2 poesie

1.
Spente le luci in un corpo di glosse sfumate,
il ritorno di scosse e frange di mare su un tappeto di arti in pulsione,
gli appesi tra tronchi divelti che lambiscono movimenti in ascesa,
l’odore di morte molesta a raschiare il battito in ventricoli squarciati.
Spente le fiamme di contrazioni catodiche che spaccano le pance,
solo piedini e manine che tagliano la bolla spaziale delle immagini rapprese,
spiagge spezzate nel riflusso brillante di un turismo che rigenera il dolore,
nuova indifferenza che si taglia e incolla come file dal senso abulico.
2.
Come curve tese all’abbandono (crostacei ingabbiati in snervature di scogli)
gli addomi si flettono in inconsuete posture di sboccate torsioni sessuali,
la melma è solo una domanda incolore sbiadita che caca piaceri,
verdi creature salamandresche affogano tra milioni di immagini,
ciclotroni smerdati si sperdono tra mani di metallo sporche di morfina,
chele magnetiche sbiadiscono nella perforazione arcuata di virus,
tutto s’inoltra nel caos assoluto (mi inchiodo come l’ultimo dei cristi).
r.a.







Ultimi commenti