sulla mia poesia

Sul blog LIBERINVERSI si parla della mia poesia. Ringrazio Massimo Orgiazzi per avermi ospitato
MUSICAOS

"La parola poetica della Pizzi, pur nella sua dimensione evocativa ed anarchica, perora ed appaga una ricerca di senso attingibile dall'antroposemiotica emergente dallo statuto delle cose, epperò riformata e risolta in una weltanschauung della coscienza poetante. La quale nel disordine babelico e ultracaotico del mondo (" (...) Oggi l'Internet è mio Padre/ padre, padre qualsiasi/ (qualunque è ormai oltre al superfluo)" (20).; " (...) Il benessere è un'invenzione/ un inganno dei media/ delle sfingi senza costrutto" (21) ), scopre un destino in perenne instabilità, destinalmente funambolico, in bilico come direbbe Franco Battiato tra sesso e castità . Una cosa possiamo dirla con certezza: quella della Pizzi è una poesia dalla rara bellezza, che gode dell'abilità di questa poetessa nel continuo risemantizzare, frantumare l'ordo verborum tradizionale, e soprattutto in grado di condensare il corpo poetico in un sistema dello Scacco, della Morte, dell'Effimero, del Degrado, dell'Ossessivo, dell'Ingiusto."
I nostri lettori, grazie a "Sconforti di consorte" e non solo, conoscono la sua voce, una scrittura che affronta le sfaccettature e le densità del fenomeno, con acutezza di spirito; una poetessa, Marina Pizzi, dalla rara forza e statura. Una voce che si leva sul deserto e la miseria imposti alla vita di ogni giorno, senza retorica e lusinghe un'analisi poetica e spietata delle ultime cose.






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