Innanzitutto, ad avanzare le candidature sono oltre cento tra le maggiore biblioteche pubbliche di tutto il mondo. L’Italia, a quel che ho avuto modo di verificare, è presente almeno dall’edizione 2004, con le biblioteche nazionali centrali di Roma (2006) e Firenze (2004, 2005 e 2006) e la Vittorio Emanuele III di Napoli (2004). Ogni biblioteca può candidare ogni anno fino a tre romanzi, esclusivamente sulla base di un «alto merito letterario».
Nell’edizione 2006, dei 132 romanzi prefinalisti quelli in traduzione sono 31, in rappresentanza di 15 lingue. Per l’Italia i titoli in lizza sono quattro: 100 Strokes of the Brush Before Bed (Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire) di Melissa P., traduzione di Lawrence Venuti; The Ballad of the Low Lifes (La ballata delle canaglie) di Enrico Remmert, traduzione di Aubrey Botsford; Don’t Move (Non ti muovere) di Margaret Mazzantini, traduzione di John Cullen; Day After Day (Un giorno dopo l’altro) di Carlo Lucarelli, traduzione di Oonagh Stransky. Nel 2005 e 2004, invece, eravamo stati rappresentati rispettivamente da I’m Not Scared (Io non ho paura)di Niccolò Ammaniti, traduzione di Jonathan Hunt, e Baudolino (Baudolino) di Umberto Eco, traduzione di William Weaver.
A concludere il tutto, segnalo che i finalisti dell’edizione 2006 (scelti da una giuria così composta: Percival Everett, Jane Koustas, Mary O’Donnell, Andrew O’Hagan, Paolo Ruffilli, più il presidente non votante Eugene Sullivan) saranno annunciati il prossimo 5 aprile, e il vincitore il 14 giugno. Qui, infine, l’elenco di tutti i precedenti vincitori del ricco premio.








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