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i saw the best minds of my generation...

di vertigine (23/08/2005 - 20:21)

Sarà presentata a Parabità, giovedì 25 agosto, l’antologia curata da Giuseppe Goffredo

"poetiCircus", per una nuova stagione di Poesia

di Rossano Astremo

Prendete quindici poeti italiani attorno ai trent’anni, una piccola casa editrice di Alberobello e uno degli intellettuali di maggior acume della cultura meridionale dei nostri giorni, shakerate il tutto e come risultato otterrete il libro poetiCircus. I quindici poeti sono Fabrizio Bajec, Carlo Carabba, Alberto Convertino, Barbara Cupertino, Mario Desiati, Biagio Lieti, Giovanni Logorio, Elena Manni, Matteo Marchesini, Enzo Mansueto, Albert Samson, Carla Saracino, Laura Sergio, Ilaria Seclì, Giovanni Tuzet, la casa editrice è la Poiesis e il curatore di questa coraggiosa operazione editoriale è Giuseppe Goffredo. Il libro in questione sarà presentato nel corso del primo appuntamento dei Luoghi d’allerta, presso il Castello di Parabita, giovedì 25 agosto. L’ennesima antologia di giovani poeti? A voler guardare il bicchiere mezzo vuoto la risposta ad un simile interrogativo è affermativa, ma poetiCircus è più di una semplice antologia, non solo per le motivazioni messe nero su bianco dal curatore Goffredo nell’introduzione, ma anche perché dieci dei quindici poeti presenti nel testo sono pugliesi e il libro, quindi, a tutti gli effetti può rappresentare una valido documento sullo stato attuale della poesia nella nostra regione: "Ma questa antologia è un guardare avanti. È un fare strada. È un dare strada. È il mio ponte con vent’anni avanti o in dietro, se preferite. È interrogarmi. Capire. È una mia ribellione. Lo dichiaro: non ci sto a questa morte per asfissia. Per questo ho chiesto ai poeti che qui compaiono un atto di generosità, un "trasumanar e organizzar", entrare nelle città, nei paesi, nelle piazze, nei caffè per piantare la tenda dei poetiCircus, raggiungere le persone che si può, poiché ogni volta che ho organizzato e partecipato a una "lettura" è stato un miracolo, a smentire chi ha deciso che la poesia non la vuole nessuno". Non ci sono tutte le voci migliori dell’ultima generazione di poeti, ma poetiCircus è un’antologia che presenta al suo interno autori di grande spessore, come sottolineato dal critico Michelangelo Zizzi nell’attenta prefazione al testo. Soffermandosi sui pugliesi presenti, un discorso a parte meritano Mario Desiati e Enzo Mansueto. Desiati, ormai più narratore affermato che poeta, con la sua prima raccolta di versi Le luci gialle della contraerea (LietoColle, 2004) è entrato nella cinquina dei finalisti dell’ultimo Premio Viareggio, nella sezione Opere Prime. In Bada bene, silloge presente nell’antologia, la tentazione della prosa è presente, ma il ritmo e la costruzione del verso si fanno risalire alla tradizione novecentesca di cui l’autore si fa carico, ponendolo al riparo dalle esorbitare di molti poeti prosatori: "Aggrappati alle pergole, lungo la ringhiera verde/ con il ghigno del dolore, la sintesi del disincanto/ si aspettava l’ora del tramonto per il telegiornale/ e poi con la televisione che faceva bianca la cucina". Enzo Mansueto, poeta e critco letterario barese, è autore della silloge Descrizione di una battaglia (Scheiwiller, 1995), considerato da molti critici uno dei testi poetici più interessanti dell’ultimo trentennio. In Inizio delle trasmissioni Mansueto porta avanti il suo capzioso lavoro di scarnificazione del verso, di riduzione minimale che spesso genera percorsi di senso che folgorano: "Dalle lamiere ancora. Dalle lamine. / Da memorie confitte sotto pelle./ E massacrare tendini e pellami./ E fissare ricordi. Nell’impellere/ di un gancio. Di un appiglio. E poi apprendere/ la salma che rimane. Che ti stende". Proseguendo nella lettura, non si può non sottolineare la bravura di tre giovani poetesse, anch’esse pugliesi: Ilaria Seclì, che da poco ha pubblicato la sua prima raccolta di versi D’indolenti dipendenze (Besa, 2005), Carla Saracino, e Laura Sergio. La poesia della Seclì si caratterizza per una smodata ferocia espressiva. Zizzi nella prefazione la definisce a ragion veduta"una delle voci più autentiche e radicali della poesia meridionale". La raffinatezza e razionalità del dettato poetico di Carla Saracino, invece, si oppone all’eccessivo furore espressionistico di Laura Sergio. Due autrici che, visto la loro giovane età, in prospettiva lasciano davvero ben sperare. E, abbandonando gli autori pugliesi, un discorso a parte merita Fabrizio Bajec, poeta nato a Tunisi e residente a Viterbo, che con il suo poema Con te, senza Dio dà vita ad uno degli esiti più alti dell’antologia. Il tema affrontato è quello della scomparsa della madre. Viene subito in mente il confronto per l’argomento trattato con Tema dell’addio di Milo De Angelis (Mondatori, 2005). L’incipit di Bajec è folgorante: "Io che dalle viscere ti fui estratto/ come un peso benigno, / m’aggiro per la corsia degli infetti, / chiuso in me stesso, codardo impaziente". L’operazione editoriale di Goffredo non è solo coraggiosa, ma, visto l’ottimo livello di quasi tutti gli autori presenti, fortemente riuscita.

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