Fate Foglio di Poesia, Poeti (sul terzo numero di vertigine)

Cominciate, poeti, a spedire fogli di poesia
ai politici, gabellieri d’allegria
a chi ha perso l’aria di studente spaesato
a chi ha svenduto lo stupore di un tempo
le ribalte del non previsto,
ai sindacalisti, ai capitani d’industria
ai capitani di qualcosa,
usate la loro stessa lingua
non pensate, promettete
… “disarmateli” se potete!
(al diavolo le eccedenze, poeti
le care eccedenze, le assenze anche,
i passeri di tristezza, i rapimenti
i pendoli fermi, i voli mozzi, i sigilli
le care figure accostate al silenzio
gli addentellati, i germogli, gli abbagli…
al diavolo, al diavolo…)
Disprezzate i nuovi eroi, poeti
cacciateli nelle secche del mio gazebo oblungo
(ricco di umori malandrini, così ben fatto!)
fatevi anche voi un gazebo oblungo
chiudeteci le loro parole di merda
i loro umori, i loro figli, il denaro
il broncio delle loro donne, le loro albe livide.
Spedite fogli di poesia, poeti
dateli in cambio di poche lire
insultate il damerino, l’accademico borioso
la distinzione delle sue idee
la sua lunga morte,
fatevi poi dare un teatro, un qualcosa
raccontateci le cose più idiote
svestitevi, ubriacatevi, pisciate all’angolo del locale
combinate poi anche voi un manifesto
cannibale nell’oscurità
riparlate di morte, dite delle baracche
schiacciate dal cielo torvo, delle parole di Picabia
delle rose del Sud, della Lucerna di Jacca
della marza per l’innesto
della tramontana greca che viene dalla Russia
del gallipolino piovoso (angolo di Sternatia)
dell’osteria di De Candia (consacratela a qualcosa!).
Osteggiate i Capitoli Metropolitani, poeti
i vizi del culto, le dame in veletta, i ‘venditori di tappeti’
i direttori che si stupiscono, i direttori di qualcosa,
i burocrati, i falsi meridionalisti
(e un po’ anche i veri) i surrogati
le menzogne vendute in codici, l’urgenza dei giorni sfatti,
non alzatevi in piedi per nessuno, poeti
…se mai adorate la madre e il miglio stompato
le rabbie solitarie, le pratiche di rivolta, il pane.
Ecco. Fate solo quello che v’incanta!
Fate fogli di poesia, poeti
vendeteli e poi ricominciate.
Fatevi disprezzare, dissentite quanto potete
fatevi un gazebo oblungo, amate
gli sciocchi artisti beoni, i buffoni
le loro rivolte senza senso
le tenerezze di morte, i cieli di prugna
le assolutezze, i desideri di volare, le risorse del corpo
i misteri di donna Catena.
Fate fogli di poesia, poeti,
vendeteli per poche lire!
a san pietro v.co feste in onore di dioniso
La mitologia greca narra di avvinazzate feste in onore di Dioniso, sfrenato dio del vino, che, reso pazzo dalla rabbia di Era, vagò peregrino, divulgando il culto della vigna e dei rituali orgiastici.
SITUAZIONE VERNATICA è luogo di un baccanale, dove la comunità sampietrana riunita festeggia la forza produttiva della nostra terra e la fertilità delle sue vigne, tra musica e teatro in cantina, ad esorcizzare quell'imponente struttura industriale che ha stravolto il naturale paesaggio mediterraneo e la creatività delle sue genti.
La rassegna, curata dall'associazione culturale Mediterraneo, coinvolge musicisti e teatranti lungo un itinerario enogastronomico: domenica 21 marzo, domenica 28 marzo, domenica 4 aprile.
Grazie al patrocinio del Comune di S. Pietro V.co e al contributo del CNA, gratuitamente tutti gli invitati potranno degustare il vino con i prodotti tipici, offerti dalla Masseria Piutri e dai cittadini del rione Lezza , e il pane fresco del Panificio e Biscottificio Conte, nei tre pomeriggi di festa, con ingresso libero dalle 17:30.
Nell'equinozio di primavera, domenica 21 marzo, le porte della Cantina S. Pietro si apriranno per farci incontrare alcuni personaggi pirandelliani, sfuggiti alla trama delle novelle per opera degli attori della compagnia teatrale
Nel pomeriggio di domenica 28 marzo l'atrio della Cantina Angelini sarà invaso dall'occhio sperimentale di Dark Camera. Gli artisti, diretti da Massimo Ciccolini, performeranno "Suoni tra segni". Con i Galactus si ripescheranno dal passato formati musicali da fondere in originali pezzi dall'inconfondibile stile surf della west- coast degli anni '60.
Il pomeriggio di domenica 4 aprile, nella Cantina Sampietrana, la performance di Pier Paolo Zampieri_ La sabbia nella tela_ è il luogo-altro dell'incontro di arti diverse, dal linguaggio verbale a quello musicale, per un insolito "Racconto sull'incompatibilità strutturale tra culture diverse anche e soprattutto nella buona fede". Il progetto acustico TranceLento_ didjeridoo e batteria _ usa le sonorità tribali come mezzo di fuoriuscita sensoriale da quelle dimensioni che tengono saldi alla coscienza. Da un racconto del sampietrano Oreste Greco infine, scritto nel 1926, Marcello Lomascolo ci riporta indietro nella quotidianità di un Salento che non esiste più (o forse no?): "Te cuntu nnu cuntu e te lu cantu", allora, a chiudere sulla memoria e sull'identità.







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