dal nuovo quotidiano di puglia del 28 aprile
La Resitenza, un solo tema per 16 scrittori

di Rossano Astremo
Sarà presentato questa sera, presso l’Auditorium San Francesco della Scarpa di Lecce, alle ore 20, Resistenza 60, l’antologia di racconti curata da Sergio Rotino e pubblicata dalla casa editrice Fernandel di Ravenna. Nel corso della serata interverrà Elio Paoloni, scrittore di Latiano, unico pugliese ad essere presente nella raccolta. Resistenza 60 include i contributi di sedici scrittori di diverse generazioni, ma tutti nati dopo il 1945, che si confrontano con gli ideali della Resistenza, con l’obiettivo di raccontare dell’attualità o meno di questo movimento e dei suoi valori. L’operazione editoriale è sostanzialmente riuscita, nonostante il fatto che ci siano alcuni racconti che poco hanno da spartire con la tematica resistenziale. In complesso, però, tra scrittori che ripropongono una lettura storica della Resistenza, tra coloro che, invece, lo attualizzano o che ne danno una interpretazione allegorica, emergono alcuni testi che valgono pienamente il prezzo di copertina del libro. Il primo racconto sul quale è necessario soffermarsi è Portami via di Carlo Lucarelli. Lucarelli, giallista di primo piano e attento analizzatore del male che si annida nel nostro quotidiano, rimane legato alla cronaca degli ultimi anni, dati i riferimenti alla volontà di un sindaco di centrodestra di intitolare una strada del paese ad un noto ex fascista fucilatore di civili e divenuto negli anni scrittore di modesto livello. Sarà proprio la sua fama di scrittore, stando alle motivazioni del sindaco, a far rientrare Pio Larvatelli, questo il nome dell’ex fascista, nella toponomastica del paese. Di buona fattura anche i due racconti di Massimo Cacciapuoti e Vanessa Ambrosecchio, entrambi ambientati nella realtà scolastica. In Dachau e dintorni di Cacciapuoti un preside di una scuola media della periferia napoletana, scampato ai campi di concentramento e autore si un libro autobiografico, viene irriso da una classe di moderni scugnizzi, gran parte dei quali figli di malavitosi e, quindi, destinati a una vita vissuta ai margini. In Milton è vivo della Ambrosecchio, piccola perla della raccolta di racconti, una professoressa tenta di trasmettere ai propri studenti il senso di Una questione privata, romanzo di Peppe Fenoglio. La sua interpretazione, avvalorata da riflessioni di critici come Ferroni e Saccone, si scontra con quella più speranzosa di uno dei suoi studenti, l’io narrante Coppola. Da segnalare la stranezza del Progetto Grande Scimmia di Laura Pugno, dove a dettare i ritmi della narrazioni sono le pareti del Museo della Liberazione di Roma, le quali di notte si tingono di macchie di sangue, gettando terrore e scompiglio nella vita della giovane narratrice alle prese con il montaggio di un documetario sulle scimmie della Tanzania. In Biografie di prigionieri i protagonisti sono Claudio e Alessandra. Claudio è un fisico e fa il ricercatore universitario. Per dare linfa al rapporto con Alessandra, periodicamente prepara delle piccole rappresentazioni sceniche nella sua casa romana fra via Veneto e piazza Fiume, come quella ambientata alla fine della Seconda guerra mondiale nella quale Alessandra interpreta Miss Olivia, incaricata dai servizi segreti americani di ottenere informazioni che riguardano i collaboratori della Repubblica sociale, e Claudio è nei panni di Valerini, rappresentante dei neofascisti dalla fine della guerra. Le loro rappresentazioni fanno da preludio all’atto sessuale. L’antologia si conclude con un divertente racconto di Gianluca Morozzi, Ne resterà uno solo, nel quale tre ragazzi dal nome in codice di Jhonny, Eurialo e Niso, intervistano l’ultimo partigiano ancora vivente in un futuro non molto remoto. Un’antologia ricca questa voluta dalla Fernandel, nella quale la piena comprensione delle vicende della Resistenza non va solo vista come difesa della memoria storica, ma anche come tentativo di opporsi alle incertezze del nostro tempo. La scrittura civile presente in molti di questi racconti non fa altro che avvalorare l’attualità dell’agire resistenziale.






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