una poesia
da "Oltre lo zero"

Io fisso lo schermo, con mani che sostengono un vuoto calice,
tu osservi la mia sagoma riflessa su uno specchio dall’orrida cornice.
Un nulla dentro il nulla. Un nulla che scava altro nulla.
Vieni a sederti con me. Soffice posto per il tuo corpo spezzato.
Guardiamo lo scorrere dei programmi.
La vita passa senza sfiorarci.
Intrecciamo le mani. Dita in dita. Sino allo scioglimento.
Il destino è invidioso, non trovi?
Ammutoliamo.
r.a.
AMELIA

Il prossimo 11 febbraio saranno passati dieci anni dalla morte di Amelia Rosselli, voce/scrittura assoluta della poesia italiana del secondo Novecento. Per ricordarla, si preparano diverse iniziative. Ne segnalo in particolare due:
6, 8, 9, 10 e 11 febbraio, RadioTre Suite (dopo le h.20):
Con l’ascia dietro le nostre spalle. Dieci anni senza Amelia Rosselli
A cura Di Andrea Cortellessa. Puntate di 15-18 minuti ciascuna, con registrazioni Rosselli dall’archivio RAI e interviste.
11 febbraio, ore 16:30, Museo di Roma in Trastevere (Piazza S. Egidio 1b; tel. 06-5816563): proiezione del documentario di Rosaria Lo Russo
Amelia Rosselli... e l’assillo è rima
Regia di Stella Savino. Con letture di poesie di A.R. a cura di Sonia Bergamasco, Jolanda Insana, R. Lo Russo. Coordina Andrea Cortellessa.
estratto
LUCIANO BIANCIARDI
estratto da LA VITA AGRA

Più che abitare diciamo che dividevo una camera mobiliata al terzo piano del numero otto con un fotografo che si chiamava per l'appunto Carlone. Al suo paese, mi spiegò, oltre che studente di liceo, era trequarti nella squadra di rugby, e io potevo credergli anche soltanto a guardarlo, perché era massiccio e falsamente alto (ci sono tipi così, come ci sono i falsi gobbi, mettiamo, o i falsi nani, cioè i gobbi dritti e i nani lunghi). Carlone misurava un metro e ottanta, non lo nego, ma non per questo era un uomo alto davvero, un uomo come me: era lungo e greve di tronco, insomma, ma corto di gambe e basso di sedere, proprio come si conviene, del resto, a un giocatore di rugby, che deve offrire il minor appiglio possibile al placcaggio avversario. Forse è per questo che non portava mai i calzoni del pigiama (la misura della giacca non poteva combinare con la lunghezza dei calzoni, infatti) e coricandosi mostrava, proprio sull'osso sacro, un ciuffetto di peli, come un residuo di coda.
Siccome al liceo andava bene in italiano, era venuto su con l'idea di farsi giornalista, ma poi qualcuno gli consigliò, proprio per via della sua mole e della pratica nel gioco del rugby, di scegliere invece il fotoreportaggio, un mestiere che richiede buone spalle, se vuoi farti largo nella calca e scattare il flash al momento buono. Carlone aveva accettato, e adesso lo vedevo, rincasando, steso sul letto a sfogliare vecchi numeri di Life: così, diceva, per trovare un'idea, uno spunto. Qualche volta, se non avevo voglia di salire in biblioteca per le mie ricerche, lo accompagnavo fino alla Mondialpicts, l'agenzia fotografica dove lavorava insiemé ad artri due ragazzi, alloggiati nella camera accanto alla nostra, Mario e Ugo. Alla Mondialpicts comandava un ragioniere con gli occhiali, basso e tondo, che si tratteneva il cinquanta per cento su tutto il fatturato, e in cambio dava a nolo le macchine e i rotolini, anticipava le spese e prestava la camera oscura per lo sviluppo. Nient'altro: i servizi ciascun fotografo doveva cercarseli da sé, girando per le redazioni, inventarli, con la speranza che poi qualcuno li comprasse. E il ragioniere tratteneva il suo cinquanta per cento più le spese. Idee Carlone ne aveva: ogni tanto pigliava il treno, diretto a Genova, a Venezia, oppure alla campagna romagnola, come quando mi spiegò che aveva in mente di abbinare, con una gita sola, due servizi: sul pugile Cavicchi e sul paesaggio pascoliano.
Rientrava dopo un paio di giorni con la faccia stanca, perché le notti le passava alla sala d'aspetto della stazione, per risparmiare. Lo vedevo crollare sul letto greve, massiccio e ansante come un bufalo. Rincasavano anche Ugo e Mario, e li sentivo litigare, come al solito. Fui io, mi ricordo, a spiegargli come comportarsi, per un servizio sui giurisdavidlci e sul santo Davide: gli detti anche una lettera per il Dieciné e una per il Tommencioni. Ma poi, dall'altra parete, giungeva un rumor di tosse secca e insistente; al solito, ormai lo sapevo, era Aldezabal, il basco, il pelotaro con la bronchite cronica.
segnalo

L'antimeridiano
Opere complete. Volume primo
2144 pagine
69,00 euro
ISBN 8876380302
Dicembre 2005
Luciano Bianciardi è uno degli scrittori e giornalisti italiani più influenti degli anni sessanta. Satirista d’eccezione, critico della nascente industria culturale ed esistenzialista non ortodosso, la sua opera è necessariamente narrata in prima persona. Un’opaca ombra autobiografica, che segue i passi della sua vita tormentata, dall’impegno politico-sociale giovanile passando per l’analisi del lavoro culturale fino alle ultime collaborazioni giornalistiche su temi di cultura popolare. Quella di Luciano Bianciardi è una cronaca ragionata dell’Italia com’era e come è, la potenza della riflessione senza padri né padroni, del cinismo applicato senza compiacimento, semmai con dolore (lo stesso dolore che lo renderà alcolista, prima di ucciderlo, non ancora cinquantenne).
Isbn Edizioni e ExCogita consacrano questo inascoltato precursore dedicando alla sua figura un (anti)Meridiano in due volumi che raccoglie le sue opere complete, tra cui quelle, numerose, da tempo introvabili.
Il primo volume contiene romanzi, saggi, racconti e diari giovanili: I Minatori della Maremma scritto con Carlo Cassola, Garibaldi, La vita agra, il Lavoro Culturale, L’integrazione, Viaggio in Barberia, Daghela avanti un passo!, Da Quarto a Torino, Aprire il fuoco, tutti i suoi racconti (pubblicati su vari giornali e in alcune raccolte) e i suoi Diari Giovanili (diari universitari e di guerra), fino ad oggi inediti.
Nel secondo volume, in uscita a fine 2006, un’ampia scelta tra i suoi articoli giornalistici, pubblicati su varie testate (ABC, La Gazzetta di Livorno, Il Giorno, l’Avanti, Il Guerin Sportivo, Playmen, Le Ore, L’Unità di Torino...).






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