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melissa p. a lecce?forse che sì forse che no

di vertigine (17/06/2005 - 10:57)

Melissa P.: "Stavolta parlo di me"

(posto questo pezzo che ho appena letto sui Miserabili di Genna perché in quest'ultimo periodo il nome di melissa p. ha rincorso le mie giornate. nel senso che sarebbe dovuta venire a lecce a presentare questo suo ultimo romanzo e i miei amici che stavano organizzando la cosa mi hanno chiesto di presentarla. io ho detto ma non ho letto niente di lei, al massimo potrei partecipare ad un festino che segue la presentazione, però un po' la cosa mi affascinava, lo ammetto. poi però mi è stato riferito che i costi per la sua presenza a lece erano molto alti visto che la melissa si sposta con un gruppo motlo foplto di amici e compagnia bella. quindi non se ne farà niente. forse.)

r.a.

Dalla Cultura del Corriere della Sera:
La giovane scrittrice racconta la sua improvvisa notorietà
L'autrice di «Cento colpi di spazzola...» si svela in una autointervista pubblicata sul mensile Max in edicola

di MELISSA P.

Stavolta parlo di me, come pare e piace a me. Mi elogerò, mi abbellirò, farò di me una figura quasi sacra. Lo farò perché io non sono una persona umile, né tantomeno pudica. Ma non sarò arrogante quanto quelli che si autointervistano, no, sarò ancora più arrogante: traccerò un profilo di Melissa P. solo come Melissa Panarello può fare. Sì, io mi chiamo Melissa Panarello. Qualcuno mi conosce come Melissa P., ma fra una P. monca e il mio cognome ci passa poco. Chiamatemi Melissa e basta. Al momento, mentre scrivo, ho 19 anni. Ne compirò 20 il 3 dicembre e, ve lo dico fin da adesso, odio le feste a sorpresa: quindi non spuntate a casa mia senza essere invitati.

Quando ho scritto il mio primo romanzo, avevo nove anni. Non l'ho mai pubblicato perché a nove anni nemmeno sapevo che esistessero le case editrici. A 16 anni, però, lo sapevo. Così ho scritto 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire e l'ho proposto a varie case editrici. Una di queste, Fazi Editore, ha deciso di pubblicare il mio scritto. Poco meno di un anno dopo mi sono ritrovata a camminare per strada a Catania e a essere indicata dalla gente. Entravo nelle edicole e vedevo il mio nome sui giornali. Alcune riviste riportavano la mia foto in prima pagina. Accendevo la tv e vedevo la mia faccia, sentivo la mia voce. Accendevo il telefonino e venivo ricoperta da centinaia di telefonate del mio ufficio stampa. Non che non fossi contenta, intendiamoci, ma non ho mai pensato di misurare il mio successo in base alle interviste che rilasciavo, alle comparsate televisive o alle foto pubblicate. Sapevo, ho sempre saputo, che il successo è qualcosa che va ben oltre la popolarità.
Il mio successo erano quei lettori che credevano in me e mi mandavano lettere accorate spesso esagerate, ma mai finte. Non tantissimi, ma più di quelli che potete immaginare. Poi, a un certo punto, l'Italia si è rimpicciolita ed è diventata una piccola tessera di un enorme mosaico, un mosaico costituito dai 40 Paesi che hanno creduto in me e nel mio libro. Quando vivevo ad Acicastello, non avevo idea che il mondo fosse così vasto. Non arrivavo mai a contare 40 Paesi. Ho cominciato a viaggiare, e tanto. Ho toccato quasi tutti i paesi dell'Europa, sono finita in un improbabile sud-America tutta nebbia e colori, poi sono stata catapultata dall'altra parte dell'emisfero: il Giappone. «Che fortuna che hai, tu, a viaggiare così tanto», cinguettavano i miei parenti e i miei amici. Quando dicevano così avrei voluto picchiarli, ma mi limitavo a urlare: «Ma che ne sapete? Credete sia bello stare per una settimana a Santiago e riuscire a vedere solo la tua stanza d'albergo, la hall e il cesso? Credete sia bello svegliarsi alle 8 del mattino e fare 15 interviste al giorno, rispondere alle stesse domande, dare le stesse risposte?». «Penso di sì», rispondevano. E avevano ragione. Presa dalla stanchezza e dalla confusione del momento, non mi accorgevo delle cose belle che mi stavano capitando.
Sarei potuta anche andare sulla luna con Marlon Brando e lamentarmi dopo, a gita finita. Perché io sono così, mi faccio scivolare le cose addosso. Di unni mi chiovi, mi sciddica, diciamo noi siculi. La visita in Giappone è stata l'esperienza più incredibile. La casa editrice giapponese mi aveva chiesto, qualche tempo prima, chi avrei voluto incontrare una volta a Tokyo «segnalaci qualche giapponese che ammiri», avevano detto. E io ho sparato tutti i nomi che mi sono venuti in mente, perché esagerare non è mai peccato. Fra questi nomi ho inserito quello di Araki Nobujoshi, il grande fotografo erotico esperto di corde e pinze che tengono sospese fra cielo e terra splendide ragazze nipponiche. Ho incontrato Araki. Non mi sono fatta appendere al soffitto, però non ho fatto segreto delle mie tette. Qualcuno ha detto che non appena ho visto Araki ho abbassato le mutande: falso, avevo il mestruo. Volevo evitargli questo spettacolo. Araki è una forza della natura, mi ha fotografata fra i corvi e fra le rovine di Tokyo: lui ha un'ammirazione religiosa per la donna. Lui è giapponese, ma potrebbe benissimo essere siciliano.
L'ultimo Paese che ho toccato è stato la Finlandia, ancora immobilizzata dal ghiaccio e dal vento. Doveva arrivare una Melissa P. come me per risvegliare tutti dal letargo invernale. Se vi state chiedendo come ho fatto a scrivere il mio nuovo romanzo, ho qui la risposta bella e pronta: in aereo, fra un viaggio e l'altro. Molti capitoli li ho scritti nella tratta Roma-Buenos Aires, molti altri nella tratta Roma-Tokyo Narita. Mi affacciavo dal finestrino e vedevo le stelle vicine, e sono state quelle stelle a suggerirmi le parole. L'odore del tuo respiro non è un libro qualunque, è un libro nato dalle stelle e dai sogni. Non crediate che vi sto prendendo in giro, dico sul serio: è un libro che ho scritto prendendo spunto dai miei sogni. È un libro che gioca con il destino. Tutti abbiamo almeno due destini: uno è quello che percorriamo, l'altro è quello che potremmo percorrere se non ne percorressimo già un altro. Ebbene, questo secondo destino è quello che abita nei sogni. La protagonista si chiama Melissa. Perché? Perché, a parte il fatto che è un bellissimo nome, mi piace confondere la gente. Nessuno si risparmierà l'aggettivo "autobiografico", nessuno si chiederà quale sia realtà e quale finzione: daranno per scontato che quella Melissa de L'odore del tuo respiro sia l'autrice stessa. È una storia che abbiamo già sentito, non è vero?
L'odore del tuo respiro è una storia di ossessione, di amore, di magia e di morte. Una storia con tantissima sensualità. È la mia storia, fino a un certo punto, e poi si trasforma nella storia di una donna ossessionata e avvelenata d'amore, una donna con straordinarie capacità visionarie, che sente addosso le tradizioni magiche e inquietanti della sua famiglia, e che è convinta che le donne malefiche si trasformino in libellule e vengano a rubarti i sogni di notte. È una storia nera, cupa e asfissiante, emotivamente simile a 100 colpi di spazzola, ma assai diversa per stile e contenuti. Fra quelle pagine troverete un'altra Melissa. Più adulta? Forse no: troverete una Melissa primitiva, animalesca, che vive cibandosi degli altri. Sarà raccontata da una Melissa P. decisamente più adulta. Una Melissa P. che non ha alcuna intenzione di stupirvi, una Melissa P. che tenta solo di affascinarvi.
Melissa P.
13 giugno 2005



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versi

di vertigine (17/06/2005 - 10:32)

Dario Bellezza

Addio cuori, addio amori
foste i benvenuti, gli adorati
ascoltati meno
per non intrecciare
meschine figure, o suicidi.
Così si scriveva una volta:
carcasse di ingenuità
per volare alto, sacrificare
al nemico, infinito.
Oggi tutto ha perso senso
senza tregua minaccia
anche voi amori, anche voi cuori.

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volo di notte

di vertigine (17/06/2005 - 10:27)


Volo di notte_17-18 giugno_Ex Knos

Continua la serie d’incontri della manifestazione “Tonic Stupor” presso gli spazi dell’Ex Knos in zona Salesiani a Lecce. Venerdì 17 giugno, in replica il giorno seguente, alle ore 21 sarà la volta dello spettacolo teatrale “Volo di notte”, interpretato da Giuseppe Semeraro e Claudio Nadie, con musiche originale di Matthias Ibach. Nello spettacolo la presenza di due figure in costante relazione tra di loro: da un lato la sintesi dell’uomo moderno, rinchiuso tra le sue mura domestiche a poltrire nella quotidianità più grigia e retriva, dall’altro la simbolica incarnazione della morte, che insegue, perseguita e danna l’uomo senza qualità Lo spazio scenico è segnato da una linea bianca che raffigura un quadrato, spazio a due dimensioni, richiamo visivo al Dogville di Lars Von Trier, nel quale si mescolano e prendono corpo i linguaggi diversificati del mimo, della giocoleria, della clowneria, della musica, della danza, dei film muti di Buster Keaton, tutti svuotati dal loro uso tradizionale e usati in un’ottica sperimentale. Uno spettacolo nel quale in chiave lirica ed ironica emerge il tema assoluto del dialogo con la propria morte. Ingresso libero. Info: 3382433222.

 

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bodinianamente

di vertigine (17/06/2005 - 10:22)

Appuntamento: Bodini Lorca Alberti: il Salento e la Spagna

18/06/2005

Museo Castromediano - Lecce

In occasione dei 35 anni dalla scomparsa di Vittorio Bodini il festival Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti promossa dalla Provincia di Lecce, dedica allo scrittore e traduttore salentino un convegno, una mostra e un recital che metteranno in relazione la sua opera con la Spagna, con Federico Garcia Lorca e con Rafael Alberti.

“Bodini Alberti Lorca: il Salento e la Spagna” è infatti il titolo del convegno che si terrà il 18 giugno al Museo Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce.

Com’è noto Bodini è stato il traduttore italiano dei due poeti spagnoli e poeta egli stesso. Ma, cosa singolare, i tre sono stati anche artisti che si sono cimentati con il disegno e la pittura.

Alle ore 9.00 sarà inaugurata la mostra Il lirismo dell’alfabeto. Si tratta di una cartella di serigrafie, litografie e xilografie di Rafael Alberti che si confronta con altre testimonianze grafiche di Vittorio Bodini e Garcia Lorca per indagare e capire i rapporti tra loro intercorsi. La mostra (18 giugno – 31 luglio) è a cura del direttore Antonio Cassiano e dello storico dell'arte e responsabile del laboratorio del museo provinciale, Brizia Minerva.

Il convegno si aprirà alle 9.30 (in mattinata sino alle 13, sezione pomeridiana dalle 16 alle 20) con il saluto delle autorità. I primi relatori saranno Laura Dolfi “Vittorio Bodini e la Spagna: storia di un’antologia” e Mario Agrimi “Gli anni romani: Bodini e Alberti” nella prima sezione moderata dal professore Lucio Giannone, che cura presso l’editore Besa la pubblicazione di tutte le opere di Bodini. Dopo una piccola pausa si riprenderà con Brizia Minerva “Linee di luce e d’ombra: disegni di Bodini e Lorca”, Bruna Filippi “Bodini, Bene e il Barocco” e Goffredo Fofi “Venti del Sud”. Modera Donato Valli, docente di Letteratura Italiana ed ex rettore dell’Università di Lecce.

La sezione pomeridiana, coordinata dal professor Luigi Rizzo, che discuterà de “Il fondo Bodini acquisito dall’Università di Lecce”, Cosima Nassisi “Vittorio Bodini e l’antifascismo”, Josè Maria Micò “Bodini y los clasicos espanoles”, Anna Dolfi “Bodini, Leopardi e la damnatio memoriae”, Gino Pisanò “Il gufo e la luna, il gatto (i segni di Persefone nella poesia di Bodini”.

In serata dalle 21.00 l’attrice Sonia Bergamasco leggerà nella cornice della Cascata monumentale di Santa Maria di Leuca alcune poesie e testi civili del poeta e scrittore salentino.

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