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chat poesie

di vertigine (22/04/2005 - 11:20)

Lettura

Oronzo Liuzzi, Chat_Poesie, Edizioni Spazioikonos, Bari

 

di Rossano Astremo

 

Oronzo Liuzzi vive e lavora a Corato, in provincia di Bari. Si occupa di pittura, scrittura verbovisuale e poesia. Ha realizzato libri d’artista e libri oggetto. Ha effettuato numerose mostre personali e mostre collettive a livello nazionale e internazionale. Di recente pubblicazione Chat_Poesie, l’ultima raccolta di versi edita dalla casa editrice barese Spazioikonos, con la quale il Liuzzi prosegue la più che trentennale esperienza nell’ambito della sperimentazione poetica. Chat_Poesie è un testo che mette a confronto la pratica solitaria del far versi con quella dialogica e comunicativa delle chat. Il risultato è una raccolta atipica, che mette insieme una ventina di testi nei quali si incastonano, in un melting pot furioso, i linguaggi ibridi del mondo televisivo, della musica pop, delle icone prodotte dall’informatica e dell’alienazione della nostra società. Nei testi diversi “io poetici” chattano tra di loro alla velocità disperata che è tipica della scrittura in rete, la comunicazione è ostruita dall’assenza di significati da trasmettersi, ciò che rimane è una sorta di jam session fatta di frammenti lessicali, emoticon (le faccine che tipizzano emozioni) e punteggiatura asistematica che fa tanto pensare alla poesia fuori dall’ordinario di molte avanguardie letterarie, da quelle storiche di inizio secolo al Gruppo 63, sino ad arrivare al recente Gruppo 93. La distanza della poesia di Liuzzi da quella che lega Filippo Tommaso Marinetti al primo Lello Voce è da attribuirsi, però, alle loro diverse intenzionalità. Per le avanguardie la sperimentazione poetica rientra in un discorso di “azione politica”, di sconvolgimento del vecchiume precedente, per Liuzzi e per molti altri sperimentatori spingere la poesia nei confini del mai scritto in precedenza rientra in un atto individuale non programmatico.  Un esempio tratto Chat_Rox_It_Ala: “Rox_it: bomba o non/ bomba,,,,,,,/Ala:BASTAAAA!!!!!!/ Rox_it: amo la vita/ Ala: è inquinato il cuore…../ Rox_it: siamo membri della/ società,,,,,,,/ non moribondi…./ siamo/ innocenti,,,,,,,,/ Ala: UMANIIIII/ Rox_it: VIVO ||||||/ Ala: VIVIAMO ||||||||”. Alla fine della lettura di Chat_Poesie di Liuzzi c’è un po’ di spaesamento, di sovrapproduzione di segni, quasi a voler riprodurre il bombardamento mediatico a cui quotidianamente siamo sottoposti e che ci impedisce di dialogare. Consigliato per l’originalità dell’operazione editoriale.

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noi saremo tutto

di vertigine (22/04/2005 - 11:17)

Lettura

Valerio Evangelisti, Noi saremo tutto, Mondadori Strade Blu

 

 

 

Valerio Evangelisti è uno dei più importanti scrittori italiani di romanzi fantastici. Il suo successo è legato a due cicli narrativi che hanno come protagonisti l’inquisitore Eimerich e il pistolero Pantera. Per l’autore il romanzo di genere non è costruzione immaginifica che esula dalla realtà. Il fantastico è strumento rovente nelle mani dello scrittore, è una sorta di volantino politicamente scorretto da distribuire ai benpensanti. Nell’ultimo romanzo, “Noi saremo tutto” (Mondadori Strade Blu, euro 15,50), Evangelisti, però, abbandona la carica eversiva del genere fantastico, per ritornare alla sua passione per la storia. Sì, perché Evangelisti, prima di scrivere romanzi era uno storico, e il peso della sua formazione si fa presto sentire. “Noi saremo tutto” è un viaggio nella storia del Novecento degli Stati Uniti d’America, che parte dallo sciopero di Seattle del 1919, quando la città venne letteralmente conquistata dai lavoratori portuali. Si passa poi per un altro sciopero, quello di S.Francisco nel ’34, in cui gli scaricatori iscritti all’ILA (un sindacato “moderato” che aveva rapporti con la mafia) si ribellarono alle direttive dei loro dirigenti sindacali nazionali, vinsero la loro battaglia e mantennero per decenni il controllo del porto. La storia si sofferma sui delitti della Combination, la cosiddetta “Anonima Assassini”, una squadra di killer e ricattatori, e l’oscura parabola del “maccartismo”. Un trentennio molto movimentato, quello dal ’34 al ’54, in cui una mafia senza scrupoli allungò le mani sul potere politico degli Stati Uniti. Tutto questo senza venire in alcun modo disturbata dalla polizia federale che, dato all’opinione pubblica qualche capro espiatorio, si poté concentrare sulla sistematica eliminazione di ogni dissidenza. Il libro si chiude ancora a Seattle, ottant’anni dopo lo sciopero del 1919, quando una moltitudine di persone scese di nuovo in strada, questa volta per manifestare contro il WTO. Sono passati tanti anni ma il grido è lo stesso di allora, un grido che attraversa il tempo e giunge fino a noi: "We have been naught, we shall be all!". Non eravamo nulla, noi saremo tutto. Ma non si tratta solo di una vicenda densa di storica. Il tutto è messo al servizio di una costruzione romanzesca che funziona come una bomba ad orologeria. Perché “Noi saremo tutto” è il romanzo di Eddie Florio, protagonista assoluto della scena. Eddie è il personaggio più disgustoso creato dalla narrativa italiana degli ultimi anni. Eddie è una figura violenta, è la negazione di ogni principio etico. Eddie odia le donne, ma non ne può fare a meno. Sono la sua ossessione, il suo tormento, la sua distruzione. Attraverso i suoi occhi comprendiamo l’evoluzione del movimento operaio americano e delle sue organizzazioni. Eddie è l’ultimo figlio di una famiglia di emigranti italiani, una famiglia con forti tradizioni socialiste. È in questo clima di forte tensione etica che cresce, ribellandosi all’autorità paterna per iniziare un percorso solitario che inizia con il cambiare il cognome, da Lombardo a Florio. La sua carriera inizia in un piccolo sindacato degli scaricatori portuali a San Francisco. Ma non si tratta del sindacato che siamo abituati a conoscere, è una di quelle organizzazioni con le quali gli armatori tendono ad assicurarsi il controllo delle banchine e quindi il veloce movimento di carico e scarico delle navi. Qui spadroneggia imponendo la chiamata nominale al lavoro che gli consente di controllare le teste calde. Il punto di svolta diventa la decisione della mafia di controllare tutti i porti degli USA. Eddie viene reclutato e comincia una carriera che lo porterà a controllare una parte importante del porto di New York. Ma anche qui lui resta il piccolo delinquente di San Francisco che, alla fine, sarà travolto dagli avvenimenti. Tutto questo scritto con una potenza espressiva che lascia il segno.

 

r.a.

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