recensione
JACK KEROUAC MITO DEL '900
di Antonella Gaeta

Jack Kerouac si piega (lontano mille miglia dal momento) su una vecchia radio e la capta. La fotografia scelta per la copertina contiene molto del senso dello scrittore e, come si schernivano un tempo gli anziani, ne cattura l'anima. Dell'essenza della scrittura, invece, si occupa il poeta Rossano Astremo nel suo libro "Jack Kerouac - il violentatore della prosa", pubblicato per i Libri di Icaro. Biografia letteraria in quattro parti e due appendici che con stile agile e piacevole conduce l'aspirante lettore nella parabola kerouacchiana e della beat generation, da Allen Ginsberg a William Burroughs. Come Astremo stesso spiega: "Ho voluto costruire una bussola per quanti Kerouac devono ancora leggerlo. Complice probabilmente la mitizzazione compiuta da Fernanda Pivano, molti lo citano ma pochi lo hanno letto. O hanno letto solo On the road negli anni giovanili". Ma Kerouac, secondo Astremo, è soprattutto I sotterranei che, meglio dell'altro, contiene e utilizza la prosodia be bop che lo scrittore di Lowell nel Massachussets assume come regola principale di scrittura. "Soffia forte quanto vuoi", invita nell'indicare i trenta punti teorici dello scrivere bop e questo è dovuto, come si ricorda, "alla passione smisurata e viscerale di tutti gli esponenti della beat generation, e in particolare di Kerouac, per il jazz nero e per la sua variante sperimentale e moderna del be bop". Il testo di Astremo deriva dalla sua tesi di laurea, riveduta e alleggerita di accademismi tanto che si spera sia utilizzata presto nelle scuole. A volere la pubblicazione è stata la libreria Icaro di Lecce di Francesco Fiorentino "a immagine della City Lights Book di Lawrence Ferlinghetti", la stessa mitica libreria che favorì la pubblicazione degli autori della beat generation. "Jack Kerouac-il violentatore della prosa" sarà presentato dal suo autore stasera alle 19 nella biblioteca "Joseph & Mary Agostine Memorial library" a Palazzo San Gervasio per la rassegna dei Presìdi del libro "Le colonne sonore di un libro. Ascoltare con gli occhi". A conversare con lui il critico Alceste Ayroldi e ad accompagnarli il duo Electromovies.
La Repubblica, Bari_16 giugno 2006






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