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Domenica 14 marzo, alle ore 19 presso l'ex-convento dei Teatini, a Lecce, si è svolta la serata di presentazione dell'ultimo numero di VERTIGINE, il terzo, dedicato alla figura di Antonio Verri. Data la qualità degli interventi presenti su questa rivista, possiamo dire tranquillamente che questo numeri di Vertigine costituisce una tappa fondamentale di quel percorso di recupero e propaganda della figura di Antonio Verri e dei suoi scritti, percorso che negli ultimi due anni diverse persone hanno avviato sul nostro territorio. Mi riferisco alle operazioni che in altra sede sono state condotte ("il pane sotto la neve", riedizione Kurumuny, "On Board", la cui riedizione è stata presentata a Caprarica l'otto marzo e di cui trovate un reportage sempre sul nostro sito, la prossima riedizione di altri testi) per riuscire a diffondere i testi scritti dal poeta-operatore culturale- curatore di riviste-scrittore di Caprarica. L'operazione che ha condotto Rossano Astremo su questo numero di VERTIGINE ha un taglio differente dalle altre, il suo è stato il tentativo di avviare un discorso "critico" su Antonio Verri. Gli aspetti di questa critica sono molteplici, innanzitutto una bibliografia delle opere, poi una biografia del poeta, e poi interventi che inscrivono il discorso verriano in un dibattito più ampio di quello cui normalmente si è portati a fare riferimento. Le opere di Antonio Verri sono o no debitrici dell'ambiente culturale a cavallo del fine '70 ed anni '80? Il riferimento al post-modernismo, alla letteratura francese, all'encicplopedismo "echiano" e soprattutto i richiami a James Joyce (finnegans wake) e al "fabbricare" parole andandone in cerca sono proposti come spunti nell'esaustivo intervento scritto da Fabio Tolledi (astragali). Sono presenti inoltre interventi di Nicola Carducci, Antonio Errico e Mauro Marino. Il curatore della rivista su concessione di quest'ultimo è riuscito anche a pubblicare due inediti, provenienti proprio dal FondoVerri. Durante la serata sono intervenuti Rossano Astremo, Mauro Marino, Piero Rapanà, Giuseppe Semeraro, Margherita Malorgio, Stefano Donno, Luciano Pagano. Ognuno di loro ha letto un brano significativo di Antonio Verri. Un altro motivo, e qui chiudiamo, ci porta a consigliare l'acquisto di questa rivista, la presenza del testo "La cultura dei tao" di Antonio Verri, già precedentemente uscito sui Quaderni del Fondo Moravia, un racconto di fondamentale importanza riproposto su questo numero di VERTIGINE.
Vertigine 03
Questa mattina, sfogliando le pagine del Corriere del Mezzogiorno ho notato con piacere che Enzo Mansueto ha recensito il terzo numero di Vertigine, sottolineando l'importante passo in avanti che esso rappresenta nell'azione critica che è necessario svolgere attorno la figura di Antonio Verri. Vi terrò aggiornati sulle presentazioni e sulle azioni che nasceranno attorno questo numero che, a quanto pare, la gente ha accolto con molto piacere.
Rossano Astremo
senza respiro, un assaggio
Stiamo correndo, sollevando il passo, sfiorando il volo, nell’abbandono di questo sotterraneo cosmico che ci ha castrato lo sguardo, siamo chiome di alberi silenziosi, incendi germinali da accarezzare, visioni oblique da tormentare (la torsione epocale ci genera erezioni senza fine). Stiamo correndo, evitando i vortici che affogano, sublimando il caos, storpiando le sbarre di ferro che ci fottono il cranio, siamo la devastazione che traspare leccando volti scagliati contro il cielo, siamo l’ultimo vento incavato nel nulla (la torsione epocale continua a macinare droghe). Siamo in volo, sospesi tra il cielo e la terra, tra il tempo e lo spazio, nel magmatico profumo di orbite fuori quota, oltre il linguaggio, stiamo toccando il punto dove ogni gesto si colora di peccato, siamo la degenerazione che spaccherà questo mondo per dilatarlo ed espanderlo, giungendo nel punto critico dell’immaginazione siderale. Rossano Astremo









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