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teoria e tecnica dell'artista di merda

di vertigine (21/09/2004 - 11:12)

La copertina

Riflessioni su Teoria e Tecnica dell’artista di merda (a cura di Claudio Morici, Valter Casini Editore)

 

Prendete dalle vostre librerie fetide tutte le antologie sparatevi nelle vene in questo 2004, dagli Intemperanti di Meridiano Zero a La qualità dell’aria di minimum fax, passando per l’orrenda Viva l’Italia! di Fandango, mettetele nel vostro camino per dare fuoco al tutto, poi recatevi nella più vicina libreria e chiedete al vostro rivenditore di fiducia Teoria e Tecnica dell’artista di merda, edito da Valter Casini, e capirete che la letteratura ha (forse) ancora senso. Partiamo dal curatore di questa atipica antologia, Claudio Morici, il quale nell’introduzione, dopo aver chiarito il riferimento del titolo al testo di Philip K. Dick Confessioni di un artista di merda, conclude dicendo: “L’ultima volta che ho sentito al telefono Micheal Jackson abbiamo parlato proprio di questo. Gli ho raccontato di Teoria e tecnica dell’artista di merda, perché voleva saperne di più. Gli ho detto che non sarebbe stata un’antologia di giovani artisti brillanti, contemporanei, pronti a far parlare di sé. Probabilmente nessuno di noi pubblicherà tra cinque mesi con Mondadori o registrerà con la Virgin. Tra dieci anni non leggeranno i nostri nomi dicendo “Erano già tutti lì”. Forse nemmeno avremo un momento di notorietà, questo libro non è Saranno Famosi, ci leggeranno 1.000/3.000 persone massimo: così vende la media editoria. Questo libro si autodistruggerà dopo che l’hai letto. Anche io mi autodistruggerò. Spero ti distruggerai un po’ anche te, che farai cadere almeno dei pezzetti”.

Il testo è diviso in sei capitoli, ciascuno dei quali ospita un numero imprecisato di artisti di merda con loro testi di merda, ma questo odore tanto sgradevole di feci penso sia la chiave migliore per leggere il nostro tempo, infatti Teoria e tecnica dell’artista di merda è un’antologia sui mali oscuri che affliggono la nostra generazione nell’epoca dell’italietta berlusconiana.

Il primo capitolo ha come titolo L’artista di merda fa il doppio lavoro (il secondo in omaggio), e ospita autori quali Marco Andreoli, Andrea Carbone e Miriam Bendia, alle prese con la lotta quotidiana della precarietà lavorativa. Il secondo, dal titolo L’artista di merda è in servizio 24 ore su 24, contiene un testo di Gianluca Gigliozzi, Il giovane disoccupato come avanguardia sociale. Una sintesi teorica, scrittore che ha trascorso gli anni più belli della sua giovinezza nella stesura di Neuropa, un romanzo folle, colto, geniale, tanto apprezzato quanto impubblicato. Il capitolo terzo, L’artista di merda ruba, contiene, tra gli altri,  un testo di un autore Anonimo, su come rubare nelle grandi librerie senza farsi fottere, il capitolo quarto, L’artista di merda è di Moda, ospita Matteo Galiazzo, autore pubblicato da Einaudi dimenticato, Marco Mario De Notaris, attore che sopravvive grazie ai suoi ruoli nelle fiction televisive. Ci avviciniamo alla fine e ci si avvicina anche ad alcuni testi che rasentano la follia. Nel quinto capitolo, L’artista di merda non è un genio incompreso, c’è un testo di Gianfranco Marziano, Le più grandi invenzioni del millennio furono fatte da artisti di merda. Un’affascinante ipotesi storiografica. Eccovene un assaggio: “1225. ADALGISO DA CAPASOTTA PISCIA IN CULO ALLA SUOCERA E SCOPRE L’ACIDO ASGUORBICO. 1405: IL CHIMICO EVERALDO DA NORCIA RIESCE A POLARIZZARE UNA VARRA DI RAME E SE LA CHIAVA IN CULO. GIRANO COME I SCIEMI. 1850: DARWIN PIGLIA L’A8 SALERNO BATTIPAGLIA A ORA DI PUNTA. QUANDO SCENDE, VA A CASA A SCRIVERE L’ORIGINE DELLA SPECIE. 1891: GUGLIELO MARCONI COSTRUISCE LA PRIMA RADIO. 1891: (LA SERA) GLIELA FOTTONO DA DENTRO LA MACCHINA”. Il libro nel finale sembra virare verso il demenziale, ma questo lo rende più spassoso, mai noioso, scorrevole e nel contempo riflessivo. L’ultimo capitolo, il sesto, dal titolo L’artista di merda è invincibile, si conclude con il testo di Pino Boresta L’imponderabile e misterioso scorrere della vita. Ovvero dove vanno gli spermatozoi?. Provate anche voi a fare due conticini: “Ho contato anche tutte le volte che ho avuto dei rapporti sessuali, considerando tra questi anche i rapporti orali. Ad oggi 4 marzo 1999 sono 1058 gli orgasmi ottenuti durante rapporti sessuali con donne. Fino ad ora solo con donne. Ho cronometrato che un orgasmo da rapporto dura in media 20”, cinque secondi in più dell’orgasmo autoprocurato. Ho calcolato così in ore il totale del tempo goduto: 1058*20”=211160”=5h8’. Ho quindi sommato le ore delle due categorie cioè: orgasmi da masturbazione + orgasmi da rapporto, ottenendo con buona approssimazione il totale di tutti gli orgasmi della mia gloriosa o misera (secondo i punti di vista) esistenza: 15h25’+5h8’=20h33’. Ho così scoperto che manca poco meno di tre ore e mezzo per raggiungere la famigerata 24° ora che segnerà un gio0rno intero di “orgasmato”. Cosa accadrà allora?”. Il delirio della scrittura si è compiuto. Per chi volesse avere maggiore notizie sul libro può consultare il sito www.valtercasini.com.

Rossano Astremo

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