I giornali ne parlano da quando ad aprirsi un blog sono stati certi cognomi famosi.
- E facciamo i nomi, Proserpina...
Volete proprio rovinarmi... Faccio un nome soprattutto. Quello che forse ha segnato l'era dei blogger dal "cognome": Luca Sofri, il figlio di Adriano.
Il suo è stato anche il primo blog associato ad un quotidiano, il Foglio. Questo ha di certo fatto scalpore, che sarebbe arrivato l'interessamento da parte dei media era quasi ovvio.
Poi ce ne sono altri, ve ne dico un paio di quelli on line già da tempo: Claudio Sabelli Fioretti, Pino Scaccia, Gianluca Neri, Platinette.
E tra la fine del 2002 e questo 2003 c'è stato un proliferare di blog impressionante anche nella sfera dei "blog con cognome". L'Espresso ha aperto i propri blog, Studio Aperto, il Riformista, e da qualche giorno abbiamo anche i blog di Repubblica. Poi ci sono gli scrittori. Tutto il clan di Nazione Indiana, Giulio Mozzi, Francesca Mazzucato e così via.
E c'è anche chi ha fatto successo grazie al blog: la bella e brava Selvaggia Lucarelli.
- Mi costringi a farti la domanda sul conflitto giornalisti/scrittori contro bloggers.
I conflitti ci sono dappertutto. Non solo nel mondo dei blog. Anche nel mio condominio, l'avvocato del primo piano non è ben visto dal medico del secondo, che è odiato dall'idraulico del terzo. Ma insomma, mai prendersi troppo sul serio.
La blogosphera (il termine con cui viene denominata tutto il panorama blog n.d.r.) è un grande condominio. Con giardino annesso, dove alla fine si finisce a far picnic tutti assieme.
Il punto è che il blog è una bella lente d'ingrandimento per l'ego. E' logico quindi che ognuno cerchi di rivendiacare la propria posizione. L'importante è non prendersi mai troppo sul serio.
Quello che i bloggers in generale non ammettono, e che condivido, è che qualcuno si faccia portatore di verità assoluta, così come certi giornalisti o scrittori hanno fatto.
Siamo migliaia di persone che decidono ogni giorno di scrivere di qualsiasi argomento sul proprio blog, di leggere in giro quello che scrivono gli altri, e di interagire attraverso i commenti.
Personalmente che il clan di Nazione Indiana o quello di Quintostato - come è successo - si prendano la briga di criticare il fatto che siamo scrittori (e giornalisti) "non autorizzati" mi sembra una cosa abbastanza stupida. Andrebbe invece apprezzato l'esercizio di scrittura che ogni giorno decidiamo di fare. La qualità certo può non soddisfare, ma non è un problema: il lettore ha libertà di scelta delle sue letture quotidiane.
Del resto, tutto normale. Se non ci fossero queste diatribe ci annoieremmo presto.
Una cosa però: i giornalisti che fanno i blog se la sanno cavare. Quelli che scrivono articoli sui blog no. Per niente.
- E dei libri che parlano di blog che dici?
Attualmente sono in libreria cinque libri sui blog. Usciti praticamente tutti in contemporanea. Tra romanzo, manuale e raccolta di post.
Io li ho letti tutti e cinque. Preferisco addentrarmi in commenti, ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ma se volete posso scrivere per voi un libro in esclusiva, magari a puntate. Lo intitoliamo: "Dietro le quinte della blogosphera". Potrei raccontarvene davvero delle belle.
- Ma cosa identifica una "blogstar"?
Premettendo che io non mi sento affatto di rientrare nella categoria, possiamo metterla in questi termini: tutti vogliono essere blogstar, ma nessuno ha ancora capito chi diamine siano queste blogstar.
- Quanto tempo dedichi al tuo blog e cosa ci scrivi?
Cito una frase che ho scritto qualche giorno fa: "tutto ciò che posso fare è scrivere quello che mi sento di scrivere", quando mi sento di scrivere, aggiungo ora.
Scrivo riflessioni sull'attualità, deliri notturni o semplicemente la mia produzione di racconti o dissacranti poesie.
- Svelaci qualcosa di te. Chi sei, cosa fai?
Oh mamma, mi mettete in crisi. Ci ho messo tre anni per svelare sul blog il mio nome. Ebbene sì, mi chiamo Manila, 22 anni, provincia di Bari, sono una giornalista pubblicista, lavoro in uno studio come webdesigner e sono anche studentessa universitaria. E di solito, scrivo.
- Da quel che dici sembra che i blogger ci tengano al loro anonimato. Ma è un modo per nascondersi?
No, non è un modo per nascondersi, almeno per me. Semplicemente non penso cambi nulla.
La personalità per caso cambia se non è accompagnata da nome e cognome? Proserpina ha meno credibilità di un Pinco Pallino - potete metterci un nome che volete tra quelli già citati - che ha nome e cognome in prima pagina?
Ho meno diritto di dire la mia, di fare casino, di tentare la sorte perchè sono Proserpina e non Pinco Pallino?
Insomma, non ho sentito affatto la necessità di mettere nome e cognome, Proserpina sono io, con la mia personalità anche se non esibisco la carta d'identità.
- Ci sono state manifestazioni collegate ai blog?
Oltre alle presentazioni dei libri, si è svolto un anno fa il BlogAge a Milano, organizzato da Quintostato, poi un convengo sui blog presso l'Università della Tuscia di Viterbo, in cui ero anche relatrice, e che io sappia molte università organizzano lezioni sul tema.
E poi ci sono tutta una serie di raduni per un aperitivo o una pizza. Le amicizie che nascono con i blog sono uno dei lati migliori di questo strumento di comunicazione.
- Hai qualche blog in particolare che vorresti segnalarci?
Sì, per tutti i pugliesi esiste www.pugliamia.splinder.it, notizie, appuntamenti e curiosità dalla Puglia.
- Progetti per il futuro?
Arrivarci al mio futuro.
Il mio unico progetto è continuare a scrivere, sempre e in qualsiasi forma. Che sia sul blog, su un giornale o su un tovagliolino di carta.
- Cosa consigli ai nostri lettori, tutti ormai potenziali blogger?
Prima di tutto: fidatevi solo del vostro istinto. Sui blogger se ne dicono tante. Ricordate: non è il blog che plasma il blogger, ma il blogger che crea il proprio blog. Quindi, collegatevi, aprite la piattaforma per creare un blog che vi sta più simpatica, fate un giro sui blog che trovate segnalati (vi potrà capitare di tutto dal noiosissimo al geniale) e in pochi click apritevi un blog.
E poi passate a trovarmi: www.pproserpina.net
CORPO POETICO IRRISOLTO di Rossano Astremo
E' in uscita ad Ottobre la prima pubblicazione di Rossano Astremo, CORPO POETICO IRRISOLTO, per le edizioni della ICARO.
Astremo, dopo due anni di militanza letteraria, grazie al foglio di poesia 'underground' ARIOSTO 219, e dopo l'inizio del suo lavoro per la rivista VERTIGINE, dà alle stampe un'opera poetica sofferta, concepita nei primi mesi del 2003, che nasce da una profonda crisi esistenziale, superata tramite il potere terapeutico e catartico dell'amore.
Ecco a voi la poesia che apre il libro:
Navigo sempre più nell’aria,
con le mani di diamanti
che si sbriciolano al tenue odore
dei tuoi piccoli piedi di brezza e farina.
Navigo sempre più nell’aria
e perdo il sordido equilibrio
guadagnato giocando
con i peli d’avorio delle tue ascelle
di cristallo e argento.
Navigo sempre più nell’aria
e non ho la forza
di bestemmiare la mia disperazione,
mentre poggio il mio capo unto di dolore
sui tuoi seni urlati al vento.
canti del caos - parte seconda
Canti del Caos.
PARTE SECONDA.
Antonio Moresco
Dio, il Gatto, il Matto, la Meringa, la Musa, un softwarista, un account, traslocatori, stupratori, sbandieratori, una donna gravida, un uomo che incendia le spore, una ragazza dalle stampelle profumate, una donna dalla testa espansa, cazzi, matrici, neonati strappati dal vento, uno stilista di nome Lupus, una ragazza con l'acne e una non c'è assorbente che tenga, corpi che si arrovesciano nella corsa, indossatrici dal naso pieno di merda, ragazze scartavetrate che esplodono come soli...
Canti del Caos è un libro universo, un'epica moderna che esplora le dimensioni più vorticose e rivelatrice dell'economia, della pubblicità, della moda, della televisione e della visione. E' un viaggio centrifugo che prende il mondo per la gola, che sfida e moltiplica le trame e viola i giardini sacri del romanzo spingendo figure e linguaggi oltre un punto di non ritorno.
Moresco è arrivato in un luogo che ancora nessuno conosce, che solo lui conosce. Oltre i generi, oltre le storie, oltre i personaggi. Forse dopo questo libro qualcosa in letteratura, non sarà come prima.
Moresco ha scritto il romanzo del non ritorno, oltre il quale niente più è possibile scrivere non tenedo in conto la sua prosa che erutta, esplode, frulla e si imbratta.
Rossano Astremo
CANTICA DEL LUPO
La Cantica del Lupo (i quaderni del signor Franz Biberkopf ambulante e santo da strada) è un lavoro poetico del trentenne salentino Giuseppe Semeraro.
Giuseppe è un attore, ora impegnato nel nuovo spettacolo di Danio Manfredini CINEMA CIELO, ma la sua anima creativa emerge con estrema chiarezza anche nella produzione di versi.
La Cantica del Lupo è un'opera sofferta, un'opera in cantiere, frutto di continui lavorii da cesellatore nella ricerca della continua perfezione.
Giuseppe ora è convinto che l'opera sia conclusa, ma non si può mai dire.
La Cantica del Lupo è un lavoro di 38 pagine, ciascun testo con un titolo ispirato al lavoro del pianista Satie, che in alcuni tratti raggiunge tratti di suprema tensione emotiva.
Il libro ora è alla ricerca di un editore che voglia darlo alle stampe (e vi giuro che, dopo aver letto tante poesie mediocri, il testo di Semeraro emerge), ma Vertigine ve ne offre un anticipo...una piccola perla...
TRANQUILLO CON ANSIA
abito in questa pelle d'uomo
dentro settantatre chili di polvere
escluso gli abiti
abito in questa solitudine familiare
e mi succede a volte di ferirmi le mani
per il troppo lavoro
per il troppo maneggiare la vita
mi succede di pretendere
più del pane quotidiano
consumo i giorni e le ore
senza una ragione che afferro
sento come delle perdite al cuore
e vorrei capirci qualcosa
in questo spargimento a caso
capita che a volte
abbia bisogno di lamentarmi
ma a lamentarsi anche le pulci son capaci
confondo l'amore con le canzoni romantiche
paragono le pianure col freddo dei benzinai
il canto degli uccelli con quello dei lupi
vorrei nasconderle meglio tra le mani queste lacrime
vorrei avere un dolore più moderno
non mi piace l'umano disincanto
voglio sentirle anch'io tutte quelle preghiere
voglio sentire tutto il creato che ringrazia
voglio sentire il respiro lento di tutte le pietre
voglio un abbandono degno per questa libertà.
11 settembre - Attentato Poetico
A Lecce, questa sera, reading poetico che si terrà presso il Fondo Verri, a partire dalle 19,00, nel quale ci sarà la libera donazione e scambio di libri e la lettura pubblica di testi di alcuni tra i principali esponenti della scena poetica salentina, tra cui Giuseppe Semeraro, Mauro Marino, Piero Rapanà, Rossano Astremo, Vito Lubelli, Paolo Antonucci, Stefano Donno e Elio Coriano.
La lettura pubblica sarà aperta a chiunque abbia la voglia di leggere i propri versi.
Rave di Rossano Astremo
Rossano Astremo
23 luglio 2003
RAVE
Rave al ritmo deviante di drum and bass questa notte,
ragazzi che urlano e scuotono il corpo obliquo e sudato,
ragazze che saltano, sognano e sanguinano
con occhi sgranati e fuori orbita, sorseggiando gin lemon.
Rave che sradica le radici di alberi rigogliosi
in questa pineta di periferia, luogo isolato della nostra malattia,
luogo perverso in cui lasciarsi andare, luogo mentale
nel quale piegarsi per lasciarsi leccare, sfondare
dal tormento etilico e dalla visione mistica del sesso orale,
anale, si sale, si sale, nel regno sfibrato della vita che ci dona il male,
in confetti colorati che si fanno amare, annusare, porre
sotto la lingua bagnata, viscerale, che esplode in tumori carnali
e si nasconde nell’alchimia mitica della trance popolare.
Rave al ritmo deviante di drum and bass questa notte,
ragazzi che scuoiano la propria pelle e lasciano librare
le ossa emaciate dallo scontro fisico della danza siderale,
ragazze dalle corte gonne, inclinate all’indietro
nello scavo sonoro, sfiorando con le loro dita armoniche
i capezzoli di latta dei loro seni di bava e nostalgia,
di sentimenti da buttare via, da consumare come coca
tagliata male su un piattino d’argento e tirata
con una banconota da cento euro, per poi schizzare
in aria, con gli arti che rabbrividiscono e affondano
le labbra nell’orgasmo fascinoso che pompa a mille,
in questo luogo delirante di piante irte e pungenti
che danno il tempo a singulti, vomiti ,
rigurgiti ingozzati, frasi smozzicate e visioni dannate.
Rave che fa già le prime vittime, ragazzi sbiancati
sulla terra bagnata da birra e sborra a litri,
ragazze svenute su sedie di plastiche bruciate
dai sensi alienati delle loro cosce calde in fiamme,
la musica continua a suonare, le casse continuano
a vibrare, a sfibrare gli uditi sgranati del nonsenso
collettivo, divino sentirsi parte della stessa meraviglia,
divino disarticolarsi di muscoli in erezione,
divino rabbrividire di capelli ritti che escono
da fiche e culi fonetici, sinfonici, da ballate di altri
tempi da annusare, condire e sensualmente mordicchiare.
Rave al ritmo deviante di drum and bass questa notte,
con Emilio e Daniela beccati nel bagno mobile a scopare,
con Emilio e Daniela visti durante una fellatio di quelle
memorabili, di quelle che tu, uomo, fai difficoltà a dimenticare,
con la sua bocca che sfiora lentamente il tuo pene e
poi affonda e risucchia tutto, fino a sentire il rumore
sincopato della gola profonda che stride, della gola profonda
che ride, nella goduria sorride, sino all’esplosione
magica del liquido in canna, resina sintetica che incanta.
Rave che incarta ogni minimo sibilo di normalità,
alle sei del mattino tutto sembra volgere al termine,
con i selecter storditi per le ora passate dietro
a piatti e dischi di cera, con le loro menti che friggono
cervella di cristallo, nell’alba che bagno ogni
scintilla di catrame e follia, con ragazzi che continuano
a muoversi sino alla rottura cancerogena delle loro clavicole
distrutte da acidi e whisky, con le ragazze seminude
ad ancheggiare con le loro chiappe asfissianti, coperte
da striminziti costumi da bagno fosforescenti,
con la pineta di periferia che prende fuoco e brucia foglie,
con la pineta di periferia che s’illumina
grazie ai primi raggi di sole, bagnando di splendore
le tristi figure ancora in piedi, bagnando con ardore
le sadiche marionette crollate nella terra umida
di saliva e perdite del corpo, di saliva e perdite della mente,
in questo sabato mattina matto e gemente,
con il Rave al ritmo deviante di drum and bass
che continua a scorrere tiepido nei nostri cervelli senza fiato.
ATTENTATO POETICO - 11 SETTEMBRE
ATTENTATO POETICO
ovvero il più grande scambio di idee mai tentato…
L’ 11 settembre 2003 commettete un attentato poetico e
Liberate un libro !
Perché un libro è simbolo di libertà, di condivisione e di tolleranza…
La mattina dell'11 settembre 2003 uscite con un libro per voi importante,
un libro che abbia cambiato il vostro punto di vista sul mondo,
scriveteci una dedica con una parola, un indirizzo o un disegno… e liberatelo !
Per strada o su una panchina, alla fermata dell'autobus o in un bar…
a disposizione di un lettore sconosciuto…
E tu ? … Libererai o prenderai un libro svoltato l'angolo ?
In questo modo l'11 settembre non sarà un anniversario funebre...
Trasformiamo insieme questa data in un atto creativo e generoso.
Una mobilitazione generale
Porto Alegre, Lille, Santiago, Liège, Montréal, Roma, Napoli...
Un po’ dappertutto nel mondo molti anonimi, ma anche artisti, scrittori, poeti, editori di ogni convinzione e confessione, libereranno dei libri per loro importanti lungo la strada
giovedì 11 SETTEMBRE 2003 a partire dalle ore 14h46
e li lasceranno un po’ ovunque nella città…
Coinvolgetevi e fate circolare l’informazione !
Si sono già impegnati a liberare dei libri :
Sophie Buyse, Anatole Atlas, Alejandro Jodorowsky, Evrahim Baran, Graziano Staino, Guy Montens, David Giannoni, Patrick Depauld, Luca Del Punta, Xavier Löwenthal, Antonio Bertoli, Jack Hirschman, Agneta Falk, Emmanuel Lequeux, Marco Parente, Martin Bakero, Lawrence Ferlinghetti, Juliette Fontaine, Tuli Kupferberg, Peter Zhelany, Nati B. Laïtem, Cristina Abati, Ed Sanders, Carlo Salvador, Éditions Labor, La 5e Couche, Gaston Compère, Otto Ganz, Véronique Bergen, Edith Soonckindt, Chantal Deltenre, Tiziano Zerbinati, Jean Laugier, Luigi Grechi, Anne Waldman, Meira Asher, Marianne Costa, Librairie L'Écrivain Public (La Louvière), Éditions Aden (Bxl), Jim Sumkay (Bxl-Poitiers), Daniel Soil, Pierre Le Pillouër, Elisabeth de Zagon, Lisette Maillet (Bxl), Katherine Mc Ginnis, Philippe Krebs & Revue Hermaphrodite (Nancy), Pierre Kreutz, Marie-Michèle Montée (Bxl), Biofficina (Roma), Giuseppe Monaco (Roma), Chiara Di Domenico (Pesaro), Giulia Bonali (Pesaro), Erik Lukavský & Dauphin publisher (Tchéquie), Patrick Lowie (Bxl), Thomas Glesener (Liège), Françoise Mennig (Bxl), Edwige Arnould (Bxl), Manuel Escobar Lehmann (Bxl), Luis Guttierez Muñoz (Bxl), Blaise Rosnay (Liège), Les Clubs des Poètes (Paris), Josée Lapeyrère, Jean-Louis Massot et Les Carnets du Dessert de Lune (Bxl), Laurent Van Hoorebeke (Bxl-Lisbonne), Tropismes Libraires (Bxl), Frédérique Rochette, Phillippe Bertrand (Nanterre), Tony Tremblay (Montréal), Françoise Favreto & Atelier de l'Agneau (Bordeaux-Liège), Jean Illel (Paris), Marie-Rose Lefèvre (Paris) Marie Laduron (Lln), Ed. Exley (Bxl), Ed. Mols (Bxl), Cécile Bally, Marc Delouze (Paris), L'Entrepôt (Paris), Les Parvis Poétiques (Paris), Marcel Sweertvaeghen (Binche), Eric Mc Couber (Montréal), Librairie Pesesse (Spa), Régine Lipszyc, Guy Schockaert, Carolle & Serge Vidal, Françoise Mougenot (Bxl), Jacqueline De Clerq (Lasne), Didier, Chantal Windey (Bxl), YC, Albano Villan, Gwen (Bxl), Alfredo Salazar (Paris), Marco Giannoni (Cerbères), Manuela Brigandi (Bxl), Samira Amor (Bxl), Ana Garcia (Bxl), VO Communications (Bxl), Nancy Peters (San Francisco), Casa editrice Lighea, Sergio Talenti (Lucca), Evelina Schatz, Alain Henry, Simona Gheri, Davide Bindi, Mercedes Casanova (Barcelona), Caroline Francotte (Bxl), Cassandre Sturbois (Bxl), Jérôme Feller (Bxl), Miguel Rivière (Bxl), Kenan Gorgun (Bxl), Françoise Walmacq (Bxl-Bénin), Pierre Schonbrodt (Bxl), Raphaël Gély (Lln), Nele, Margarita, Denis Leduc (Lln), Damien (Bxl), Los Piettos, Maria Vanni, Bruno Staccioli, Agenzia letteraria Martin Eden, Valérie Botic (Mouscron), Alberto Mori, Piero Almeoni, Dimitri Fulignati, Rossano Astremo, Patrizio Massi, Valeria Bevilacqua, Teatro Miela (Trieste), Dario Antonetti, Franco Sacchetti, Farenheit Rai Radio 1 (Roma), Emma B. (Bxl), Franco Santamaria (Napoli)...
E tu, che libro libererai ?
LETTORI, AUTORI, EDITORI: LIBERATE I VOSTRI LIBRI!
COMUNICATECI LA VOSTRA ADESIONE!
introduzione di mario desiati al libro di poesia CORPO POETICO IRRISOLTO di Rossano Astremo, in uscita ad Ottobre
Introduzione
C’è potenza nella poesia di Rossano Astremo. C’è un potente rifiuto dell’organico, ma proprio quello che sembra essere la palingenesi di questo corpo poetico irrisolto alla fine ne diviene il nucleo finale, generato e non generativo. La potenza che si sprigiona nelle pagine della raccolta di Astremo è disarticolante, anche disarmante, sembra comunicare uno spossessamento dell’io, una condizione di crisi del sistema di difesa. Ecco proprio quando la poesia si fa troppo carica e rischia di diventare un ordigno linguistico fine a se stesso (il proprio dolore), Astremo torna nei binari dell’incorporeità che funge da autentico ossimoro con il titolo di tutta la raccolta (Vivo la mia esistenza/ piangendo i miei ventiquattro anni/ che scoloriscono al vento sporco,/ al vento corrotto di brusii e turbe psichiche,/ al vento corrotto dell’iterazione/ che si tappa la bocca…).
Il ritorno di certe occorrenze (delirio, vino, annullarsi) e il riutilizzo della forma maiuscola tipico di un determinato periodo delle avanguardie europee, rendono chiaro il tentativo di Astremo, la sua è una poesia dell’annullamento, una poesia che riduce tutto alla percezione, quasi simbolista, dove il segno, la parola vengono assorbiti in un contrasto di toni anche aspri (Mi hai infilato il tuo coltello nel cuore/ e mi hai impedito di amare./Ora rinchiuso nel mio cerchio di vomito,/ ora rinchiuso nei miei vicoli bui…).
Solo fatta questa dovuta premessa su quello che sembra essere una scelta stilistica già consolidata si può capire l’utilizzo di un altro modulo retorico ricorrente in tanta poesia surrealista: l’anafora. Astremo utilizza questa figura retorica senza parsimonia, proprio perché l’anafora è l’unica forma di espressione verbale che fa del suo ripetersi centrifugo la sua vera forza. Tutto sta nel suono e nel timbro che si dà alla scelta anaforica e anche su questo il meccanismo sembra rodato
….
con la schiena che si curva e lacrima,
con la schiena che non osa più rimbalzare,
con la schien






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