Ciao sono vertigine
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Archivio Novembre 2005

una poesia

di vertigine (18/11/2005 - 18:45)

isabella.santacroce

Ti parlo, ti straparlo nel mattino dal metallo in gola,
depongo le mani lungo ombre desuete,
mi soffermo sullo zero che ogni calcolo motiva,
mentre il raggio di miele dell'autunno cola tra i tuoi silenzi.
Per l'aria tremula la città si scioglie in delizia,
in continua curvatura tra pioggia e schiarita,
dissesto puro, esitanti microfratture di terreni,
solcature squassate di pelle che nell'unione si sperdono.
Ti parlo, ti straparlo sul lento passo che misura l'istante,
la tua cruda bellezza mi ferisce, negandomi la stasi,
l'accesa carne è la sola voce che divarica le chiuse imposte.

r.a.

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segnalo

di vertigine (18/11/2005 - 18:08)

Lo Zar non è morto. Grande romanzo d'avventure

Lo Zar non è morto. Grande romanzo d'avventuresmall_i_due_zar.JPG

Lo Zar non è morto: il libro scomparso e ritrovato

di Giulio Mozzi

[...] Non so se a voi è mai successo. Gli incontri più importanti della mia vita, sono avvenuti quando meno me li aspettavo. Sono sempre stato colto di sorpresa.
Il 17 novembre 2004, alla Libreria Minerva, vidi un libro che non avevo mai visto. Era abbastanza malconcio, la rilegatura era tenuta insieme con il nastro adesivo. Il titolo era: Lo Zar non è morto. Sotto il titolo c’era scritto: Grande romanzo d’avventure. In cima alla copertina
c’era scritto: I Dieci, e subito sotto erano snocciolati dieci nomi: Antonio Beltramelli, Massimo Bontempelli, Lucio D’Ambra, Alessandro De Stefani, F.T. Marinetti, Fausto M. Martini, Guido Milanesi, Alessandro Varaldo, Cesare G. Viola, Luciano Zuccoli. La data di pubblicazione era il 1929.
Ora: Marinetti e Bontempelli, va bene, ça va sans dire; di D’Ambra Zuccoli Martini avevo letto qualcosa (me li prestava mia prozia maestra, vera donna d’altri tempi); ma chi erano mai Alessandro Varaldo, Alessandro Milanesi o Cesare G. Viola? E cos’era mai quel libro che io, pur essendo un Vero Curioso degli Anni Trenta, non avevo mai visto né sentito nominare?
Lo presi in mano. Lo sfogliai. Pareva proprio un romanzo d’avventure.
Vidi i nomi di luoghi esotici. Personaggi che si chiamavano Orcoff, Zelenin, Karandik, Oceania World. Oceania World? Che razza di libro poteva essere, un libro che aveva dentro un personaggio called Oceania World? [...]

Leggi tutta l'introduzione scritta da giulio mozzi per il romanzo collettivo Lo Zar non è morto

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una poesia

di vertigine (18/11/2005 - 18:05)

Vento d'oriente traduce

Nadia Anjuman
Funerali di Nadia Anjuman 7 novembre a Herat


Ricordi di un tenue azzurro
Voi esiliati della montagna dell'oblio!
Perle, nomi addormenti nella palude del silenzio
ricordi soppressi, ricordi di un tenue azzurro
nella memoria della melmosa onda del mare dell'amnesia
Dov'è la limpida corrente dei vostri pensieri?
La mano di quale mercenario depredò la dorata veste del vostro volto?
In questo tifone partoriente d'oppressione
dove è la timoniera luna, l'argentea barca della serenità?
Dopo questo purgatorio che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore dai rancori
se la figlia della luna si innamora, donerà sorrisi
se il cuore della montagna si intenerisce, nascerà verde erba
feconderà
Uno dei vostri nomi, in cima alle montagne
diventerà sole?
L'alba dei vostri ricordi
ricordi di un tenue azzurro
per i pesci sfiniti dall'inondazione
impauriti dalla pioggia ed oppressione
diventerà la scoperta della speranza?
Voi, esiliati della montagna dell'oblio!

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santacroce

di vertigine (18/11/2005 - 10:52)

GIUSEPPE IANNOZZI intervista ISABELLA SANTACROCE

http://isabella-santacroce.splinder.com

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PINCIO_TABULA RASA

di vertigine (18/11/2005 - 10:46)

Potete leggere l'intervento dal titolo Passeggiata paranoica tra le orbite narrative di Tommaso Pincio, per chi non l'avesse già fatto, qui (1)/ qui (2)/ e qui (3)

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