teatro d'assalto
Si chiude la rassegna "Officium et Opificium" con la presenza della compagnia di Romeo Castellucci Socìetas Raffaello Sanzio. Il teatro come percezione totale 
di Rossano Astremo
Ultimi due giorni di spettacoli, venerdì 5 agosto e sabato 6 agosto, per la rassegna "Officium et Opificium" organizzata dai Cantieri Teatrali Koreja e inserita nel ricco cartellone del Festival Salento Negroamaro 2005. Chiusura degna di nota, visto la presenza a Lecce della Socìetas Raffaelo Sanzio, compagnia di Cesena, tra le più significative nel panorama della ricerca teatrale contemporanea, che presenterà lo spettacolo "Ballo individuale in circostanze costrette". La Socìetas Raffaello Sanzio è stata fondata nel 1981 da Claudia Castellucci, Romeo Castellucci e Chiara Guidi. L’orientamento generale che raccoglie tutte le opere, pur nelle loro profonde differenze, è la concezione di un teatro come arte che raccoglie tutte le arti, dove la rappresentazione è completamente aperta verso tutti i sensi della percezione, come in un sistema di forze. Dopo i primi spettacoli autografi, tra cui "Santa Sofia-Teatro Khmer" (1986), l’interesse cade sul ciclo mitico mesopotamico: "La discesa di Inanna" (1989) e "Gilgamesh" (1990) e su quello egizio con "Iside e Osiride" (1991). In seguito Romeo Castellucci mette in scena "Amleto. La veemente esteriorità della morte di un mollusco" (1992) di Shakespeare; "Orestea (una commedia organica?)" (1995) di Eschilo; il "Giulio Cesare" (1997) di Shakespeare; il concerto per voci e strumenti sonori "Voyage au bout de la nuit" (1999) di Louis Ferdinand Celine e "Genesi. From the museum of sleep" (1999) dello stesso Romeo Castellucci. Sino ad arrivare all’esperimento massimale della "Tragedia Endogonidia", ciclo drammatico esteso in tre anni comprendente undici Episodi, collegati tra loro, ma in se stessi completi. Il ciclo ha realizzato anche un’apertura ulteriore rispetto a quella dello spettacolo chiuso e poi replicato attraverso la generazione di forme di pensiero che possano vivere autonomamente. L’intenzione era quella di rappresentare la tragedia, senza riprendere i fili lasciati da Eschilo, ma ripensandola ora e di nuovo, qui. La "Tragedia Endogonidia" nell’arco di tre anni si è sviluppata in nove città, in ognuna delle quali è stato rappresentato un Episodio il cui titolo è formato dalla sigla delle città di riferimento e da un numero progressivo. Il progetto ha impegnato la Socìetas fino alla fine del 2004. In "Ballo individuale in circostanze costrette" sulla scena i giovani che frequentano la scuola teatrale della Raffaello Sanzio. Lo spettacolo è stato concepito dalla Stoa di Cesena, una scuola di movimento e filosofia. Nucleo sostanziale dello spettacolo è proprio il movimento, quello che ognuno compie singolarmente, ma anche l’incontro accidentale, l’origine di una relazione, la conduttura di una forza generale che si apre nella folla, l’immissione nel mulinello del tempo, le circostanze della cronologia, dell’alfabeto e della geografia che definiscono chi entra in ballo con la vita. La due giorni conclusiva di "Officium et opificium" sarà l’occasione per assistere, inoltre, al primo spettacolo dei Koreja, "Dovevamo vincere", regia e drammaturgia firmata da Cesar Brie, che a vent’anni di distanza viene reinterpretato da quattro giovani attori. Inizio previsto alle 21. Ingresso ad uno spettacolo 7 euro, a due spettacoli nella stessa sera 10 euro. Per informazioni 0832.242000.






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