un po' di cazzi miei

A volte dimentico che questo è un diario, virtuale, ma sempre diario, quindi posso usarlo per scrivere un po' di cazzi miei e se non vi interessano pazienza, cambiate pagina. Il problema è che questo è un periodo di merda, ho trovato un lavoro che, legato ad altri lavoretti, mi consentirà di pagare l'affitto, le bollette, il vino e un po' di libri. La flessibilità è sfiancante. Curerò un giornale che si occupa prevalentemente di Sport!!!Cosa si fa per campare porca puttana! Il fatto è che questo è un periodo in cui mi sento davvero solo, un periodo pieno di sensazioni contraddittorie, di visioni surreali, di acide emozioni nate senza dover leccare francobolli. Sto scrivendo molto, sto lavorando al secondo romanzo come cristo morto su una croce rovente, aspettando che il primo, frenesia delle natiche trovi il suo sbocco editoriale, scrivo anche poesia, non le sboccate irrazionali degli ultimi giorni, ma un lavoro da cesellatore del verso, mi capita di scrivere cinque, sei versi al giorno, mi capita di osservarli, di rivoltarli, di succhiarli. Per la prima volta nella mia vita ho capito che il labor limae nella poesia è necessario per eliminare un'accessiva aggettivazione che appesantisce il tutto, per rendere il verso un corpo marmoreo unico. Alcuni di questi testi inediti usciranno con nuovi argomenti in uno dei prossimi numeri, grazie alle attenzioni di mario desiati e flavio santi. Continuerò a scrivere versi, seguendo la logica dello scontro tra psiche e società. La prossima silloge vorrei chiamarla CARNEFICINA, ma se è un titolo sputtanato ditelo pure. Sto leggendo tre uomini paradossali, ti prende alla grande, ma ci torenerò con più calma, ieri ho finito occidente per principianti di nicola lagioia, bello, bello, bello,specie nella prima parte (il contesto) e spiegherò il perché in un prossimo post. Penso proprio che ogni tanto tornerò a parlarvi dei cazzi miei.






Ultimi commenti