Ciao sono vertigine
Vedi il mio profilo


Co-autori

Ciao sono manduria

Aprile 2006

DLMM GVS
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Aprile 2006

segnalo

di vertigine (27/04/2006 - 10:27)

L’omaggio di Astremo a Kerouac, “il violentatore della prosa"

Va direttamente alla fonte, il poeta Rossano Astremo, con “Jack Kerouac. Il violentatore della prosa”. Studio e atto d’amore nei confronti di uno dei padri della beat generation, uscito per I libri di Icaro. “Questo libro mi libera da un’ossessione coltivata sin dall’adolescenza per la scrittura kerouacchiana”. Che è diventata la sua tesi di laurea, lavoro dal quale parte questa pubblicazione che comprende una godibilissima biobibliografia in tre parti (vita, aspetti teorici e libri più appendice) dello scrittore di Lowell nel Massachussets. Attorno a questo “Pollock della narrativa americana” i celeberrimi ispirati amici che rispondono al nome di William Burroughs, Allen Ginsberg, Neal Cassady.

La Repubblica / Bari, 27 aprile 2006

Tag: ,

Vota questo post

incontri

di vertigine (27/04/2006 - 10:12)

PRESìDIO DEL LIBRO DI PALAZZO SAN GERVASIO

Le colonne sonore di un libro. Ascoltare con gli occhi

Aprile – Dicembre 2006

Biblioteca Comunale “Joseph & Mary Agostine Memorial library”

Via Vico Veglie - Palazzo San Gervasio (Pz)

27 Aprile 2006

ore 19.00

Massimo Cotto

presenta “Di acqua e di respiro”

libro intervista a Ivano Fossati

Giovedì 27 aprile prossimo alle ore 19.00 presso la Biblioteca Comunale “Joseph & Mary Agostine Memorial library” a Palazzo San Gervasio (Pz) si apre il progetto del Presìdio del lirbo di Palazzo San Gervasio Le colonne sonore di un libro. Ascoltare con gli occhi con Massimo Cotto autore de “Di acqua e di respiro” (Arcana edizioni) che discuterà del libro intervista a Ivano Fossati con il giornalista e critico musicale Alceste Ayroldi accompagnati dal duo Icaro di Roberto Ottaviano (sassofono e chitarra). La manifestazione verrà inaugurata dal Sindaco Antonio Amendola e dal Presidente dell’Istituzione Silvana Cimarosa.A partire da aprile fino a dicembre il presìdio del libro di Palazzo San Gervasio animerà incontri nell’ambito di un’iniziativa promossa dal Comune di Palazzo San Gervasio in collaborazione con l’Associazione Presìdi del libro (associazione no-profit che si propone di promuovere la lettura attraverso progetti tematici promossi da gruppi di lettori spontanei e di aggregare gli stessi in una “società civile” che sappia attirare l’attenzione di tutti – a partire dalle istituzioni – sull’importanza della lettura per la crescita civile, sociale ed economica dell’Italia.) che coinvolgerà lettori di tutte le fasce di età con l’interesse comune alla lettura e non solo… Il sottotitolo Ascoltare con gli occhi spiega la connessione linguistica tra il leggere un libro e immaginare la colonna sonora che fa da sfondo, proprio come un regista sceglie la voce musicale del suo film. L’idea da sviluppare è quella di presentare al pubblico una concezione "sonora" delle parole scritte, e quindi dei libri e della letteratura. Sono numerosi in Italia gli autori i cui testi hanno una vocazione musicale. Primo ospite di questa prestigiosa iniziativa, che vedrà protagonisti scrittori delle più importanti case editrici e valenti musicisti, è Massimo Cotto: musicologo, collaboratore delle riviste Max e Capital, voce illustre di Radio RAI, è autore delle biografie autorizzate di Guccini, Pelù, Ruggeri e Nomadi. Presentatore ufficiale di numerosi festival internazionali di musica, ha scritto la pièce teatrale dedicata a Janis Joplin “Cry Baby – L’ultima notte di Janis Joplin” nonchè autore del libro intervista a Ivano Fossati “Di acqua e di respiro” (Arcana edizioni). Il programma “Le colonne sonore di un libro” è diviso in due parti: la prima da aprile a giugno, la seconda da settembre a dicembre. Ogni appuntamento sarà preceduto da un seminario sull’educazione all’ascolto e alla lettura tenuto da musicisti che dedicheranno lezioni sulla musica classica, contemporanea e jazzistica.

 

Tag: ,

Vota questo post

il sottoscritto

di vertigine (26/04/2006 - 16:47)

 

 
 

In questo periodo sarò un po' in giro a presentare il mio libro su Jack Kerouac, aspettando l'uscita del numero gigantesco di Vertigine (244 pagine) che sarà fisicamente tangibile a metà maggio. Due date certe, il 4 maggio a Castellana Grotte e il 16 giugno a Palazzo San Gervasio all'interno di questa manifestazione che comincia domani. E poi altre cose in via di definizione che compariranno man mano su questo blog.

Tag: ,

Vota questo post

intervista

di vertigine (25/04/2006 - 18:30)

 

Gli alieni secondo Tommaso Pincio

di Rossano Astremo

Come mai gli extraterrestri hanno impiegato secoli e secoli per entrare compiutamente nel nostro immaginario quotidiano? È soltanto un caso che gli alieni siano giunti fra noi all'indomani della seconda guerra mondiale? E che dire della loro spiccata predilezione per gli Stati Uniti? A tutte queste ed ad altre domande risponde Tommaso Pincio in “Gli alieni” (Fazi, euro 16), suo ultimo e recente lavoro, pubblicato ad un anno di distanza dal lisergico romanzo “La ragazza che non era lei”.Chi conosce le tue opere narrative prima o poi avrebbe dovuto aspettarsi questo libro sugli alieni. I tuoi romanzi giocano molto spesso con questa relazione con l’ “oltreumano”. Quando è iniziata questa tua “passione” per gli alieni? Hai qualche aneddoto in proposito?
È andata più o meno come racconto in “Un amore dell'altro mondo”: da bambino pensavo di essere un piccolo alieno che per qualche ragione era stato punito e costretto a vivere sulla Terra in una famiglia che non era la sua. Speravo che un giorno o l'altro i miei veri genitori mi venissero a riprendere con un disco volante. Non è mai accaduto. Col tempo ho cercato di farmene una ragione, ma non è che abbia perso del tutto la speranza. Disfarsi dei
fantasmi dell’infanzia è impossibile.
Quanti film, serie televisive e libri hai ingurgitato sul tema degli extraterrestri?
Moltissimi film e tante serie televisive. Quanto ai libri, relativamente pochi. La saggista sull’argomento è spesso noiosa e inconcludente. Non di rado rasenta anche il ridicolo. Del resto, non potrebbe essere altrimenti. La ragione per cui l’ufologia non viene considerata una scienza è l’impossibilità di un accesso diretto al suo oggetto di studio. Gli alieni sono elusivi per natura. Ci provocano con fugaci apparizioni ma alla resa dei conti puntualmente si ritraggono, quasi pretendessero un nostro atto di fede. Vogliono che crediamo in loro alla stessa maniera in cui si crede alla favole o in Babbo Natale. La loro dimensione ideale è il mito, non la realtà in cui pretendiamo di vivere. Per questo le riflessioni più serie e
credibili sugli extraterrestri vanno cercate nel cinema di fantascienza.
Perché non dedicarti al tuo quinto romanzo? Per liberarti da un’ossessione personale? Per cercare di chiarire alcuni punti oscuri sulla questione degli alieni che sono sconosciuti a gran parte del pubblico o per altre ragioni?
Il libro sugli alieni è nato quasi per caso. Mi si è presentata l’occasione e l’ho colta al volo in quanto volevo evitare di immergermi subito in un nuovo romanzo. Ti sembrerà incredibile ma le storie che racconto le vivo mentre le scrivo e “La ragazza che non era lei” è stata un’esperienza difficile da vivere.
è da poco consultabile in Rete ALIENS DON'T SUCK!, un periodico di integrazione non violenta degli extraterrestri da te curato (www.webalice.it/tommasopincio). Che tipo di spazio sarà?
Uno spazio anarchico con regole precise. Una di queste è di non usare il web alla stregua di un contenitore dove accumulare materiali a tempo indeterminato. Ogni due settimane i contenuti verranno cambiati senza dare ai visitatori la possibilità di accedere ai numeri precedenti. L’accesso limitato è la principale direttiva imposta dagli alieni al fine di giungere a un’integrazione pacifica con noi terrestri.
A proposito del prossimo romanzo, è già in cantiere qualcosa?
Ha un titolo provvisorio: “Apocalypse Rome”. Dal che ognuno potrà evincere che sarà ambientato nella città in cui sono nato. Ovviamente, trattandosi di un mio romanzo sarà una Roma alquanto devastata dalla mia immaginazione. Il cantiere è già aperto ma contemporaneamente sto lavorando ad un altro libro che andrà in stampa prima del romanzo e sul quale preferisco mantenere il riserbo.
Per concludere questa nostra chiacchierata?
Soltanto il monito il finale: gli alieni esistono ma forse è meglio se non ci crediamo.


Vota questo post

intervista

di vertigine (25/04/2006 - 11:20)

Zandegù, casa editrice con tanta voglia di crescere

di Rossano Astremo

Per partire, un po’ di retorica non guasta: in un Paese come l’Italia in cui i lettori sono putride mosche bianche e l’editoria è nelle mani di pochi potenti che bavosi arraffano tutto, che senso ha dare vita ad una nuova casa editrice? Lo abbiamo chiesto a Marianna Martino, ventiduenne di Torino, a capo della casa editrice Zandegù, piccola realtà editoriale che ha tanta voglia di crescere.
Allora Marianna, come è nata l’idea di aprire una casa editrice?
L’idea nasce dopo che ho finito il master Holden. Che fare? Non è che proprio i lavori da scrittore piovano dal cielo, tanto meno sei hai solo 20 anni e esperienza zero. E poi, a dirla tutta, a me di scrivere non mi andava per niente, perché durante il master avevo scoperto una grande passione per l’editing e la revisione dei testi altrui. Così, un giorno, mio papà mi ha detto perché non apri una casa editrice? E io ho pensato, perché no? Sarà difficile, ma sai che divertimento e che soddisfazione? All’inizio ero spaventatissima, non sapevo cosa fare, da dove cominciare. Allora ho frequentato dei corsi di editoria, ho studiato libri, ho chiesto consigli ad altri editori e alla fine ero sempre più convinta e mi sono messa a cercare i testi da pubblicare. È stato complesso e spesso avevo momenti di smarrimento, ma grazie all'appoggio dei miei genitori e del mio ragazzo ce l'ho fatta e ho tenuto duro. Però non sono completamente sola. Con me, collaborano Antonio, il grafico, e Marco, che si occupa dei contratti.
Qual è la linea editoriale della casa editrice?
Zandegù pubblica racconti e romanzi italiani surreali. Cioè storie che esaltino l'aspetto buffo e assurdo della vita di tutti i giorni. Racconti rocamboleschi del quotidiano. Ma anche favole moderne, con aspetti tipicamente fantastici. Insomma, pubblico tutto ciò che è molto divertente, originale e fuori dal coro.
Un accenno ai primi due titoli usciti?
I libri usciti per primi, a marzo 2006, sono due raccolte di racconti, “Hollywood Party”, antologia di giovani autori, e “Cosa faccio quando vengo scaricato” di Simone Marcuzzi. La prima è una raccolta di nove racconti ispirati ad altrettanti film famosi americani dagli anni 50 ad oggi (da La donna che visse due volte a Million dollar baby). I racconti sono intervallati da tre "pareri dell'esperto", scritti da Marco Ponti, Steve Della Casa e Bruno Fornara.La seconda uscita è una raccolta di storie d'amore tipicamente maschili, cattive, sboccate, audaci, divertentissimamente feroci.
I prossimi libri?
A breve, metà maggio, esce il primo romanzo “I sassi vanno matti per le sasse” di Roberto Tossani, una storia di sassi che contengono misteriosi ricordi al loro interno, di un uomo che li sa leggere, ma ha un brutto rapporto con le donne. E un rapporto migliore coi palloncini colorati.Tra settembre e novembre usciranno altri tre romanzi e un'altra raccolta.
Scrittori preferiti?
Gli autori che più amo sono Amelie Nothomb, Yehoshua, Saramago, Bradbury, Ammaniti, Nori. E poi il mitico Lansdale. Irraggiungibile!
Quali le speranze e le paure? La strada che hai intrapreso è impervia, no?
La mia speranza è di diventare un marchio che sia sinonimo di qualità, bei libri, scritti bene, storie interessanti e tematiche mica da ridere. Però ridendo! Cioè grandi pensieri detti senza annoiare il lettore con tanti giri di parole. La mia paura più grande è di deludere gli autori che si sono affidati a me e che con me si sono lanciati in questa epica avventura. E spero proprio di non deluderli mai.
I primi riscontri di critica e pubblico?
Per il momento mi sembra che ci sia un buon interesse. Piccolo ma positivo. Quindi, non mi resta che lavorare sodo perché il riscontro aumenti!
Qualcosa da aggiungere?
L'indirizzo del mio sito www.zandegu.it e quello del mio blog www.zandegu.splinder.com, dove racconto le mie vicissitudini da editore.

intervista uscita su www.booksblog.it

Tag: ,

Vota questo post

25 aprile

di vertigine (24/04/2006 - 11:12)

Di resistenze - possesso carnale -

ludiche sequenze che danno morte,

tempo che corre, bolla che sgonfia,

ancorati al sangue di chi è cenere.

Di resistenze – vampe infernali –

spari su spari che danno terrore,

spazio che esplode, mente che gode,

sperduti come mine di dolore.

Di resistenze – motivo che erode –

suoni efferati che tagliano polsi,

guerra è schifo, guerra è merda,

retorica, pasticca sottolingua.

Di resistenze – memoria labile –

versi strozzati che stanno appesi,

il sole brucia sull’asfalto tremante,

spirati, siamo privi di pensiero.

 

r.a.

Tag: ,

Vota questo post

recensione

di vertigine (21/04/2006 - 17:39)

Pubblicato da Palomar il romanzo d’esordio di Giovanni Di Iacovo

 

“Sushi Bar Sarajevo”, la morte in diretta televisiva

 

di Rossano Astremo

 Davvero degno di nota il lavoro che sta svolgendo Michele Trecca come curatore di “Cromosoma Y”, collana di “narrativa, versi e sconfinamenti” edita dalla casa editrice barese Palomar che nell’ultimo anno ha sfornato tre romanzi di ottimo livello, “Sahara Consilina” di Vincenzo Corraro, “Ho sognato che qualcuno mi amava” di Maurizio Cotrona, e il recente romanzo d’esordio “Sushi Bar Sarajevo” del pescarese Giovanni Di Iacovo. Nella seconda di copertina del romanzo di Di Iacovo firmata da Valerio Evangelisti, maestro della letteratura di genere,  si legge: “Il romanzo è scritto alla perfezione e, nonostante la struttura articolata e il gran numero di intriganti personaggi, contiene persino una notevole suspanse. Come se McLuhan e Marcuse si fossero alleati a Philip K. Dick e a Robert Sheckley, rendendo avvincete e fantasmagorica la propria saggistica. Insomma, difficile concepire un esordio più brillante”. Quale la trama di questo complicato romanzo? Le vicende si articolano in un arco temporale che dalla guerra di Bosnia si sviluppa oltre il presente, fino ad un futuro prossimo in cui l’Europa ha subito pericolosi mutamenti geopolitici. Trent’anni, dal 1995 al 2025, in cui lo scontro di civiltà da molti paventato si trasforma in una lotta frontale tra le Democrazie Centrali e Unione Islamica Internazionale. All’interno di questo contesto futuribile e apocalittico che, si spera, non sia per nulla profetico, il filo conduttore è rappresentato dalle esistenze di tre fratelli, Tomislav, Vlad e Maja, che in una terribile notte, durante l’assedio di Sarajevo, si perdono, e i cui destini si intrecciano con quello di una ricca signora ossessionata dal sogno che legò Guglielmo Marconi a Gabriele D’Annunzio. Le pagine più belle del libro, piene di cinismo e ironia, sono quelle che si svolgono all’interno di un grande talk show globale, condotto da Max Magenta, presentatore estroso e torbido, pronto a tutto pur di fare audience, sino all’ottenimento dell’evento massimale, quello che più d’ogni altro fa salire l’indice dello share, quello della morte in diretta. Un romanzo che, celandosi dietro la costruzione tipica della “fantascienza sociologica”, si sofferma su molte delle deformazioni del nostro presente, dominato dalla spettacolarizzazione ad ogni costo, dal tutto è lecito purché si alzi l’indice d’ascolto.

 

Tag: ,

Vota questo post

incipit 3

di vertigine (21/04/2006 - 12:01)

Edwin Abbott Abbott


Flatlandia


Chiamo il nostro mondo Flatlandia, non perché sia così che lo chiamiamo noi, ma per renderne più chiara la natura a Voi, o Lettori beati, che avete la fortuna di abitare nello Spazio.
Immaginate un vasto foglio di carta su cui delle Linee Rette, dei Triangoli, dei Quadrati, dei Pentagoni, degli Esagoni e altre Figure geometriche, invece di restar ferme al lor posto, si muovano qua e là, liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersi sollevare e senza potervisi immergere, come delle ombre, insomma - consistenti, però, e dai contorni luminosi. Così facendo avrete un'idea abbastanza corretta del mio paese e dei miei compatrioti. Ahimè, ancora qualche anno fa avrei detto: "del mio universo", ma ora la mia mente si è aperta a una più alta visione delle cose.

Tag: ,

Vota questo post

incipit 2

di vertigine (21/04/2006 - 11:53)

Jonathan Franzen

Le correzioni


Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell'aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffiche su raffiche di entropia. Alberi irrequieti, temperature in diminuzione, l'intera religione settentrionale delle cose era giunta al termine. Neanche un bambino nei giardini. Ombre e luce sulle zoysie ingiallite. Querce rosse e querce di palude e querce bicolori riversavano una pioggia di ghiande sulle case senza ipoteca. Le controfinestre rabbrividivano nelle stanze da letto vuote. E poi il ronzio monotono e singhiozzante di un'asciugabiancheria, la contesa nasale di un soffiatore da giardino, il maturare di mele nostrane in un sacchetto di carta, l'odore della benzina con cui Alfred Lambert aveva ripulito il pennello dopo la verniciatura mattutina del divanetto di vimini.
Le tre del pomeriggio erano un'ora pericolosa nei sobborghi gerontocratici di St. Jude. Alfred si era svegliato nella grande poltrona blu in cui di era addormentato dopo il pranzo. Aveva finito il suo pisolino e il prossimo notiziario locale iniziava soltanto alle cinque. Due ore vuote erano una fistola che generava infezioni. Si alzò a fatica, raggiunse il tavolo da ping pong e si mise in ascolto di Enid, ma non la sentì.

Tag: ,

Vota questo post

incipit

di vertigine (21/04/2006 - 11:50)

Irvine Welsh

Il Lercio


Stamattina mi sono svegliato. Mi son svegliato già dentro al lavoro.
Il lavoro. Ti ha in pugno. È tutto intorno a te, come una gelatina permanente che ti circonda, ti assorbe. E quando ci sei dentro, guardi la vita attraverso una lente deformante. Massì, certe volte ti prendi i tuoi angoli di relativa libertà dove puoi ritirarti, quegli spazi leggeri e delicati dove le cose nuove e diverse, cose migliori, possono sembrarti possibili.
Dopo finisce. All'improvviso vedi che gli angoli non ci sono più. Diventavano sempre più piccoli, e lo sapevi. Sapevi che un giorno o l'altro avresti dovuto metterti a far qualcosa per rimediare. Quando è successo? Te ne sei reso conto dopo. Non importa alla fine se c'è voluto poco o molto: due anni, o tre, o cinque, o dieci. Gli angoli son diventati sempre più piccoli finché hanno cessato di esistere, e tutto quello che è restato è il residuo. Vale a dire i giochini.

Tag: ,

Vota questo post