Ciao sono vertigine
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Archivio Aprile 2005

tratto dal quinto numero della rivista vertigine

di vertigine (18/04/2005 - 18:22)

 

Wu Ming 1

Versi dal viaggio in Brasile

 

 

Sbirri infiltrati

 

"The Hairies"

al servizio di Sua Maestà

vestivano di cenci

e infiltravano la "hard left",

the International Marxist Group

del compagno Tariq Ali.

I bizzarri anni Settanta

di sotterfugi birichini

erano da noi gli annidipiombo.

Gli Hairies, poveretti,

sono lontani,

c'è la Manica tra un dente e l'altro

di Terry Thomas.

Da noi eran bombe sui treni

e simmenthal di civili,

"danni collaterali".

La Strategia della Tensione

fa sembrare poca cosa

davvero poca cosa

i trucchetti di Scotland Yard.

"The Hairies"

spiattellati a doppia pagina sul Guardian

in UK fanno notizia.

Da noi, sgomitando,

conquisterebbero a fatica un trafiletto,

la notizia rimarrebbe lì sfiatata,

zimbello della pagina

su cui attirare un brandello di attenzione

al bar: "Un altro maritozzo,

paese normale!"

 

Leblon, Rio de Janeiro, 2 novembre 2002

 

p.s.Per ricevere la rivista nell’immediato basta spedire in busta chiusa 2 euro più 2 francobolli da 45 cent al seguente indirizzo: Rossano Astremo, Via Madonna di Pompei 279, cap 74023, Grottaglie (Ta).

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canovacci archetipici per romanzi e film

di vertigine (18/04/2005 - 18:19)

Le sette trame capitali

Christopher Booker, The Seven Basic Plots: Why We Tell Stories(Continuum London 2004, pagg. 728)

 

1.      Il mostro sconfitto: storie in cui l’eroe sconfigge un mostro o allontana una minaccia, arriva alla conquista di un tesoro oppure della mano dell’amata. Si va dai classici come Davide e Golia a Gilgamesh, fino allo squalo di Spielberg e la saga di James Bond.

2.      Dalle stalle alle stelle: storie di persone del tutto normali che scoprono in sé una seconda e migliore identità. Come Cenerentola, David Copperfield e Jane Eyre o i protagonisti dei film La febbre dell’oro o My fair Lady.

3.      La rinascita: Qui occorre prima che qualcuno muoia. E che si tratti di morte apparente. O, per lo meno, simbolica. Poi qualcosa succede. Ed è un miracolo. Per cui ritorna la vita e la luce. Come in Biancaneve e nel Canto di Natale di Dickens, in Delitto e Castigo e Tutti insieme appassionatamente.

4.      La ricerca: Avventure e peripezie all’inseguimento di un obiettivo o di una ricompensa. Un tesoro di inestimabile valore o l’oggetto del desiderio. La salvezza eterna o qualche forma di redenzione morale. Esempi: l’Odissea e la Divina Commedia, ma anche Il giro del mondo in 80 giorni e I predatori dell’arca perduta.

5.      La commedia: Storie di travestimenti ed equivoci, imbrogli scoperti e appuntamenti mancati. Ma poi tutto si aggiusta, per cui tutto è bene quel che finisce bene. Le Vespe di Aristofane, l’Avaro di Moliere, le Nozze di Figaro e i film dei fratelli Marx.

6.      Il viaggio e il ritorno: Storie in cui succede qualcosa (un naufragio, un incontro o una guerra) ch proietta gli eroi in una dimensione sconosciuta. Come succede nell’Asino d’oro di Apuleio, in Robinson Crusoe, in Alice nel paese delle meraviglie o in Via col vento.

7.      La tregedia: è una storia che finisce male. Ma non solo. È costruita secondo una sequenza, vero e proprio archetipo, di cinque tempi. Gli eroi sono sopraffatti da una passione che li porta al disastro e alla morte. E si va dall’Orestea di Eschilo ad Anna Karenina, da Madame Bovary a Lolita.

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scrivere sul fronte meridionale

di vertigine (18/04/2005 - 11:59)

leggete qui.

tutta la mia stima a roberto saviano e allla sua scrittura.

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