VERTIGINE: IL LIBRO

(Dipinto di Edoardo De Candia)
Dopo tre anni di autoproduzione, sei numeri e quaranta autori ospitati al suo interno, "Vertigine", il periodico cartaceo da me curato, cambia volto. Il numero di aprile e i numeri che seguiranno verranno pubblicati dalla Luca Pensa Editore, piccola realtà editoriale salentina, che ha avuto il merito di aver pubblicato nel 2005 il romanzo di Gianluca Gigliozzi "Neuropa". Per "festeggiare" l'inizio di questa nuova collaborazione, oltre al previsto percorso tematico dal titolo "Tritature", con recensioni e riflessioni su libri dimenticati nel corso della passata stagione editoriale, il numero di aprile conterrà una sezione antologica, che raccoglierà tutti gli interventi (esclusi editoriali e interviste) comparsi in questi tre anni. Oltre 200 pagine di "Vertigine". E' possibile prenotarla all'indirizzo della casa editrice: penspol@libero.it. Tutti gli altri aggiornamenti sempre su questo blog. Per contattarmi rossanoastremo@libero.it.
r.a.
estratto
MASSIMILIANO PARENTE
estratto da LA MACINATRICE

Nella borsetta di ecopelle rosa di Palmira, dalla fessura della zip aperta, si intravede qualche Tampax e decine di Chupa-Chups. Palmira dice di chiamarsi Palmira perché sua padre era comunista e suo nonno era comunista, e il suo bisnonno aveva conosciuto nientepocodimenoche Marx e Engels, e il suo secondo nome, follia genitoriale, il secondo nome anagrafica, e Andrea per favore non lo dica a nessuno, sarebbe addirittura "Togliatta", Palmira Togliatta Jacovini. La famiglia di Palmira è un incrocio resistenziale di partigiani, lei ha l'antifascismo nel sangue, nei geni, e pure il Sessantotto, e sua madre italo-americana, ha avuto un incontro ravvicinato del "quarto tipo" con Jack Kerouac ("E le lettere di Jack! Cosa non le scriveva! Era pazzo di lei!"), si è baciata con Allen Ginsberg e con Theolonius Monk, al Charlie Mingus, al Caffè Bhoemia, al mitico numero 15 di Barrow Street, ha fatto petting con Ferlinghetti, ha masturbato Ed Sanders, ha fatto un pompino a Neal Cassady, al Greenwich Village, una sera di primavera del 1952, insomma se ne è fatti più della Pivano, pur non avendo fatto alcuna carriera perché, a differenza della Pivano, non ha scritto niente, non ha fatto dell'utero un tesoro, ha fatto la casalinga, ha sposato un partigiano togliattiano bellissimo biondissimo, e però, trasmettendole, nei cromosomi, anche un sacco di spirito beat e di spiritualità zen bella e buona.
segnalo
giuseppe genna: dies irae
IN USCITA IL 20 MARZO, PER LA NUOVA COLLANA "24/7" DI RIZZOLI
Giugno ’81: a Vermicino Alfredo Rampi, 6 anni, è incastrato in un pozzo artesiano. Diciotto ore di diretta televisiva raccontano la sua drammatica fine trasformandolo in un’icona mediatica: Alfredino. L’Italia non lo dimenticherà mai più. Nelle stesse ore: la scoperta delle liste della loggia P2, il processo Calvi, l’edificazione della città satellite di Milano 3 a opera dei fratelli Berlusconi. È l’alba di una nuova Italia, rammodernata e corretta. Da chi? Ignara delle proprie ombre, la nazione-Titanic vara il suo decennio più patinato, gli Ottanta.
Sulla scia, sballottati dalla Storia che nei decenni successivi stravolgerà il mondo — 1981-2006: la caduta del Muro, Tangentopoli, l’Iraq — galleggiano i personaggi di questo romanzo. Paola C., in fuga da un indicibile dramma, attraversa il tetro sottobosco tossico di Berlino e la scena psichedelica di Amsterdam. Monica B. vive la parabola ben poco spirituale della buona borghesia milanese. Giuseppe Genna dalla claustrofobia del suo alloggio abusivo tiene a bada gli spettri della sua famiglia e quello di Alfredino, che lo condurranno alla scoperta di un mistero inafferrabile. E usando un congegno per l’intercettazione della voce dei morti, scrive un libro segreto che profetizza le sorti della specie umana, fino all’estinzione del pianeta.
Romanzo epico che conta quasi 800 pagine, proiettato su un teatro umano vastissimo, Dies Irae si candida a ricoprire in Italia il ruolo di Underworld di DeLillo. È l’affresco vivo, ironico, disperato di venticinque anni di storia collettiva e individuale. Di personaggi che si aggirano appena fuori dalla storia o dietro le sue quinte, di generazioni che hanno rotto il patto che le lega e cercano disperatamente di restaurarlo. Un romanzo storico, borghese, sottoproletario, horror, metafisico. Che muove guerra alle certezze della storia e della mente, e non fa prigionieri.







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