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recensione

di vertigine (15/03/2005 - 11:03)

Lettura

Best off. Il meglio delle riviste letterarie italiane, minimum fax

di Rossano Astremo

 

Nuova pubblicazione all’interno di nichel, la collana di narrativa italiana della minimum fax, che ha già dato alle stampe successi quali Latte di Christian Raimo, Mosca più balena di Valeria Parrella e Il caso Vittorio di Francesco Pacifico. Best off  raccoglie il meglio della produzione narrativa uscita negli ultimi anni all’interno delle riviste italiane, curata da Antonio Pascale, autore di La città distratta (Einaudi 2001) e La manutenzione degli affetti (Einaudi 2003). Il titolo, parodia anglofona del più noto “best of”, si sofferma sul ruolo marginale che hanno le riviste di letteratura nel variegato humus editoriale italiano. Una marginalità che deriva non dall’assenza di contenuti degni di essere letti, ma dalla difficoltà delle stesse riviste di essere distribuite in un numero dignitoso di librerie e di conseguenza di essere vendute. Ora che le librerie Feltrinelli hanno preso l’infausta decisione di dare un taglio radicale ai titoli da accogliere nelle loro strutture, l’invisibilità di molte riviste si accentuerà in maniera esponenziale. Antonio Pascale, nella prefazione al testo, spiega le ragioni che lo hanno spinto a dare vita ad una simile operazione editoriale. In primis “perché alcuni pezzi sono troppo belli. Troppo belli per rimanere confinati alle poche centinaia di lettori che comprano riviste”. Una seconda ragione è legata alla presenza di ottime riviste online, come Nazione Indiana. Il passaggio dal virtuale al cartaceo, a parere di Pascale, rende maggiore giustizia ai pezzi interessanti presenti. “La letteratura è uno strumento lento, almeno a me così piace pensarla. E dunque richiede una fruizione lenta, non è importante scrivere ma riscrivere, così come non è importante leggere ma rileggere”. La terza ragione è che “volevamo riuscire in un’impresa, far dialogare le riviste tra loro. Proporre ai direttori e ai collaboratori uno scambio di idee”. I racconti, i saggi, le recensioni e le interviste presenti in Best off  sono tratti da Accattone – Cronache romane, Il caffè illustrato, Una città, Fam – Frenulo a mano, Maltese Narrazioni, Nazione Indiana, Nuovi Argomenti e Lo Straniero. Gli autori antologizzati sono Vanessa Ambrosecchio, Maurizio Braucci, Cristiano De Majo, Andrea Falegnami, Goffredo Fofi, Vittorio Giacopini, Alessandro Leogrande, Ettore Malacarne, Francesco Màndica, Emiliano Morreale, Francesco Pacifico, Roberto Saviano, Attilio Scarpellini, Piero Vereni, Paolo Zanotti. Il testo è diviso in tre parti tematiche, la prima dedicata al Territorio, la seconda all’Immaginario, la terza al Lavoro. Meritano un’attenzione particolare, per i temi trattati fortemente legati alla realtà, Annalisa. Cronaca di un funerale di Roberto Saviano, che si sofferma sul clima irreale che si vive nella Napoli succube delle lotte tra i clan di Camorra e La rivolta di Melfi di Alessandro Leogrande, sulla rivolta degli operai della Fiat dello scorso anno. Per gli esisti narrativi una segnalazione di riguardo Saponi Tristi. La prima soap opera trasmessa da un sito di narrativa (una roba sdolcinata che non finisce mai) di Cristiano de Majo e L’idea di equilibrio di Andrea Falegnami. L’operazione di Antonio Pascale merita rispetto perché non facile, perché implica un criterio di selezioni e scrematura duplice che riguarda e le riviste e i testi delle stesse, con le conseguenti esclusioni eccellenti inevitabili. Perché, per esempio, non avere inserito testi tratti da Carmilla o dai I Miserabili? Perché non aver dato maggiore spazio alle riviste online? Perché è sulla rete che il dibattito tra scrittori, editori e critici sta prendendo piede come non accadeva da tempo. Nonostante questi interrogativi, Best off rappresenta un primo esperimento riuscito, che si propone di legittimare il lavoro delle redazioni di riviste letterarie. Da ripetere.

 

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