delirio
LUOGHI D'ALLERTA

Il viaggio dei luoghi D’allerta organizzati dall’associazione culturale Fondo Verri, in collaborazione con la Provincia di Lecce e con i comuni ospitanti, parte dal Castello di Parabita. Sei viaggi nei comuni di Patù, Galatina, Ugento, Martignano, Andrano e appunto Parabita alla riscoperta di torri costiere, castelli, fortificazioni, da sempre, occhi attenti della nostra storia. Luoghi di avvistamento, di contemplazione, di meditazione; di paure e di incanti volti al mare al levante e al finire del Sole, in continua spinta d’emozioni. “Un viaggio fatto di parole, di silenzii, di stupore, di una inspiegabile tenera paura e… mare, storie e cielo…”, spiegano gli organizzatori Mauro Marino e Piero Rapanà. “Quando ti manca il respiro, o ti senti mancare la terra sotto i piedi, c’è sempre la memoria a darti una mano a ricordare per vedere il presente e in silenzio cercare la storia, i nessi, le piccole verità dei luoghi e di chi li abita. Abbiamo immaginato dei percorsi che nel cammino svelassero l’inatteso farsi del territorio, la sua bellezza, l’intensa suggestione che mischia cultura e natura, campo ideale per i suoni, gli echi, le risonanze, per la messa in scena”. Molti gli artisti salentini coinvolti. La guida del viaggio, il narratore, l’accompagnatore sarà Piero Rapanà. Al suo fianco musicisti, attori, artisti, performer, video maker, poeti, storici della tradizione tra i quali Emanuele Licci, Carla Petrachi, Donatello Pisanello, Giorgia Santoro, Admir Shkurtaj, Raffaella Aprile, Emanuela Gabrieli, Enza Pagliara, Anna Maria Mazzotta, Cinzia Villani, Patrizia Rucco, Silvia Lodi, Matthias Hermann Ibach, Davide Faggiano, Carlo Michele Schirinzi, Fluid Video Crew, Maurizio Buttazzo, Luigi Chiriatti, Maurizio Nocera, Elio Paiano, Rossano Astremo, Elio Coriano, Mauro Marino, Luciano Pagano, Angelo Petrelli. Le visite prenderanno il via alle 20.00. La partecipazione è gratuita. Per ulteriori informazioni 0832304522.
VERSI
POESIA Nell’eleganza metrica delle nuvole, m’inchiodo lungo il fiato dell’orlo di labbra infuocate. L’estasi del declino, tanto osannata dal genuflettersi dei corpi su di un cielo di caminiere smerigliate, lambisce vetri in carni morbide che filtrano le luci del giorno. Ferma sul ciglio della strada, ti affanni sulla tua bici rotta, la gonna di lana scura impigliata al manubrio, sollevata a svelare un paio di mutandine nere non regolamentari, le cosce luminose di pura perla sopra le calze. Un grido s’avvicina, attraversando il cielo. r.a.






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