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di vertigine (29/11/2005 - 17:37)

NICOLA LAGIOIABabbo Natale. Dove si racconta come la Coca-Cola ha plasmato il nostro immaginario

Babbo Natale. Dove si racconta come la Coca-Cola ha plasmato il nostro immaginario

Babbo Natale così come lo conosciamo noi - vestito rosso a bande bianche, fisico corpulento, aspetto gioviale e rassicurante - è un'invenzione della Coca-Cola. Nel 1931, per aggirare una legge che proibiva l'utilizzo di immagini pubblicitarie in cui bambini bevevano la Coca-Cola a causa del suo contenuto di caffeina, la multinazionale decise di utilizzare Santa Claus come testimonial. Così, una nuova icona-pop veniva immessa nei circuiti della comunicazione distruggendo tutte le sue precedenti incarnazioni. Questo libro, raccontando in parallelo la storia di Santa Claus e della Coca-Cola utilizza il breaking-point del loro incontro per spiegare come il sistema delle multinazionali sia capace di colonizzare il nostro immaginario.

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di vertigine (29/11/2005 - 17:34)

 
Annunciati il 22 novembre a Dublino i 132 prefinalisti dell’undicesima edizione dell’Impac Dublin Award, il premio letterario internazionale più ricco al mondo: al libro vincitore vanno infatti 100.000 euro. Ma non è questa l’unica caratteristica speciale del premio.
Innanzitutto, ad avanzare le candidature sono oltre cento tra le maggiore biblioteche pubbliche di tutto il mondo. L’Italia, a quel che ho avuto modo di verificare, è presente almeno dall’edizione 2004, con le biblioteche nazionali centrali di Roma (2006) e Firenze (2004, 2005 e 2006) e la Vittorio Emanuele III di Napoli (2004). Ogni biblioteca può candidare ogni anno fino a tre romanzi, esclusivamente sulla base di un «alto merito letterario».
In secondo luogo, sono ammessi sia i romanzi scritti originariamente in inglese (per l’edizione 2006, dovevano essere stati pubblicati per la prima volta tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2004) sia quelli tradotti in inglese (sempre per la stessa edizione, dovevano essere stati pubblicati per la prima volta in lingua originale tra il primo gennaio 2000 e il 31 gennaio 2004, e per la prima volta in inglese tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2004), e nel caso in cui il vincitore sia un libro in traduzione (come già avvenuto nel 1997, 1998, 2002, 2003 e 2004) il premio viene ripartito tra l’autore (75.000 euro) e il traduttore (25.000 euro).
Nell’edizione 2006, dei 132 romanzi prefinalisti quelli in traduzione sono 31, in rappresentanza di 15 lingue. Per l’Italia i titoli in lizza sono quattro: 100 Strokes of the Brush Before Bed (Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire) di Melissa P., traduzione di Lawrence Venuti; The Ballad of the Low Lifes (La ballata delle canaglie) di Enrico Remmert, traduzione di Aubrey Botsford; Don’t Move (Non ti muovere) di Margaret Mazzantini, traduzione di John Cullen; Day After Day (Un giorno dopo l’altro) di Carlo Lucarelli, traduzione di Oonagh Stransky. Nel 2005 e 2004, invece, eravamo stati rappresentati rispettivamente da I’m Not Scared (Io non ho paura)di Niccolò Ammaniti, traduzione di Jonathan Hunt, e Baudolino (Baudolino) di Umberto Eco, traduzione di William Weaver.
A concludere il tutto, segnalo che i finalisti dell’edizione 2006 (scelti da una giuria così composta: Percival Everett, Jane Koustas, Mary O’Donnell, Andrew O’Hagan, Paolo Ruffilli, più il presidente non votante Eugene Sullivan) saranno annunciati il prossimo 5 aprile, e il vincitore il 14 giugno. Qui, infine, l’elenco di tutti i precedenti vincitori del ricco premio.

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