poesie di giovanni raboni
di vertigine (17/09/2004 - 11:09)
Contestazione
Una, improvvisamente
s'alza dal letto dicendo
"questo non si può fare", E s'agita, tira fuori
roba dai cassetti nello spazio impiccato
tra comò e attaccapanni, a momenti
fa cadere la lampada, il catino - e
fiera nelle sue scarpe davanti allo specchio
dove affiora la nebbia, ogni
tanto toccandoli col palmo della mano infone
il fissatore-insetticida sui capelli.
Città dall'alto
Queste strade che salgono alle mura
non hanno orizzonte, vedi: urtano un cielo
bianco e netto, senz'alberi, come un fiume che volta.
dei signori e dei cani.
Da qui alle processioni che recano guinzagli, stendardi
reggendosi la coda
ci saranno novanta passi, cento, non di più: però più giù, nel fondo della città
divisa in quadrati (puoi contarli) e dolce
come un catino... e poco più avanti
la cattedrale, di cinque ordini sovrapposti: e proseguendo
a destra, in diagonale, per altri
trenta o quaranta passi - una spanna: continua a leggere
come in una mappa - imborcchi in pieno l'asse della piazza
costruita sulle rocciose fondamenta del circo
romano
grigia ellisse quieta dove
dormono o si trascinano enormi, obesi, ingrassati
come capponi, rimpinzati a volontà
di carni e borgogna purché non escano dalla piazza! i poveri
della città. A metà tra i due fuochi
lì, tra quattrocento anni
impiantano la ghigliottina.
Come cieco, con ansia...
Come cieco, con ansia, contro
il temporale e la grandine, una
dopo l'altra chiudevo
sette finestre.
Importava che non sapessi quali.
Solo all'alba, tremando,
con l'orrenda minuzia di chi si sveglia o muore,
capisco che ho strisciato
dentro il solito buio,
via san Gregorio primo piano.
Al di qua dei miei figli,
di poter dare o prendere parola.
è morto giovanni raboni
di vertigine (17/09/2004 - 11:06)

E' morto a Parma, in seguito a un attacco cardiaco, Giovanni Raboni, poeta e critico letterario. Raboni era nato a Milano nel 1932. Esordi' come poeta all'inizio degli anni Sessanta con due brevi raccolte, 'Il catalogo e' questo', e 'L'insalubrita' dell'aria'. La pubblicazione di raccolte di poesie (l'ultima e' 'Barlumi di storia' del 2002) continua ininterrottamente e si affianca alla sua attivita' di critico letterario e di traduttore. Raboni ha scritto su 'Paragone', 'Quaderni piacentini' ed era il critico del 'Corriere della Sera'. Da poeta Raboni usa la forma libera, per tornare, a partire dal 1990 con 'Versi guerrieri e amorosi', alla forma chiusa, abbandonandola poi con l'ultima raccolta del 2002. Raboni e' stato traduttore di Baudelaire, Apollinaire, e Proust. Del grande scrittore francese ha tradotto la 'Recherche' pubblicata nella collana 'I Meridiani' della Mondadori. E' stato anche direttore editoriale negli anni '70 per la casa editrice Guanda. Tra i suoi saggi di critica letteraria ci sono 'Poesia degli anni sessanta' del 1968 e 'Quaderno in prosa' del 1981.
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