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miei testi tradotti in inglese!!!

di vertigine (29/04/2004 - 16:58)

traduzione di Taddeo Roccasalda

Fragments from my sunless flat. (Rossano Astremo)

Poems.

One.

I can’ go on breathing
if my head presses the feather pillow,
the infected acid pillow
laid on this unsteady bed
unable to contain me, to absorb me,
lingering in the warm corner of its painless space,
opening and spreading thousand kinds of worms, leaves and mouths,
among spasms of hours unable to explode,
among sobs of minutes turned into scentlees pulp,
on this languishing dust,
without transparent eyes to give birth
to the last drops of love.

Two.

On this burning fire that lights up timeless alleys
I stoop – and pray with all my deformed strength turned into ashes.
Every balance is banished,
every effort to blow beyond the limits is lost,
every cardboard-head is melt, with the twisted and imploded city,
faded fire of an exhausted, bleeding power
with the last shreds of light plunging into my head,
making it burn senselessly.

Three.

Together, for not getting torn, for not coming unstitched, to go on trusting
in life that shines, for not dying shut up in this dark
dirty street full of wet and trodden cardboards,
of infected syringes, with scary blood stuck on them,
with tramps hanging in space, tasting that filthy
intoxicating sense of defeat, which slips into the neck and doesn’t leave alone,
that sense of defeat, being reflected as a weightless dry beam.

Four.

Not now, please, this suffocating place makes me sick,
moments of closure waiting for an istant of respite, twisted moments
as prickly brains looking for a vision,
among open and cracked cement that cannot contain us,
among filthy and dirty pains that cannot shut us up.
I cannot step forward;
through this rational and regular wood my glass of whisky
shines destructively and my eyes
drown in the smashing lights,
in this cock-exciting and knee-crumbling evening.

Five.

What’s all this terror that’s wetting my soul?
Exploded buildings, bodies torn to pieces, exhausting religions,
military people swallowing uranium, nations licking each other’s arse,
all this chaos pisses me off, catches my breath,
bars my heart, buries all my regular throbs.
What’s all this wasting of years in shooting stomachaches?
The traffic lights are not flashing, the bookshops are rising,
the street lamps are shooting light upwards,
burning the grey sky that imprisons the stars.

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giuseppe genna hai ragione!!!

di vertigine (29/04/2004 - 16:46)

di giuseppe genna (www.miserabili.com)

browncover.jpg

Che vada affanculo Dan Brown, che vada affanculo il suo soap-thriller complottista, che vada affanculo il Priorato di Sion, che vada affanculo il mercato, che vadano affanculo i cattolici americani e quelli italiani, che vada affanculo Umberto Eco che ha ridato fiato a questa melma degna di massoni deviati e vaticanisti vandeani, che vada affanculo Renato Farina (che sproloquia in tv sull'esoterismo, gli archetipi e Dan Brown), che vada affanculo Top Secret (programma complottardo su Rete4, condotto da un bagigio di nome Brachino), che vada affanculo John Grisham, che vada affanculo il Corriere che dedica una pagina intera a questo gorgo di letame, che vada affanculo l'idolatria della suspense predigerita, che vadano affanculo le traduzioni cinematografiche dei bestselleroni, che vadano affanculo il marketing, il passaparola, le letture da zie con le cofane azzurrate, la dittatura del thriller di consumo, la sapienzialità da circo Orfei, la paranoia che scuote la vita impiegatizia, la tanta cacca fatta leggendo sull'asse del water laccata, lo sfrigolio del mistero sull'autobus prima di entrare in ufficio, lo spazio narrativo nell'attesa che si liberi la parrucchiera, i Miti in edicola, la storia dell'arte a dispense, gli allegati ai quotidiani, l'idea che il Graal sia un cristallo di Boemia, tutti gli Indiana Jones, l'Omnibus da fila in posta, la fiction, Orgoglio, il reality show, il teratocapitalismo, l'esalazione del sospiro da finale di giallo, il piacere di concludere le parole crociate, il fascino della decrittatura da codici, i Merovingi, l'Oas, l'odio per il papato e l'odio del papato, la montatura della cappella di Rosslyn, Spielberg, Clancy, Koontz, l'enigma da cassiere del Pam, la cultura per masse bolse e bovine, il vanto del manager che pensa di avere letto, i neolibri da comodino, il finto pop, la trama appassionante, la scrittura piana che può essere abbordata da tutti, i dialoghi efficaci, la storia che prende e risana il budget della casa editrice, l'asta internazionale per acquisire i diritti, i tour degli autori, i Giuttarifaletti e tutti i bestselleristi americani all'amatriciana, l'hardcover con ricaduta in economica che sarà backlist in logica longseller, la disneyzzazione del sacro atto della lettura, la piacevolezza della scopata culturale, il cioccolatino con il liquore dentro, il buco con la caramella intorno, Bruno Martino comparato a Beethoven, la figa onnipresente per dare quel pizzico in più.
Cioè: vada affanculo Il Codice Da Vinci.

Il Codice Da Vinci è l'improbabile che viene accettato come norma esistenziale di massa. E' la solita complottata (capisco amici scrittori che da anni asseriscono di odiare i complottisti) sulla materia più scadente del complottismo sapienziale: i Templari, e chi erano i Templari, e custodivano il Sacro Graal, e il Graal si trova nei Pirenei, e la storia della cristianità è tutta da rivedere, e i tanti piccoli Tonini che hanno tacitato la Profezia che poteva fare crollare Roma nel corso dei secoli dei secoli, e il grano segreto, e la custodia del Sepolcro, e Cristo che scende dalla Croce e si scopa Maddalena e va a vivere in Provenza o in Gran Bretagna a Stonhange o in India o in Giappone, e le sètte che mettono in pericolo il pianeta, e il manipolo di fascisti che trama nell'ombra. Insomma, un manuale della finta cultura popolare d'élite, che già aveva sfracannato i coglioni agli intelligenti quando uscì il Pendolo di Foucault di Eco e che, mercé la giustificazione del consumo di massa, continua a stracciare gonadi da quando io ho coscienza di esistere.
Che palle.
L'ennesima variazione sulla solita trama complottarda è questa merda totale in carta non ecologica, firmata d un saccentissimo autore americano che sostiene di avere studiato ai massimi livelli non solo la storia, ma anche le opere d'arte che cita in questa colossale barzelletta in stile Peter Kolosimo - Dan Brown, la più recente variazione del grishamismo di riporto, la venefica incarnazione di quello che si fa i miliardi raccontando il Segreto con la cialtroneria di una Riza Psicoletteraria.
Tutto ruota intorno alla sapienziale fraternità del Priorato di Sion: una bufala inventata dal fascio transalpino Pierre Plantard, che costruì ad arte il fenomeno di Rennes Le Chateau, dove sarebbe stata custodita la coppa che avrebbe contenuto il sangue del Cristo dopo opportuno intervento di Giuseppe d'Arimatea. Una scarica di diarrea che schizza su e da Fulcanelli, Louis Pauwels e Jacques Bergier del Mattino dei maghi, la Blavatskij in salsa teocialtrona, Dylan Dog e Martin Mystère. Da una parte la Massoneria, autentica via sapienziale di autoconoscenza e realizzazione, viene distorta dalla deriva politica - e dall'altra parte viene stravolta dalla deriva culturale in cui la trascina immondizia come il parathriller di Dan Brown.
Quando dicono a me, che sarei autore di thriller, quanta esaltazione e quanti brividi procura il fatto che mi occuperei di complotti, mi incazzo. Io mi occupo di complotti tanto quanto Dan Brown si occupa di ascesi. Il supermercato della spiritualità non è soltanto la new age - è la narrativa di consumo. Questa ulteriore farsa spacciata come letteratura conferma che il genere nero/spionistico/investigativo non sta correndo un grave rischio: ha già rischiato. E ha perso.
Il thriller non è più un genere: è la zuppa Campbell della letteratura. Al primo che sostiene che io scrivo thriller, regalo una copia del Codice da Vinci, pur di levarmelo dai coglioni. Sia chiaro tuttavia che all'ultima che mi accusa di scrivere gialli e quindi di non avere rischiato nulla in narrativa, il Codice da Vinci non glielo regalo, poiché per certa gente il genere thriller, genere che non esiste più, è a tutt'oggi un genere che non esiste ancora.
Non compratelo o, se ve lo hanno regalato, fate quello che fece Houellebecq con Grisham in Piattaforma: buttatelo nel cestino.

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mauro marino ha il suo blog

di vertigine (29/04/2004 - 16:15)

solo per dirvi che l'amico mauro marino, operatore culturale dal grande animo e poeta sopraffino, ha aperto il suo blog, www.leparoledidentro.splinder.it. andate a dare uno sguardo.

Rossano Astremo

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uscito il quarto numero di musicaos

di vertigine (27/04/2004 - 10:01)

McClure

è uscito il quarto numero di musicaos (www.musicaos.it), frutto delle mente malata di luciano pagano e stefano donno.in questo numero sono presenti alcuni testi della mia prossima plaquette, SENZA RESPIRO, che uscirà il 20 maggio e, nella sezione traduzioni, Noi di Mike McClure, poema che per la prima volta è tradotto in italiano dal sottoscritto. Buona Lettura.

Rossano Astremo

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que viva stilos!

di vertigine (26/04/2004 - 17:44)

[lettera aperta di Domenico Cacopardo a Mario Ciancio Sanfilippo, direttore ed editore del quotidiano La Sicilia, in allegato al quale è pubblicato ogni martedì il settimanale di cultura e informazione libraria Stilos, diretto da Gianni Bonina, al quale mi onoro di collaborare. Se volete, potete copiare questa lettera e spedirla all’indirizzo: segreteria@lasicilia.it. Grazie.] Al dottor Mario Ciancio Sanfilippo Direttore ed editore de La Sicilia Catania L’ulteriore ridursi della foliazione di Stilos, il settimanale culturale de La Sicilia, ci induce a fare appello a lei che ne è l’editore per manifestarle lo sconcerto che la decisione provoca. Infatti Stilos, al pari di Tuttolibri de La Stampa e del domenicale del Sole-24Ore, rappresenta uno dei pochi riferimenti per coloro che amano la cultura e vogliono conoscere i suoi sviluppi, le sue tendenze, le sue novità. E Stilos è l’unico settimanale del genere nel Sud d’Italia e svolge il proprio compito avendo attenzione non al solo Sud o alla Sicilia, ma al paese e al panorama internazionale. Insomma è uno dei pochi strumenti a disposizione di chi abbia interessi più ampi della semplice cronaca politica o nera. Ora il ridursi della foliazione renderà ancora più difficile il lavoro di informazione e di documentazione, invitando i ‘clienti’ di Stilos a rivolgersi altrove, là dove l’inserto culturale non trova ridimensionamenti, ma sostegni e promozioni. Le chiediamo, perciò, di intervenire perché Stilos sia subito restituito al suo normale formato, evitando che perda funzione e peso e, come sempre accade in questi casi, lettori. Orgogliosamente La Sicilia deve continuare a sostenere il suo settimanale di cultura, come specifica e singolare espressione della permanente vivacità intellettuale di Catania e dell’isola in generale.

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l'evento gran bazar/programma non definitivo/dal 20 al 23 maggio

di vertigine (22/04/2004 - 16:46)

 

Associazione_Presìdi del Libro

Libreria Icaro - Fondo Verri_Libero Cantiere

in collaborazione con Bigsur, CoolClub,Vertigine, Musicaos

 

20,21,22,23_Maggio_2004 – Ex Convento dei Teatini_Lecce

GranBazar2004–4.a edizione

[Il libro in tasca]

mostra mercato del libro tascabile e banco dell’editoria e della poesia salentina

a cura della Libreria Icaro e del Fondo Verri l.c.

 

 

 

 

Giovedì 20 maggio

ore 10,  apertura de Il Libro in Tasca mostra mercato del libro tascabile

espressionismi – laboratorio di pittura con Gianluca Costantini, Fabio Inglese (Bardamù), Annalisa Macagnino

 

ore 18, apertura: 

Ode al libro ! – concorso di scrittura

 

ore 19, Le Lingue del Salento

Omaggio a Nicola De Donno a cura di Giuliana Coppola

Omaggio a Cesare De Santis a cura di Rocco Aprile

 

ore 20, I poeti: Giuseppe Greco - Letture

 

Editoria e Nuova Scena Letteraria

ore 22, La Cantica del Lupo (poetBar )

performance di Giuseppe Semeraro

 

Venerdì 21 maggio

 

Dal disagio alla cura:

ore 19, Antonio Errico presenta:

Vincenzo Ampolo, Voci dell’Anima, scrittura, narrazione e pratica analitica, Besa ed.

 

Editoria e Nuova Scena Letteraria

ore 19.30, Gianni Capodicasa e Raffaele Polo presentano

le produzioni dell’ Accademia Salentina delle Lettere

ore 20, Anna Stomeo presenta:

Attimi – Variazioni di Andrea Lefons, Amaltea Edizioni

 

Le Lingue del Salento

ore 21.30, Ass. ITACA – Min. Fars Hus presenta:

mmm…Maledetti Salentini per Salvatore Toma e Piero Panesi

(e per Vittorio Bodini, Carmelo Bene e Antonio L. Verri)

con: Tommasa Aprile, Barbara Castrignanò, Andrea Lefons, Sara Della Tommasa, Donato Rescio, Fausto Griffini

direzione di Anna Stomeo

 

Sabato 22 maggio

 

Editoria e Nuova Scena Letteraria

ore 19, Marco Saura  presenta Erre, almanacco di cultura preventiva , la Scimmia Edizioni - Roma

ore 20, Mario Desiati, Italville 14 autori raccontano l’Italia, Nuovi Argomenti - Roma

ore 21, Wu Ming 2, Guerra agli Umani, Einaudi Stile Libero

ore 22, performance a cura di Michelangelo Zizzi

con Ilaria Seclì, Laura Sergio, Simone Giorgino

 

Domenica 23 maggio

 

Omaggio a Carmelo Bene

ore 19, Carmelo Bene, I primi passi da gigante, a cura di M. Nocera, Kurumuny

 

Editoria e Nuova Scena Letteraria

ore 20, Tabula Rasa – Rivista di Letteratura invisibile, Besa Editrice

ore 21, Christian Raimo, La Qualità dell’Aria, antologia di scrittori under 40, minimun fax – Roma

ore 22, Reading a cura di Vertigine e Musicaos

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sabato 22 maggio /non splendore rock ai koreja

di vertigine (22/04/2004 - 16:31)

immagine dello spettacolo

Ecco un nuovo sodalizio fra poesia e musica. Questa volta la musica è un rock che si impenna fra eccesso e sottigliezza, fra schianti e armonie: la poesia vola con quello, con la voglia di strapparsi via dalla pagina scritta, dalla camera chiusa del pensiero e darsi semplicemente, centrando il cuore di chi ascolta.

Il Teatro Valdoca è nato nel 1983 a Cesena, in Romagna, ad opera di Cesare Ronconi regista, e di Mariangela Gualtieri drammaturga.
Coi primi due spettacoli Lo spazio della quiete (1983) e Le radici dell'amore (1984) la Valdoca è presente fin da principio sulla scena europea: sono lavori senza parole, con una cifra stilistica e poetica molto netta. Con Ruvido umano (1987) comincia una ricerca drammaturgica a ridosso della parola poetica, ricerca che avrà piena e matura espressione nella trilogia Antenata (1991/93). In questi anni la Compagnia dà vita ad una Scuola di Poesia che coinvolge i maggiori poeti italiani, fra cui Luzi, Fortini, Bigongiari, Conte, De Angelis, Loi, Maiorino, Cucchi, ecc. La Compagnia apre poi il lavoro pedagogico e formativo sull'attore all'incontro con numerosi giovani allievi, attraverso una vera e propria Scuola Nomade, che sfocia in due grandi spettacoli Ossicine (1994) e Fuoco Centrale (1995).
In questi, musica dal vivo, canto e danza, entrano a dar forza e complessità alla parola poetica, che permane come caratteristica del lavoro della Compagnia. Nel 1997 Nei leoni e nei lupi riunisce sulla scena attori storici della Valdoca ed allievi della Scuola Nomade, secondo una scrittura drammaturgica che li impegna in una grande prova d'attore.
Parsifal Piccolo (1998) e infine Parsifal (1999) prodotto insieme al festival di Santarcangelo segnano la prima impegnativa prova di riscrittura di un testo della tradizione. Chioma (2000) dà vita ad una figura femminile potente, che ha l’intensità dei personaggi del mito e la spaccatura dell’attuale sfacelo. Del 2001 Predica ai pesci, operetta magica e popolare per due acrobate, una cantante ed un’attrice.
Il 2002 è dedicato alla Scuola d’attore, e a NON-splendore rock, concerto di rock e poesia.
Nel gennaio 2003 i versi per la scena di Mariangela Gualtieri sono editi da Giulio Einaudi.
L’ultima opera del Teatro Valdoca, Imparare è anche bruciare (2003), è attualmente in tournée.


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perfect day da guerra agli umani/wu ming 2/22 maggio a lecce

di vertigine (21/04/2004 - 10:32)

2. Perfect Day

E’ il primo giorno d’ottobre. Mattina. La gente parla di clima estivo e cappotti ancora nell’armadio. Io sono senza lavoro. Da una settimana. Niente di strano. Inserivo dati nel computer di una ditta. I dati sono finiti. Lo stipendio anche. Restano settecento euro in banca, un mese d’affitto arretrato, la bolletta del telefono e uno zaino, pronto da mesi, dietro la porta di cucina. Prima dell’estate pulivo cessi al cimitero. Non era infame come sembra. Il luogo è poco affollato e nessuno molla una sepoltura per andare a cagare. C'erano fiori freschi per la mia ragazza e certe mattine non bisognava nemmeno dare lo straccio. L’azienda leader nel settore ne ha dedotto che il personale era in forte esubero. S’imponeva il taglio di un addetto su tre. Ho salutato le due colleghe bielorusse e coi soldi dell’ultima settimana mi sono preso lo zaino. Ora sento che ci siamo. Ho appena fatto provviste.Fuori dall’ipermercato, carrelli e abbronzature mi circondano minacciosi. Gente che guadagna. Vorrei aggrapparmi a un colletto qualsiasi, e sussurrare parole indecenti all’orecchio del proprietario: – Ehi, amico, senti un po’ qua: il sottoscritto non fa un cazzo da una settimana. Non è disgustoso? Una batteria di cabine telefoniche mi richiama all’ordine. Almeno mia sorella la dovrei avvertire.Parto, Sandra. E’ deciso. Se c’è riuscito Thoreau posso farcela anch’io. La massa degli uomini conduce vite di quieta disperazione. Siamo solo attrezzi dei nostri attrezzi, assediati da eserciti di necessori. Questa civiltà si basa su non-cicli ed è votata all’estinzione. Il futuro è nelle attività silvopastorali. L’apparecchio funziona solo a scheda. Uno su cinque accetta anche monete, ma so già cosa mi aspetta. E’ fuori servizio. Mangia i soldi oppure li sputa. Ha la cornetta spalmata di resina.Decido per un biglietto. Meno inconvenienti.Arrivo a casa, appoggio la spesa, accendo una sigaretta e lo stereo. Perfect day, Lou Reed, versione noise dei Melt Banana.

Cara Sandra,

ormai da una settimana non telelavoro più. Lungi da me l’idea di cercare un altro impiego qls. Ho preso in odio ogni lavoro da me fatto sotto il sole. Ma non vengo a dirti che tutto è vanità. Soltanto: il sottoscritto ha già dato. C'è un tempo per ogni cosa, e quel tempo è finito. Se uno è soddisfatto di questa vita, s’accomodi. Per quanto, l’uomo che lavora per sopravvivere non possa godere di una vera integrità. Da anni sorvolo l’abisso della disoccupazione cronica a spasso su corde sottili. Ho speso le migliori energie a mantenermi in equilibrio. Adesso basta. E' giunto il momento di dare un'occhiata di sotto. Lo zaino è lì da quest’estate, lo sai. Ho un quaderno fitto di appunti, stratagemmi copiati da diversi manuali. So già dove andare, un luogo isolato e tranquillo che per il momento non rivelerò a nessuno. Vorrei evitare che una fila di persone si presenti ogni giorno davanti al mio rifugio con l’intento di farmi rinsavire. Non sono impazzito, anzi, mai stato più lucido. Voglio solo diventare ricco: se questa è follia, la condivido con la maggior parte degli uomini. Un individuo è tanto più ricco quanti più sono gli orpelli che può trascurare. Vivrò in una grotta, mangerò bacche, castagne e farina di formiche. Mi scalderò col fuoco. Chi è il sultano di Brunei in confronto al sottoscritto? Questo mondo non ha bisogno di me, e viceversa. Pari e patta, il cerchio si chiude e il sottoscritto parte per la tangente. Mi farò vivo quando lo riterrò opportuno.

Saluta i nipoti,

Marco 'Walden', supereroe troglodita.

Rileggo il messaggio una decina di volte. Non è facile spiegare. Voglio dire: mia sorella conosce la situazione, sa dello zaino e di cosa significa. Tuttavia, non sono sicuro di essere stato chiaro.Il sottoscritto non condanna lo stile di vita comune. Sbattersi, lavorare, amare una donna, prolificare, nutrire il cervello con roba più o meno buona, nutrire il corpo con roba più o meno biologica, frequentare centri commerciali, abitare una zona dignitosa. E’ un modello non ciclico, prossimo al collasso, ma chi se ne frega del modello. Il collasso del sottoscritto è molto più imminente. Tanti auguri a chi si sente tranquillo.Grazie al cielo, non tutto il mondo è qui. Puoi cambiare aria. Diventare l’eroe della vita nei boschi. Non come alla televisione, aspiranti Robinson su un’isola deserta, fai il fenomeno due mesi e poi torni a casa. Questa vacanza da me stesso è qualcosa di più serio. Tornare a casa non rientra nei programmi.Il punto è: non ho più una donna, sono orfano e non ho nemmeno l'automobile. I lavori che dovrei desiderare mi paiono intercambiabili. Gli amici anche. Bravissime persone, per carità: è il sottoscritto che non funziona. Quando passi il giorno a sbrogliare il groviglio della tua vita, non ti restano molte energie per le relazioni. Cominciano a farti schifo tutti. C’è un livello di guardia: oltre quello, la nausea non si concentra più su un singolo aspetto, tracima e inonda il resto, senza distinzione. Un lavoro indegno sta ancora sotto il livello. Due no. Il sottoscritto ne ha sempre avuti due: fare un lavoro merdoso, cercarne uno decente. Troppo vecchio per questo, troppi titoli per quest'altro, niente esperienza di carpenteria metallica.Se avevo dei figli, era un'altra cosa. Non li trascinavo certo in una situazione simile. Le comuni fricchettone non sono il mio genere. Nemmeno gli eremiti, se è per questo. Il sottoscritto non ha bisogno di ritrovare sé stesso. E’ solo stanco di calci nel culo, altro che new age. Un etto di Buddha, due fette di Gesù. L'esistenza appronta già i suoi fardelli. Lo zaino, meglio tenerlo leggero.Per questo, quattro anni fa ho venduto l'automobile. Lavoravo fuori città. Facevo il casellante. Ogni mattina, quaranta minuti di coda per arrivare allo svincolo. La sera, stessa musica. L'esaurimento nervoso non s'è fatto aspettare.Cado in depressione ogni volta che il semaforo sgocciola auto nel gorgo di un incrocio. Il traffico metropolitano è un traffico d’armi. Guerra umanitaria: difendere il sacro diritto al risparmio di tempo. Ma pensando ai soldi, cioè ore di lavoro, spesi per acquistare un’auto e rifornirla di carburante, per pagare lavaggi e pagare posteggi, più il tempo bruciato nel portarla dal carrozziere, e i soldi della manutenzione, e le giornate trascorse a scegliere il modello adatto, mi sono chiesto dove sia finito il tempo risparmiato. Una bella bicicletta me ne regalava di più.Eppure, c'è voluto l'esaurimento per convincermi. Vendere l'auto e spostarsi in bici. Morale: lacrime, bruciore agli occhi, tosse cronica. Ho provato a tornare indietro - fermi tutti, mi sono sbagliato - ma il nuovo stipendio non me lo permetteva. Avevo cambiato lavoro: il casello dell’autostrada era troppo lontano per la bicicletta. Da allora, niente più auto. Ho pure disimparato a guidarla. Allo stesso modo, ho deciso di vivere nei boschi perché quaggiù non vado bene nemmeno come lavacessi. Allo stesso modo, non mangio carne perché non posso permettermela. Poi, certo, trovo l'allevamento intensivo una terribile crudeltà che riversa sul genere umano cascate di karma negativo, vaste e imponenti quanto il Niagara degli sciacquoni, l'Iguazù dei piatti sporchi, l'Oceano mare dei bidè. Acqua potabile per pulirsi il culo: non conosco ingiustizia più odiosa.Tuttavia, pratico l'igiene intima con discreta attenzione.Fossimo negli anni Cinquanta, mi metterei a rubare. Altri tempi. Potevi svaligiare un appartamento senza essere armato. Rapinare un gioielliere con destrezza. Svuotare un furgone portavalori con un piano perfetto e senza colpo ferire. Una cosa alla portata di tutti, bastavano fegato e cervello. Oggi la vera delinquenza è roba da professionisti. Che ci sta a dire il sottoscritto?Da lavacessi onesto a rapinatore di lavacessi non vedo un allettante cambio di prospettiva. A meno di incontrare il Cristo nella cella a fianco, fargli una bella sviolinata e convincerlo a portarmi in Paradiso. Sarebbe un modo buffo per tornare alle origini, i primi approcci del sottoscritto al mondo del lavoro. Sono laureato in Scienze Religiose. Ho scritto una brillante dissertazione su Disma, ladrone crocefisso alla destra di Gesù e passato alla storia come ‘buono’. Eppure nessuno dei Vangeli, nemmeno quelli apocrifi, lo definisce tale. Aveva trafugato i rotoli della legge. Rubato il tesoro di una sinagoga. Rapinato la moglie del sommo sacerdote Caifa. La si smetta col buonismo: Cristo ha portato in Paradiso un malfattore. Tra l’altro, non era nemmeno pentito. Dopo una simile dimostrazione di acume intellettuale ero convinto che le porte dell’accademia mi si sarebbero dischiuse. C’era fila per entrare, ma il talento avrebbe prevalso. Per darne prova ulteriore, decisi di impegnarmi in un dottorato senza borsa di studio, durante il quale mi mantenevo con il lavoro in un call center e intanto scrivevo un’opera straordinaria, destinata al più alto riconoscimento nel premio internazionale ‘Mircea Eliade’. ‘Monoteismo e menzogna’ esplorava la propensione alla frode di Giacobbe, patriarca del popolo eletto, e di Pietro, fondatore della Chiesa cristiana. Il primo ingannò il padre Isacco, mezzo cieco, fingendosi Esaù, suo fratello maggiore, che per un piatto di lenticchie gli aveva venduto la primogenitura; il secondo negò per tre volte di conoscere il Nazareno, negli attimi concitati che seguirono al suo arresto. Cosa significano i due episodi? Perché a Geova piacciono tanto i bugiardi? Non dimentichiamo che Gesù si portò in cielo un ladro…(a questo proposito, si veda la tesi di laurea: “Santi & furfanti. L’episodio del ‘buon ladrone’ alla luce del detto taoista: “Annientate i santi, liberate i briganti e il mondo ritroverà l’ordine”).Per la prima volta dalla morte del grande studioso rumeno, la giuria del premio a lui dedicato usò la parola ‘deficiente’(halfwit) per respingere una candidatura.Il sottoscritto passò ad occuparsi full time delle richieste telefoniche dei clienti. Poi prese il lavoro da casellante, convinto di potersi dedicare alla stesura di qualche opera fondamentale. L’esaurimento nervoso glielo impedì. Arriviamo a oggiRileggo il messaggio per mia sorella un’ennesima volta. Può andare.Modifico l'annuncio sulla segreteria telefonica, anche se spegnerla sarebbe più sensato. - L’utente da lei desiderato è definitivamente assente. La invitiamo a non riprovare più. Passo in cucina, controllo provviste. Qualcosa mi sarò dimenticato, per forza.Fiammiferi. Cento scatole dovrebbero bastare.

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