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Archivio Aprile 2004

scrittura anoressica e bulimica

di vertigine (15/04/2004 - 11:55)

 

È da poco uscito Ho vinto! (Martano Editrice, Lecce), testo che raccoglie le scritture nate all’interno del laboratorio del Centro per la Cura e la Ricerca sui Disturbi del Comportamento Alimentare, a cura di Caterina Renna e Mauro Marino.Quale il senso di un laboratorio di scrittura in un centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare, contesto terapeutico, ossia luogo deputato ad attuare concretamente mezzi e metodi per combattere l’Anoressia e la Bulimia?Comunicare significa trasmettere informazioni, esprimere significa trasmettere emozioni” dice Vincenzo Cerami. Sembrerebbe una contraddizione in termini: trasmettere emozioni in chi ha sviluppato un sintomo patologico funzionale proprio a congelarle. Proporsi come obiettivo tale scongelamento è proprio della psicoterapia e del progetto di cura inteso in senso più ampio. Portare per mano la paziente nel ristretto spazio immaginativo della sua mente, spintonando la polarizzazione ideativa e le ossessioni sul cibo, sulla forma fisica e sul peso è sicuramente arduo ma potentemente efficace come supporto al percorso terapeutico.Considerate questo testo: “Sorda, muta, cieca in mezzo alla gente/la vita intorno a me pullula/eppure il silenzio.// Dentro di me solo il fruscio del vento/ il cadere della fine pioggia/ il sole velato…/ tranquillità e melanconia// voglia di parlare di me, / raccontare, spigare, far conoscere, / eppure il silenzio”.La produzione poetica, all’interno del laboratorio, è volta a cogliere gli aspetti suggestivi del far versi, a esprimere forti sentimenti, suscitare emozioni, associazioni di immagini; una spinta all’elevazione al di sopra del quotidiano, per soffermarsi su valori più profondi e più veri.Non si può rimanere indifferenti nei confronti di questi versi: “ Durante il pranzo in aereo/ qualcosa sostituì la mia vera personalità:/ il cuore cominciò a battere,/ le mani a tremare,/ la bocca voleva urlare, gli occhi volevano piangere./ Quel qualcosa non saprei come definirlo:/ un fantasma che compare e scompare?/ un demone che mi fa impazzire a più non posso?/ No, semplicemente anoressia. / (È dal 26 maggio 2002 che lotto con questa malattia…)”.Il tentativo del laboratorio è quello di attuare un gioco con le parole, entrare ed uscire da esse per allenarsi ad entrare ed uscire da sé, oggettivare un pensiero altro dall’ossessione del cibo, della forma fisica, del peso.

Rossano Astremo

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