Ciao sono vertigine
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Archivio Marzo 2004

guerra umana, wu ming 2, in anteprima una parte

di vertigine (04/03/2004 - 11:29)

NOI TROGLODITI, di Wu Ming 2
 
1. Gladiatori

L’auto arrampica nervosa le prime curve. Fari abbaglianti scavano il buio. Asfalto sale tra i castagni, sei chilometri oltre il paese. La strada di servizio per il ripetitore di Colle Torto.
All’ottavo tornante, una carrareccia si stacca sulla destra. Il motore scala. Le ruote sterzano. Un ventaglio di luce corre tra i cespugli.
Caprioli intenti a brucare sciamano verso il bosco.
La sterrata attraversa il pascolo e raggiunge i ruderi di un casone.
Rovine recenti, finestre ancora intatte. Auto in circolo sull'aia in disuso. Paia di fari convergono al centro.
Una portiera si apre, un piede calca la polvere. Il dottor Taverna è nuovo, alle Banditacce. Rinaldi lo precede e fa le presentazioni. Pubblico vario: allevatori, commercianti, albergatori, balordi. Una quarantina in tutto. Mani stringono mani, sorrisi allo specchio, nomi cancellano altri nomi, sguardi. L’ultima mano ritira le banconote. Lo spettacolo costa trenta euro. Altre dita sfogliano pezzi più grossi.
- Trecento su Conan, alla prima.
- Facciamo quattro. Sei riprese.
- Quattrocento sacchi? Andata.
Le piccole scommesse sono libere. Sopra il mezzo milione, devi passare dal capo. Pagamento assicurato e zero problemi. Stasera, tutte puntate per Conan. Il tempo che ci mette per far fuori l’altro. Tre riprese oppure cinque, due minuti piuttosto che quattro.
L’altro si sta preparando, sotto il tetto sfondato della vecchia stalla. L’altro non ha nome. Al massimo lo sfidante, e basta. Allaccia i parastinchi dietro il polpaccio. Protezioni da hockey foderate di gommapiuma. Idem per le spalle. Sull'avambraccio sinistro, un pezzo di grondaia in rame, tagliato per il lungo e imbottito. Le scarpe sono un modello da cantiere, con punta salvadita rinforzata in acciaio. Guanti da lavoro, tirapugni a destra, scudo in plexiglas a sinistra. Scioglie i muscoli come un pugile suonato. Aspetta.
Arrivano altre auto, il cerchio si allarga. Si fa a turno coi fari per illuminare lo spiazzo. Secondo appuntamento della stagione, pubblico triplicato. La notizia gira. La gente è curiosa. Il business promette. [...]

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incipit di piattaforma, di michel houllebecq

di vertigine (04/03/2004 - 10:34)

Mio padre è morto un anno fa. Io non credo alla teoria secondo cui si diventa veramente adulti solo alla morte dei genitori; veramente adulti non lo si diventa mai. Davanti alla sua bara ho avuto pensieri incresciosi. Si era goduto la vita, quel vecchio porco; se l'era spassata alla grande. «Ti sei riprodotto...» gli dissi fra me e me con una certa foga, «hai ficcato il tuo grosso uccello nella fica di mia madre» . Diciamo pure che ero piuttosto teso: non capita tutti i giorni di avere un morto in famiglia. Il cadavere m'ero rifiutato di vederlo. Ho quarant'anni, e di cadaveri ne ho già visti abbastanza; adesso preferisco evitare. Che poi è il motivo per cui non ho mai voluto animali domestici. E non mi sono neanche sposato. Di occasioni per farlo ne ho avute diverse; ma ho sempre lasciato perdere. Comunque le donne mi piacciono, e pure tanto. In effetti il celibato un po' mi pesa. E' seccante soprattutto per le vacanze. La gente diffida degli scapoli in vacanza, soprattutto se di una certa età: li considerano persone molto egoiste e anche un po' dissolute; difficile dargli torto. Dopo il funerale sono tornato nella casa dove mio padre aveva trascorso gli ultimi anni di vita. Il cadavere l'avevano trovato una settimana prima. Un po' di polvere era già andata accumulandosi sui mobili e negli angoli delle stanze; nel vano di una finestra ondeggiava una ragnatela. Tempo, entropia e compagnia bella stavano dunque cominciando la loro opera di pacifico impossessamento della casa. Il congelatore era vuoto. Sulle scansie della cucina c'erano perlopiù flaconi di proteine aromatizzate, tavolette energetiche, pasti monodose Weight Watchers. Gironzolai per il pianterreno sgranocchiando un biscotto arricchito con sali di magnesio. Poi scesi nel seminterrato a fare un po' di cyclette. A settant'anni suonati mio padre godeva di una condizione fisica decisamente migliore della mia. Faceva un'ora al giorno di ginnastica intensiva, più un paio di vasche di piscina due volte la settimana. Nei fine settimana giocava a tennis e andava in bici con alcuni coetanei; ne avevo conosciuti un paio al funerale. «Ci faceva neri!...» aveva esclamato un ginecologo. «Aveva dieci anni più di noi, ma riusciva a darci la birra anche in salita!» Padre, padre mio, mi dissi, quant'era grande la tua vanità. Nell'angolo sinistro del mio campo visivo intravedevo una panca per il sollevamento pesi, e a terra un paio di manubri. Visualizzai per un attimo un deficiente in pantaloncini corti - pieno di rughe, ma per il resto molto simile a me - che gonfiava i pettorali con un fervore privo di speranza. Padre mio, mi dissi, hai edificato la tua casa sulla sabbia.




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cesare battisti libero!!!

di vertigine (04/03/2004 - 10:10)

Con una decisione invocata a lungo e ad alta intensità, la magistratura parigina ha deciso di concedere allo scrittore Cesare Battisti la libertà provvisoria, in attesa che venga esaminata il prossimo 17 aprile, in tribunale, la richiesta di estradizione da parte dell'Italia. La notizia è giunta nel pomeriggio: al termine dell'udienza sulla richiesta di scarcerazione, presentata dagli avvocati dell'autore italiano, è stata sentenziata l'inesistenza dei presupposti per la permanenza di Cesare Battisti nel carcere della Santé. La mobilitazione a favore di Battisti non cessa. La prossima tappa, cioè l'esame della richiesta di estradizione avanzata dal ministro Castelli, sarà decisiva. Ricordiamo che già nel 1991 la giustizia francese aveva emesso una sentenza sfavorevole a un'identica richiesta. In questi giorni, dunque, moltiplicheremo l'impegno a fornire informazioni e riflessioni sulla vicenda.

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