nel prossimo numero di musicaos

nel prossimo numero di musicaos in uscita i primi d'aprile alcune mie prosette scritte nel 1999, quando avevo 20 anni, ritrovate per caso nella mia casa natale di grottaglie. qui sotto un piccolo assaggio
Ghost Track
Non prendo fiori per te - ho conosciuto giorni di famiglie e di cene dove mi si diceva cosa mangiare e bere - ma ora sono stanco - il mio respiro non è più vicino al tuo - di te ho solo una vaga immagine immersa tra le onde del mare - tra i canti di un'isola che non mi appartiene più - vicino a te ho speso le mie trame migliori - le illusioni di amari e gin lisci - ho speso il miglior rock suonato sporco perché cerco nella musica il rumore che ho dentro che non ha tenebre da succhiare - è successo qualcosa di terribile - non so darmi pace - ti ho perso in un attimo - ora sono fuori di me - non prendo più fiori per te - ti ho messa su di un piatto e ti ho persa - non conta più nulla se non la forza di un amore stracciato come fiore di carta sbiadita - ho visto giorni migliori scendere tra le mie calze bagnate dalla stanchezza dei chilometri consumati a piedi - è successo qualcosa di terribile e non so darmene pace - il silenzio si mangia le ultime briciole di salse piccanti e pani asfissianti - le ultime briciole di vino e di preghiere dell'indifferenza - ho visto tuo padre e tua madre - le solite cose le solite noie le solite cose le solite sbarbate violenze - ti prego ho solo voglia di fuggire - stanco di sentire e aspettare - solo vomito mal digerito che si insinua nel mio stomaco e nelle mie valigie chiuse male - lasciami andare - ho speso il miglior rock suonato sporco - e ora non sono più accanto a te - e tutti i biglietti esplosi tra morbide macchine e pasti nudi non potranno più galleggiare nelle terre occidentali di ragazzi selvaggi - ho speso il miglior rock suonato sporco - solo per te - ora aspetto l'alba con un bicchiere tra le mani - ho solo voglia di un buon bicchiere di vino e ho l'ossessione immagini che si ripetono cadenti nel giro delle prose e libri dalla copertina nera che non esistono più - come è triste ritrovarsi ancora senza di te - ma è solo ho solo voglia di farti del male - mi allontano da te - in questo rock che viaggia lento tra le braccia di tasche scucite e di vecchie fotografie del vento che vola vorticoso piangente geloso - stringimi - ho questo senso di bruciori e di attimi che non sono più - ma ho solo voglia di distruggerti - ora giro e giro da solo - con ricordi di te che brucio e sfoco e le tue immagini sono sventrate e sguaiate - ma stringimi - ancora una volta - ho speso il miglior rock suonato sporco - il mio silenzio appeso su attaccapanni di plastica -il mio silenzio in proiettori gelati e spenti - tu angelo che ti ribelli contro il tuo destino - non cercare consolazione nel mio volto di risate - cosa raccogli sulla tua strada sui tuoi sentieri - su tutto ciò che hai perso - dammi solo un motivo per tornare sui miei passi - non ho perso poi molte lacrime - ho speso il miglior rock suonato sporco - soffio il fumo della mia solitudine e muove le mani - terra e ciottoli e alberi si riversano in me - giorno fragile a cui aggrapparmi - divorato anima e corpo da gente orchidee sogni e immagini di te - pelle di parole e suoni di polveri e gomme mai masticate - nel mio silenzio di verbi incandescenti - solo desiderio di ucciderti dominare prendere e mangiare - non prendo più fiori per te - ma ho solo voglia di essere accompagnato dalle illusioni di amari e gin lisci - torpore formicolante e bruciante - il mio corpo esce dalla profondità di geli e mari e snelle creature e anidride carbonica nemica - mi perdo tra le acque che sono accanto a te - mi sveglio nella silenziosa alba stillante - mi alzo e vomito in un modo così violento che il mio corpo sembra squarciarsi - lentamente il mio essere si fonde in resistenze e bellezze femminili abbaglianti - colgo una visione finale dei loro volti in agonia divorati da bava caustica - non so cosa dire - un urlo svanisce tra le pareti della mia stanza - stringimi - stringimi - fallo per me - ho le vene piene di solitudini e assordanti rumori che mi divorano - stringimi - stringimi - è una vita che non faccio che dire che ho bisogno di te - il vento del mattino disintegra il tempo presente - bisbiglianti corpi assenti - voglia di averti qui e accarezzarti con orchidee bagnate dal mio sudore - sono odore di pesce e bisogno assoluto - non allontanarmi - sbadiglio mentre striscio sotto le coperte e mi strofino contro la tua schiena - panni cadono in mucchio sul pavimento - se ti avvicini sento un soffio trasparente che gela in un attimo - panni cadono in mucchi sul pavimento - mentre parli ascolto silenzioso - rimango in ascolto e poi scendo in fretta le scale - il vento del mattino disintegra il tempo presente.
rossano astremo






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