ultrapensiero
Filosofia e minorità

Minorità e maggiorità [majorité] non si oppongono solo in modo quantitativo. La maggiorità implica una costante ideale, una sorta di metro campione in base al quale essa può essere valutata, contabilizzata. Supponiamo che la costante, o campione, sia: uomo-bianco-occidentale-maschio-adulto-ragionevole-eterosessuale-metropolitano-che parla una lingua standard (l'Ulisse di Joyce o di Ezra Pound). È evidente che "l'uomo" qui è maggiore quand'anche risultasse numericamente inferiore ai bambini, alle donne, ai negri, ai contadini, agli omosessuali … ecc.. Il fatto è che egli compare qui due volte, la prima come costante, la seconda come variabile, quella stessa da cui la costante deriva. Allo stesso modo possiamo astrarre dalla costante un discorso diretto: si tratta della filosofia, ogni qual volta che questa ha creduto di parlare in nome di un'essenza dell'uomo, di una ragione pura, di un soggetto universale o di diritto . La maggiorità suppone uno stato di diritto e di dominio, non il contrario. È La maggiorità a supporre il campione, non viceversa. Vi è pertanto una determinazione diversa dalla costante che può essere considerata come minoritaria per natura quale ne sia il numero, vale a dire come un sotto sistema o un fuori-sistema (secondo i casi). Ma a questo punto tutto si capovolge. Mentre la maggiorità, nella misura in cui questa è analiticamente compresa nel campione, è sempre Nessuno - Ulisse -, la minorità è il divenire di tutti, il divenire potenziale di questi tutti, a misura di quanto vi sia in ciascuno di deviazione dal modello. Un briciolo di bellezza, un'escrescenza o un vuoto possono bastare, sono degli innesti di divenire. C'è un "fatto" maggioritario, ma è il fatto analitico di Nessuno, che si oppone al divenire minoritario di tutti. È per questo motivo che dobbiamo distinguere la maggiorità come sistema omogeneo e costante, le minorità come sottosistemi, e il minoritario come divenire potenziale e creato, creativo. Il problema non è mai acquisire la maggiorità, anche quando si instaura una nuova costante. Non c'è un divenire maggioritario, la maggiorità non è mai un divenire. Non c'è divenire se non minoritario. Le Donne, quale che sia il loro numero, sono una minoranza definibile come stato o sotto-insieme; ma esse non creano se non rendendo possibile un divenire, di cui non sono proprietarie, nel quale devono però rientrare; si tratta di un divenire-donna che concerne l'uomo tutto intero, compresi i non-donna. Lo stesso per i Negri: se i Negri debbono loro stessi divenire-negri, questo divenire tocca anche i non-negri . C'è un romanzo molto bello di Arthur Miller, Focus, che descrive il divenire-ebreo di un non-ebreo (e lo stesso vale per il film M. Klein, di Losey). È la stessa cosa per le cosiddette lingue minori: non si tratta semplicemente di sotto-lingue, idioletti o dialetti, ma di agenti potenziali per far entrare la lingua maggiore in un divenire minoritario di tutte le sue dimensioni, di tutti i suoi elementi (si veda ad esempio il Black-English). È necessario quindi distinguere le lingue minori, la lingua maggiore e il divenire-minore della lingua maggiore. È per questo motivo che Pasolini sosteneva che l'essenziale, nel "discorso libero indiretto", non si trovava né in una lingua A né in una lingua B, ma «in una lingua X che non è altro che la lingua A in procinto di divenire realmente una lingua B». In breve: c'è una figura universale possibile della coscienza minoritaria, questa figura è il divenire di tutti, e questo divenire è creativo. Nel fissare la figura di una coscienza universale minoritaria ci si afferra a potenze di divenire che appartengono ad un altra dimensione, diversa da quella del Diritto e del Dominio. Sarebbe questo il compito della filosofia, in opposizione alle sue pretensioni maggioritarie astratte di ogni tempo. La filosofia sarebbe cioè attraversata da tutti questi divenire e in connessione con essi. I suoi discorsi sarebbero i discorsi liberi indiretti (anche nel linguaggio si è data troppa importanza alle figure retoriche, alle metafore, alle metonimie … ecc., mentre t utte le funzioni di linguaggio si districano altrimenti, nelle forme del discorso indiretto: un solo rumore, un solo linguaggio per tutti i popoli).
prosa
igino domanin
gli ultimi giorni di lucio battisti (peQuod, 2005)

Vivo come uno straniero da decenni. Forse da sempre.
Abito a Milano da quasi venti anni. Mi trovo sprofondato in un sofà rosso rubino. Ho in mano il controllo remoto dei suoni del mio Hi-Fi metallizzato. E’un pomeriggio un poco ipnotico. Pieno di pesche, fragole, ciliegie e mirtilli. Gioisco degli arrangiamenti per archi delle bossa novas di Tom Jobim. Ascolto un brano dedicato all’agonia di un dio marino. Mi piace affondare nei misteri acquatici. Mi sento a mio agio tra i tritoni e l’eros strafottente di Nettuno. Mi piacciono le ragazze in costume da bagno. Mi piacciono i bikini e le mulatte che sculettano. Che mi fanno l’occhiolino, mentre sventro una aragosta con le mani febbricitanti. Abissi, voi conoscete i misteri di un mare profondo e infinito!
Jobim, dopo i successi ottenuti con Nelson Riddle e Claus Ogerman, dopo aver sposato il ritmo brasiliano alle effervescenze dello swing, si ritraeva dal palcoscenico. Viveva su spiagge oceaniche. In capanne poverissime. Guardava per ore il gioco delle onde, l’ebbrezza delle schiume e i riccioli dei cavalloni. Vestiva di bianco. Rimaneva sempre all’ombra. Sembra impossibile: ma in momenti così si potrebbe morire di crepacuore. Lo struggimento della vita è di una dolcezza insopportabile.
Joe Dassin concluse i suoi sogni di antropologo e musicista tra i vapori di un estatico resort a Tahiti. Nelle estati primordiali, tra gli svaghi marini, tra le primizie offerte dal sole, c’è pure la morte e l’occhio di fuoco che tutto incendia.
La mia infanzia l’ ho passata a Catania. Per caso. Mio padre ha lavorato per un lungo periodo in Sicilia. Io ci sono cresciuto.
Andavo al mare su delle strane palafitte. Stabilimenti balneari, edificati secondo il modello di architetture preistoriche, già apprezzate nelle letture dei sussidiari elementari, che ospitavano le mie peregrinazioni di adolescente. Confuse ed accecate.
Giravo tra lunghe fila di cabine. Ho visto pupe bionde in costume intero, mentre in silenzio masticavano la pasta filante dei timballi.
Ho sentito per ore gli schiamazzi dei monelli, che s’infilavano dappertutto, al di sotto delle tavole di legno dell’impalcatura sulla quale ci trovavamo. Ogni tanto scendevo sulle rocce laviche. Mi sedevo sui massi. Tutto era fuoco. Che m’incendiava i pensieri. Quasi eiaculavo. Era una furia demente, cieca, senza scopo. Che mi portava a ricordare con rabbia, come fossi uno di quei teddy boys senza causa né scopo. Per ore studiavo l’inquieta morfologia delle acque, il plesso dinamico dell’elemento informale e delle figure, il gioco del nero fondo e del riflesso adamantino della superficie. Le macchie e le linee. Il fatto aptico e il costrutto ottico.
Rimembro l’arroganza dei rugbisti etnei.
[...] In quel periodo: vado spesso a teatro. Catania è una città ricchissima di teatri. Di ogni specie.
Vincenzo Bellini è nato in questa città. Il calco della maschera di cera del suo volto è conservato in un piccolo museo. Si tratta della testimonianza fedele del viso di un uomo appena morto, nitido e pulito, una maschera che mi sarebbe piaciuto indossare per una festa di carnevale. Il naturale relax della morte. Morire su una spiaggia di Taormina, verso maggio, al tramonto. Seduti su una sdraio con un plaid appoggiato sulle gambe, quando non si hanno più forze. Neanche per trattenere nelle mani un bicchiere colmo di Campari e succo d’arancia. Non fa freddo. La luce è poca. Ma tutto è dolce. Magari Bellini era morto così, mentre canticchiava Casta diva e beveva l’assenzio. Poi avevano messo una maschera sulla sua faccia. Aveva un’espressione colma di un’estasi distante e inafferrabile. L’impronta era rimasta per sempre. La sua espressione era stata codificata nella traccia del calco. Tutte le nostre espressioni potrebbero essere frutto di un codice.
poema collettivo_canto blues alla deriva
a questo indirizzo lo stato attuale dell'esperimento del poema collettivo Canto Blues alla Deriva che è in corso di realizzazione su www.musicaos.it. qui sotto il mio primo frammento scritto seguendo le leggi dell'orgasmo di kerouacchiana memoria.

nel momento dell'inutile crocifissione
i lager si snodano tra le carni.
non è surrealtà quella che nell'iniettarsi
della consuetudine tocca i talloni,
ma è sostanza di catrame che come riflesso
di raggi solari su cocci di vetro rotto
s'appiglia agli abiti cedendo al surrogato
delle visioni karmiche.
come è inutile srotolarsi tra le pieghe
di lastre di tufo barocco, come è
inutile sventrarsi le budella per intercettare
lo schifo che siamo, come è inutile
sperimentare la concordanza di versi vuoti
nel ritmo, nel ritmo, nel ritmo.
Florilegio di scostanti incursione nell'immateriale,
dove il tempo sembra assottigliarsi,
e lo spazio è reso omogeneo, tutto uguale,
non più le differenze di pelle, urina, stato,
religioni, merda sottile, palle diagonali,
coiti perplessi, sfinteri agonizzanti,
non più il diverso che s'intinge nella brocca
del diverso, solo puzza di linee in cordoglio,
solo puzza di cerchiature in accatto,
solo puzza di segmenti in delirio,
solo spazio e tempo sfarinati,
solo spazio e tempo sagomati,
solo spazio e tempo smerigliati,
questo canto vorrei fosse onirico,
questo canto vorrei fosse onirico,
questo canto vorrei non terminasse mai,
perché per ogni fine c'è un pizzico di morte che m'assale.
il padre

di William S. Burroughs
Assassinio Per Lista (APL)
Assassinio per lista? I soliti bersagli, i politici, gli antinarcortici, i piedipiatti? Sono solo servi che obbediscono agli ordini. I veri bersagli non sono uomini di facciata, ma quelli più in alto, che stanno dietro la scena. Annunciate che avete un'intera lista di questi controllori segreti e che li ucciderete uno dopo l'altro. La lista è di pura fantasia, naturalmente, ma i veri pezzi grossi si esporranno da soli ben presto. Così, tanto per cominciare, assassiniamo un banchiere svizzero, che tanto non si sbaglia mai. Se avete una lista di banchieri svizzeri estrarrete il suo nome dal cappello. Questo è l'Assassinio Per Lista (APL). I ricchi ed i potenti rintanati dietro guardie e reti elettriche.
Assassinio Casuale (AC)
L'ingegnoso concetto dell'assassinio casuale è stato avanzato da Brion Gysin. Vengono uccise cinque persone al giorno in cinque quartieri della città. Sarà la sorte a designare il quartiere ed il tipo di persone. Un modo potrebbe essere quello di mescolare un mazzo di carte che designano una lista di varie categorie: casalinga, uomo-d'affari-bombetta-e-ombrello, suora, sbevazzone, pulisci-cessi, chiunque-guidi-o-viaggi-su-una-Bentley ecc. Poi mescolare un altro mazzo di aree cittadine in distretti che non corrispondano alle reali circostrizioni. Siccome la scelta è del tutto casuale non c'è nessun progetto e gli assassini non possono essere previsti o prevenuti. Al riparo da questa lotteria giornaliera saranno poliziotti e militari. La ragione: gli viene accordata questa posizione di privilegio per attizzare il risentimento della plebaglia e per preparare il terreno per la susseguente accusa che complotti della destra utilizzano l'AC per instaurare lo stato d'emergenza ed impadronirsi del potere. L'AC, praticato da piccoli gruppi, potrebbe paralizzare l'economia dell'Occidente e così portarci alle...
Bombe ed ordigni esplosivi
Gli uffici postali, gli edifici pubblici ed i monumenti per lo più sono obiettivi del tutto inutili. Potete paralizzare l'intero sistema della comunicazione con molto minor rischio e minor spreco di materiale. Così: due aerei passeggeri israeliani sono esplosi di recente, probabilmente a seguito di bombe piazzate dai terroristi nei bagagli. Adesso queste aviolinee sono disertate e nessuno vola più su quegli aerei. Supponete ora di piazzare cinque bombe al giorno, a caso. Quanto tempo ci vorrà prima che nessuno più voli o noleggi aerei? Non dovrete nemmeno farlo da soli... scoverete tanti piccoli, anonimi alleati che si metteranno a piazzare bombe sugli aerei solo per divertimento... e voi no, dopo che vi siete letti tutto questo? Essi sanno che è una cosa che va fatta. Ed ogni ordigno scoperto accresce il tettore. Poi colpirete treni e navi, autobus e metropolitane in piena città. Trasformerete il lavoro di camionista nella professione più pericolosa, con particolare riguardo ai trasporti di generi alimentari. Poi rimangono da colpire le centrali elettriche ed i bacini idrici.
Armi chimiche e biologiche
Per le casuali incursioni del terrorista le bombe a gas sono spesso più efficaci degli esplosivi, oltrechè meno costose e di più facile fattura. Un contenitore di acido solforico, occultato in un imballo od in una valigia. Premete uno stantuffo che fa colare cianuro di sodio nell'acido. Lasciate il pacco nella metropolitana, all'ora di punta, od in un teatro od ad un comizio politico od ad un raduno commemorativo. Le armi chimiche e biologiche possono essere fabbricate nel laboratorio di cantina, a sapere come farle. In Ragazzi Selvaggi proponevo il trasferimento delle specie preferite di piante, animali, pesci od uccelli dalle attuali aree distributive ad altre aree dove le condizioni siano sufficientemente simili, per garantirne la crescita e riproduzione. Guardate la carta ricordando sempre che il vostro soggetto può essere più adattabile di quanto immaginati. Pensate al luccio walleyed, che non è un luccio. La specie è quella del pesce persico, ed è senza dubbio uno dei più grandi pesci d'acqua dolce. Lo si trova nei laghi e nei fiumi del Minnesota e del Canada e nelle fredde correnti pulite fino al Missouri ed all'Arkansas. E pensate al branzino nero a bocca piccola, similarmente distribuito. Ambo le specie vivranno nelle acque fredde, in un qualsiasi posto. Attecchiranno benissimo nei laghi e nei fiumi della Scozia e dell'Inghilterra, e nel Nord Europa. Il branzino nero a bocca grande resiste solo in acque abbastanza calde e potrebbe essere diffuso dalle ampie vie d'acqua del bacino delle amazzoni fino ai laghi dell'Africa e del Sud-Est asiatico. L'Aiahuasca potrebbe crescere nella jungla del Sud-Est dell'Asia, in Africa, fors'anche in Louisiana, Florida e Texas. I cagionevoli lemuri del Madagascar, timidi piccoli spiriti del bosco, potrebbero moltiplicarsi in ogni foresta umida. Di sicuro l'affascinante volpe volante si merita una più ampia circolazione. Un altro sguardo alla carta. L'introduzione di una nuova specie in un'are nell aquale era fino a quel punto sconosciutapuò avere conseguenze di grande portata. Questo aspetto della guerra biologica è sempre stato sottovalutato. Ecco il serpente bushmaster, diffuso da Panama fino al bacino amazzonico. Può raggiungere la lunghezza di quattordici piedi, può attaccare l'uomo attorcigliandosi alle cosce mentre lo morde al petto od alla gola con le zanne che possono espellere un mezzo bicchiere di veleno. Non c'è quantità di antidoto che possa salvare la vittima - non c'è tempo di reazione. Florida, Texas Orientale, Lousiana, giungle africane, Sud-Est asiatico, indie orientali, ed ancora giù, per le stesse vie commerciali... il mamba nero d'Africa, che attacca anche non provocato, scivolando giù dagli alberi. Leopardi e tigri liberati in Sud America sarebbero spinti ben presto a cibarsi d'uomini per la scarsità di selvaggina. Mangeranno per primi gli uomini della CIA, perchè sono piu grossi e tardi. Il buon grasso bruno, come lo chiamano, leccandosi via il sangue dal muso l'un l'altro. Abbondante, indifeso, senza pelliccia - cibo ideale per le belve. Gli squali d'acqua dolce del Nicaragua ed i piraña si porterebbero bene nei laghi e nei fiumi d'Africa, nel Sud degli Stati Uniti ed in indocina. Nelle regioni aride il cobra del deserto, il serpente a sonagli ed il drago di Gila, e l'ineguagliato serpente drago australiano. Ed i ghiottoni per la Siberia sono una vera persecuzione, conosciuti dai cacciatori come i *piccoli vampiri*. E poi c'è la vita microscopica ed ultramicroscopica, il che ci conduce alla...
Guerra biologica vera e propria
Il letale virus Naga è per le morti improvvise. Nessuno sa come si trasmetta, il che da al virus un vantaggio che ogni virus sa come far fruttare. Immunizzate i vostri pargoli e liberate il virus. Poi un altro... un altro... finchè non avrete un mondo sicuro per uomini del vostro calibro. No, non dovete immaginare della fantascienza - i vecchi metodi hanno ancora lunga vita... colera, tifo, epatite. Il Generale Epatite fermò Rommel nel Nord Africa. C'erano fumetti che illustravano il Generale Fango ed il Generale Montagne. Il Generale Fango, se ben ricordo, si pensava che avrebbe fermato Hitler in Polonia, ma la sua prestazione non fu delle più felici. Diffondere assegni che veicolano la febbre delle Montagne Rocciose, pidocchi del tifo, e continuare a cercare il massimo - la peste australiana che attecchisce sulla vaccinazione. Oppure supponete di poter accelerare il tempo del processo. Invece di sintomi che si estrinsecano nel giro di una settimana, eccoli compressi nell'arco di ore. La gente nei treni di pendolari si tumefa di cancro e di suppurazione in una lebbra galoppante... Ed ora presentiamo due debuttanti promettenti che meritano la vostra attenzione... facili e poco costosi da mettere insieme... materiali reperibili prontamente: Infrasound per infrasuoni, e DOR - l'occasione bussa...
Infrasound
Quest'arma è descritta esaurientemente in The Job, edito dalla Grove Press di New York. Basta con la pubblicità. Infrasuono significa suono ad una frequenza inferiore al livello del normale udito umano, che provoca vibrazioni in ogni struttura solida, incluso il corpo umano. Il professor Gavreau, lo scopritore di questa nuovissima arma, dice che la sua struttura, che somiglia ad un grosso fischietto della polizia lungo diciotto piedi, può ammazzare nel raggio di cinque miglia di direzione... buttare giù i muri e schiantare finestre, e disinserire allarmi antifurto per miglia e miglia. Il marchingegno è brevettato, e chiunque può procurarsi una copia del progetto pagando duecento franchi all'Ufficio Brevetti. Perciò, perché fare il cecchino da strapazzo?
Deadly Orgone Radiation (DOR)
... Prodotte quando ogni materiale fissile è immesso in un accumulatore di orgoni. Si costruisce un accumulatore orgonico rivestendo un qualsiasi contenitore con lamine di ferro o lana d'acciaio. Il contenitore dev'essere di materiale organico, e per la piena accumulazione si devono usare molti strati alternati. Per la descrizione esaustiva vedere le opere del dottor Wilhelm Reich. Nel capitolo intitolato Fisica dell'orgone Reich dice "Non c'è protezione che tenga contro la DOR, perhè penetra dappertutto, comprese pareti di piombo o di mattoni o di pietra, di ogni spessore". Un misantropo criminale od un oppositore politico, se ne fosse al corrente, e se gli USA ne fossero all'oscuro e non ne studiassero gli effetti, potrebbe lasciare qua e là, in tutto agio, apparecchi oranor attivati, dall'aspetto di banali scatole rivestite di metallo. Ci si potrebbe infestare intere regioni se non interi continenti. Ogni individuo ammalatosi reagirebbe secondo una specifica malattia o secondo la sua predisposizione patogena, portando i sintomi alla massima acuità, poi curandosi con l'applicazione coscienziosa ed accurata della DOR. Nondimeno, se usate con intenzioni maligne, tali infestazioni atmosferiche automatiche ucciderebbero o almeno paralizzarebbero molte persone. L'esposizione graduale conferisce immunità. Non fatevi trovare impreparati!
Armi di distruzione, agitazione e sovversione
Un rivoluzionario francese suggerisce un metodo col quale un solo uomo con fondi illimitati può rovesciare un governo. Deve inventarsi un movimento clandestino, attacca adesivi che recano slogans. Azioni di sabotaggio in località distanti l'una dall'altra danno l'impressione che l'organizzazione clandestina è diffusa ed organizzata. Tutti i disordini, scioperi, incidenti vengono rivendicati dai mitici clandestini. Questo metodo potrebbe funzionare nelle dittature vecchio stampo, Spagna, Grecia, Haiti, Santo Domingo. Per la struttura complessa dell'Europa Occidentale e dell'America, servirà un intero soggetto e fors'anche un copione intero.
tratto da Re/Search, di William S. Burroughs, Brion Gysin - ShaKe






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