Ciao sono vertigine
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Archivio Marzo 2004

senza respiro, ancora un assaggio

di vertigine (31/03/2004 - 10:24)

 

Corpi nudi nel nulla, crivellati da miriadi di buchi,

le stanze che crollano senza sosta, il battito dei nostri neuroni

taglia il petto e ruota avanti e indietro lungo il lastrico del palco.

In quest’orgia proiettata verso la voragine

io non mi contengo, salto il limite,

trovandomi senza respiro per infiniti attimi

e lacerando le pareti di carta straccia che mi sventrano l’intestino.

Corpi nudi arrovesciati, raggi di luce sintetica

che scollano l’epidermide, lo arrossano, lo prostrano,

in questa lotta alla sopravvivenza persa in partenza,

in questa guerra di amplessi priva di sperma e unguenti siderali,

io non so contenermi, brucio ogni attimo di più,

con il mio carico di violenza, pronto allo scontro staccato,

mi sollevo da terra, divenendo cenere che scotta,

filo dello spazio decomposto, occhi sbarrati

tra parvenze della nostra specie sciolta.

Rossano Astremo

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sabato 3 aprile ore 21,00/fondo verri

di vertigine (30/03/2004 - 10:15)

A tutti i lettori di Vertigine e non, Sabato 3 Aprile, a partire dalle ore 21,00, presso il Fondo Verri di Lecce, ci sarà la presentazione del terzo numero di Vertigine, dedicato allo scrittore Antonio Verri. Nel corso della serata, oltre ad una introduzione volta a presentare gli interventi e i contenuti delle 20 pagine, ci sarà una installazione della pittrice di Ugento Annalisa Macagnino, dal titolo "Tracce", un viaggio sospeso tra luci e segni che donano corpi tenui, eterei, al limite dell'immateriale. La serata si concluderà con una lettura di testi di Antonio Verri, accompagnata dai suoni e i rumori del musicista Ciro Nacci. Vi aggiorneremo nel caso in cui subentrino delle novità.

Rossano Astremo

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dal mio romanzo inedito "frenesia delle natiche"/comparso su www.musicaos.it

di vertigine (29/03/2004 - 12:55)

 

DICEMBRE 2001
OTELLO 69
PORNOGRAFICO
RACCONTO INEDITO DI EDOARDO VITTORE

Introduzione di Paolo Carella

La presenza, sul nostro foglio di dicembre, di Edoardo Vittore, scrittore maledetto di Melpignano, scomparso prematuramente, non può che riempirci di orgoglio. Il racconto inedito ci è stato consegnato da Enrico Colomba, caporedattore della rivista letteraria Il Laboratorio Nascosto, il quale spulciando tra i suoi materiali d’archivio, ha trovato questo testo e, dopo la lettura, lo ha ritenuto degno dell’Otello 69 e della nostra idea di letteratura che lo stesso Colomba definisce ‘immorale’.
Noi lo ringraziamo sia per averci donato questa perla di Vittore, sia per definirci immorali.
PORNOGRAFICO racconta semplicemente una fellatio. Per i non addetti ai lavori si tratta di un pompino, di un sacrosanto pompino che diviene protagonista assoluto della storia.
Mai titolo più appropriato di PORNOGRAFICO, perché l’atto pornografico consiste nello stabilire dei particolari, nell’incentrare tutto sui particolari. La pornografia, quella vera, agisce non sull’intero ma sui dettagli, taglia e seziona l’intero (il corpo è intero). La pornografia, quindi è dettaglio, questo eccita, questo fa volare il desiderio.
Il dettaglio, nel racconto di Vittore, è rappresentato dalla bocca di Enrica e dal pene di Carlo, sul quale si costruisce l’intero percorso narrativo della storia, il resto dei corpi dei ragazzi è totalmente ignorato dallo scrittore, lasciando spazio a questo immagine ossessiva che disturba i nostri quieti sogni borghesi.
Buona lettura.


Ho sognato di prenderglielo in bocca sin dal primo momento che i miei occhi hanno incrociato i suoi.
Il concerto non entrava nel vivo, il gruppo punk suonava i suoi due accordi stancamente, quando all’improvviso comparve tra la folla di punkettoni lui, con il suo sguardo ammaliante, con i suoi capelli lunghi e scompigliati, con i suoi jeans attillati, i suoi anfibi neri e la sua maglietta dei Joy Division.
Lui si avvicinò a me, io continuavo a guardarlo, mi offrì una birra, io accettai, ci presentammo, io sono Carlo, e io Enrica, un’altra birra, ci allontanammo dalla festa, il gruppo punk strafatto si trascinava nella sala con i propri strumenti pendenti, mi portò nella sua auto, mise 17 seconds dei Cure, non avevamo molto da dirci, i nostri sguardi si facevano sempre più ammiccanti, cominciammo a spogliarci, io fui la prima a essere completamente nuda e iniziai a sfilargli i jeans, lui non oppose resistenza, anzi, mi accarezzava i capelli, accennando un lieve sorriso. Dopo i jeans gli tolsi le mutande, il suo pene era già eretto, lungo e gonfio, con due testicoli duri e pieni da accarezzare, con il glande rosso e fremente. Cominciai a passare la mia lingua sull’estremità del suo pene, la mia lingua si muoveva in su giù su tutta la lunghezza del suo pezzo di carne, lui cercò di rilassarsi, stendendo completamente il sedile della sua auto, io mi sistemai, per essere più comoda mentre glielo succhiavo. Sentivo il suo pene pulsare, battere ritmicamente ad ogni mia leccata, poi lo presi nella mia bocca, cominciai a mordicchiarlo e sentivo le sue gambe irrigidirsi e sussultare, sempre più dentro, il suo pezzo di carne toccò l’estremità della mia gola profonda e lo sentivo sempre più gonfiarsi. Muovevo la mia bocca con frenesia per procurargli il massimo piacere, e la mia eccitazione era nel vederlo godere, con il suo pene nella mia gola pronto a esplodere, a riempirmi del suo lucido e glassato sperma. L’eruzione si avvicinava, potevo percepirne l’immediato arrivo, improvvisamente lui si lasciò andare ad un urlo seguito da fluire di un gettito bianco che mi riempì la bocca e che io ingoiai con voracità, con fame accattivante, con voglia perversa, poi con la lingua ripulii tutto il suo pene e ci stendemmo sui nostri sedili a guardare il tetto grigio della sua auto.
Non ho più rivisto Carlo, non l’ho più incontrato in altri concerti punk, non l’ho nemmeno incontrato per le strade della città, la sua è stata una presenza fugace che ha riempito una serata schifosa della mia tarda adolescenza da sfigata, ma ciò che non potrò dimenticare di lui è il forte odore acido del suo sperma ingoiato, che mi porto sulla pelle, dentro la mia pelle e che non riesco ad eliminare, non riesco a cancellare.


Scritto nel settembre del 1986

 Rossano Astremo

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comparso su www.musicaos.it /sezione diario

di vertigine (23/03/2004 - 10:00)

Domenica 14 marzo, alle ore 19 presso l'ex-convento dei Teatini, a Lecce, si è svolta la serata di presentazione dell'ultimo numero di VERTIGINE, il terzo, dedicato alla figura di Antonio Verri. Data la qualità degli interventi presenti su questa rivista, possiamo dire tranquillamente che questo numeri di Vertigine costituisce una tappa fondamentale di quel percorso di recupero e propaganda della figura di Antonio Verri e dei suoi scritti, percorso che negli ultimi due anni diverse persone hanno avviato sul nostro territorio. Mi riferisco alle operazioni che in altra sede sono state condotte ("il pane sotto la neve", riedizione Kurumuny, "On Board", la cui riedizione è stata presentata a Caprarica l'otto marzo e di cui trovate un reportage sempre sul nostro sito, la prossima riedizione di altri testi) per riuscire a diffondere i testi scritti dal poeta-operatore culturale- curatore di riviste-scrittore di Caprarica. L'operazione che ha condotto Rossano Astremo su questo numero di VERTIGINE ha un taglio differente dalle altre, il suo è stato il tentativo di avviare un discorso "critico" su Antonio Verri. Gli aspetti di questa critica sono molteplici, innanzitutto una bibliografia delle opere, poi una biografia del poeta, e poi interventi che inscrivono il discorso verriano in un dibattito più ampio di quello cui normalmente si è portati a fare riferimento. Le opere di Antonio Verri sono o no debitrici dell'ambiente culturale a cavallo del fine '70 ed anni '80? Il riferimento al post-modernismo, alla letteratura francese, all'encicplopedismo "echiano" e soprattutto i richiami a James Joyce (finnegans wake) e al "fabbricare" parole andandone in cerca sono proposti come spunti nell'esaustivo intervento scritto da Fabio Tolledi (astragali). Sono presenti inoltre interventi di Nicola Carducci, Antonio Errico e Mauro Marino. Il curatore della rivista su concessione di quest'ultimo è riuscito anche a pubblicare due inediti, provenienti proprio dal FondoVerri. Durante la serata sono intervenuti Rossano Astremo, Mauro Marino, Piero Rapanà, Giuseppe Semeraro, Margherita Malorgio, Stefano Donno, Luciano Pagano. Ognuno di loro ha letto un brano significativo di Antonio Verri. Un altro motivo, e qui chiudiamo, ci porta a consigliare l'acquisto di questa rivista, la presenza del testo "La cultura dei tao" di Antonio Verri, già precedentemente uscito sui Quaderni del Fondo Moravia, un racconto di fondamentale importanza riproposto su questo numero di VERTIGINE.

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Vertigine 03

di vertigine (23/03/2004 - 09:55)

Questa mattina, sfogliando le pagine del Corriere del Mezzogiorno ho notato con piacere che Enzo Mansueto ha recensito il terzo numero di Vertigine, sottolineando l'importante passo in avanti che esso rappresenta nell'azione critica che è necessario svolgere attorno la figura di Antonio Verri. Vi terrò aggiornati sulle presentazioni e sulle azioni che nasceranno attorno questo numero che, a quanto pare, la gente ha accolto con molto piacere.

Rossano Astremo

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senza respiro, un assaggio

di vertigine (23/03/2004 - 09:49)

 

Stiamo correndo, sollevando il passo, sfiorando il volo,

nell’abbandono di questo sotterraneo cosmico che ci ha castrato lo sguardo,

siamo chiome di alberi silenziosi, incendi germinali da accarezzare,

visioni oblique da tormentare (la torsione epocale ci genera erezioni senza fine).

Stiamo correndo, evitando i vortici che affogano, sublimando il caos,

storpiando le sbarre di ferro che ci fottono il cranio,

siamo la devastazione che traspare leccando volti scagliati contro il cielo,

siamo l’ultimo vento incavato nel nulla (la torsione epocale continua a macinare droghe).

Siamo in volo, sospesi tra il cielo e la terra, tra il tempo e lo spazio,

nel magmatico profumo di orbite fuori quota, oltre il linguaggio,

stiamo toccando il punto dove ogni gesto si colora di peccato,

siamo la degenerazione che spaccherà questo mondo per dilatarlo ed espanderlo,

giungendo nel punto critico dell’immaginazione siderale.

Rossano Astremo

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senza respiro

di vertigine (22/03/2004 - 16:30)

Si continua a scrivere come non mai in questo periodo. Il sottoscritto è in preda ad un panico cellulare di logorroica grafomania. E mentre il mio romanzo, Frenesia delle natiche,  viaggia attorno alcune case editrici del nostro stivale (con un paio che sembrano fare ammiccamenti e sembrano mostrare un certo interesse) si è iniziato un viaggio nel mondo inclusivo della poesia. Non so dove vorrò arrivare con questa immersione e questa pratica masochista volta a sviscerare e pisciare con rabbia sul linguaggio obliquo del far versi, ma sento che c'è stato uno scatto in avanti rispetto alla dignitosa (considerando i commenti ricevuti da critici e non) poesia espressa nel mio primo libretto CORPO POETICO IRRISOLTO. Il nuovo viaggio ha il titolo provvisorio di SENZA RESPIRO, mentre tra qualche mese uscirà un'antologia con testi miei (quindici testi dal titolo frammenti per una monodia infernale), di Fabio Ciofi, di Mario Lucini e Erminia Passannanti, tutti miei collaboratori a Poiein (www.poiein.it). Vi terrò aggiornati sulla mia malattia chiamata poesia.

Rossano Astremo 

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terzo numero di musicaos (www.musicaos.it)

di vertigine (22/03/2004 - 10:33)

E' on line il terzo numero di musicaos (www.musicaos.it) a cura di Luciano Pagano e Stefano Donno. Il loro è un lavoro encomiabile di unione delle forze creative che producono "cultura" non solo nel Salento, ma nell'intera regione, con uno sguardo ammiccante a ciò che accade fuori. Del sottoscritto, tra le altre cose, è presente un pezzo del mio romanzo inedito "Frenesia delle natiche", in uscite entro la fine dell'anno, un testo poetico e un pezzo critico su Antonio Verri già comparso su Pulp Libri di Gennaio. Interessante la sezione "diario" con reportage su tutto ciò che accade in zona (presentazioni di libri, reading ed altro).

Rossano Astremo

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Fate Foglio di Poesia, Poeti (sul terzo numero di vertigine)

di vertigine (19/03/2004 - 11:57)

 

Antonio L.Verri

 

Cominciate, poeti, a spedire fogli di poesia                                      

ai politici, gabellieri d’allegria

a chi ha perso l’aria di studente spaesato

a chi ha svenduto lo stupore di un tempo

le ribalte del non previsto,

ai sindacalisti, ai capitani d’industria

ai capitani di qualcosa,

usate la loro stessa lingua

non pensate, promettete

… “disarmateli” se potete!

 

(al diavolo le eccedenze, poeti

le care eccedenze, le assenze anche,

i passeri di tristezza, i rapimenti

i pendoli fermi, i voli mozzi, i sigilli

le care figure accostate al silenzio

gli addentellati, i germogli, gli abbagli…

al diavolo, al diavolo…)

 

Disprezzate i nuovi eroi, poeti

cacciateli nelle secche del mio gazebo oblungo

(ricco di umori malandrini, così ben fatto!)

fatevi anche voi un gazebo oblungo

chiudeteci le loro parole di merda

i loro umori, i loro figli, il denaro

il broncio delle loro donne, le loro albe livide.

 

Spedite fogli di poesia, poeti

dateli in cambio di poche lire

insultate il damerino, l’accademico borioso

la distinzione delle sue idee

la sua lunga morte,

fatevi poi dare un teatro, un qualcosa

raccontateci le cose più idiote

svestitevi, ubriacatevi, pisciate all’angolo del locale

combinate poi anche voi un manifesto

cannibale nell’oscurità

riparlate di morte, dite delle baracche

schiacciate dal cielo torvo, delle parole di Picabia

delle rose del Sud, della Lucerna di Jacca

della marza per l’innesto

della tramontana greca che viene dalla Russia

del gallipolino piovoso (angolo di Sternatia)

dell’osteria di De Candia (consacratela a qualcosa!).

 

Osteggiate i Capitoli Metropolitani, poeti

i vizi del culto, le dame in veletta, i ‘venditori di tappeti’

i direttori che si stupiscono, i direttori di qualcosa,

i burocrati, i falsi meridionalisti

(e un po’ anche i veri) i surrogati

le menzogne vendute in codici, l’urgenza dei giorni sfatti,

non alzatevi in piedi per nessuno, poeti

…se mai adorate la madre e il miglio stompato

le rabbie solitarie, le pratiche di rivolta, il pane.

Ecco. Fate solo quello che v’incanta!

Fate fogli di poesia, poeti

vendeteli e poi ricominciate.

 

Fatevi disprezzare, dissentite quanto potete

fatevi un gazebo oblungo, amate

gli sciocchi artisti beoni, i buffoni

le loro rivolte senza senso

le tenerezze di morte, i cieli di prugna

le assolutezze, i desideri di volare, le risorse del corpo

i misteri di donna Catena.

Fate fogli di poesia, poeti,

vendeteli per poche lire!

 

 

 

 

 

 

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a san pietro v.co feste in onore di dioniso

di vertigine (19/03/2004 - 09:46)

 

 

 

La mitologia greca narra di avvinazzate feste in onore di Dioniso, sfrenato dio del vino, che, reso pazzo dalla rabbia di Era, vagò peregrino, divulgando il culto della vigna e dei rituali orgiastici. 

SITUAZIONE VERNATICA è luogo di un baccanale, dove la comunità sampietrana riunita festeggia la forza produttiva della nostra terra e la fertilità delle sue vigne, tra musica e teatro in cantina, ad esorcizzare quell'imponente struttura industriale che ha stravolto il naturale paesaggio mediterraneo e la creatività delle sue genti.

La rassegna, curata dall'associazione culturale Mediterraneo, coinvolge musicisti e teatranti lungo un itinerario enogastronomico: domenica 21 marzo, domenica 28 marzo, domenica 4 aprile.

La Cantina S.