ci sono dentro
L’idea di un poema collettivo, di per sé, è dissonante dalle idee cui ci abitua la collaborazione in rete, già è difficile scrivere un articolo, elaborare un progetto comune, difficile o semplice che sia, figuriamoci un poema. Partire con un presupposto del genere potrebbe significare essere destinati ad un rapido arenamento, il rischio è di finire in una secca facile, credere di possedere l’equipaggio adatto e accorgersi di non disporre di un’imbarcazione adeguata ad affrontare tempeste e tempi avversi. Poi ci capita di scoprire, in certi documentari notturni, che egiziani e fenici solcavano l’Oceano Atlantico su imbarcazioni mosse dal vento, costruite con giunchi, canne, fibre, papiri. Immaginare che lo stesso materiale con il quale è stata resa più facile la prima diffusione della scrittura individuale sia anche il materiale che facilitava la navigazione rende una delle idee centrali e implicite nel “Canto Blues alla Deriva”: partire da un’idea semplice, leggera, per costruire qualcosa di composito. Andare alla deriva, come nel discorrere lento di chi parla, ma come fanno i marinai a passare le giornate, e la razza di quelli che restano a terra, quelli che tessono reti? Il “Canto Blues alla Deriva” è stata una jam session di poesia on-line che ha coinvolto dodoci scrittori, da marzo all’ottobre del 2005, su Musicaos.it.
Il punto di partenza è stato il frammento di Francesco Sasso, lettore critico, attento, umorale di tutto il materiale che si è susseguito. L’idea di una jam session di poesia, dove una voce prosegue ciò che la voce precedente ha scritto, replica del procedimento dei cantastorie, dei cunti popolari, dove su un ritmo si improvvisano strofe differenti, un quadrumano gorilla digitale. Un ritmo in levare, quello del Canto Blues alla Deriva, che è riuscito a distendersi nel tempo che chiede la poesia, quello del silenzio e dell’attesa. Il Canto Blues alla Deriva si è sedimentato in quattro fasi, una iniziale, preparatoria, dove io e Francesco abbiamo discusso confrontandoci sul ‘come’, tecnico-pratico e poetico, sulla dinamica da scegliere, sull’accordatura degli strumenti, almeno di due degli autori coinvolti. Dopodiché si sono succedute due fasi (marzo-luglio, settembre-novembre 2005) di stesura e completamento. Dall'inizio della prima stesura del Canto Blues alla Deriva e per tutta la durata della scrittura, fino a settembre, è stata disponibile online la pagina per l'inserimento dei frammenti, che era libero e aperto a tutti, purché venisse rispettato l'impegno di leggere ciò che gli altri avevano scritto prima di proseguire. L’ultima sezione è stata scritta invitando gli autori a partecipare con il loro ‘ultimo’ frammento. La chiusura del “Canto Blues alla Deriva” è stata scritta da Irene Leo, giovane autrice esordiente. Buon ascolto.
dalla nota al testo di Luciano Pagano
Canto Blues alla Deriva
con una nota introduttiva di Vittorino Curci
a cura di Francesco Sasso e Luciano Pagano
ISBN 88-497-0391-0 - Prezzo: euro 5,00 - Pagine: 80 - Besa Editrice
in libreria dall'autunno 2006
con testi di (Francesco Sasso, Luciano Pagano, Vito Antonio Conte, Irene Leo, Gioia Perrone, Matteo Chiarello, Stefano Donno, Rossano Astremo, Davide D'Elia, Angelo Ciciriello, Tiziano Serra, Paolo Simoncini)
fabula orphica
testo di Giuseppe Genna. Rappresentazione danzata e musicata per due voci recitanti
[ARVO PÄRT: segmento iniziale da ‘Annum per Annum’ in Spiegel im Spiegel]
[Voce 1] Apriamo il Libro Inesistente, il Libro Mai Scritto, scritto Sempre. Scritto nel tempo che non è il nostro, di noi umani, la specie delle effimere strette nel corpo, che con mani incerte scava la terra e si procura tane. E il cuore si stringe e si dilata e la nostra legge è la fine. Il Libro Senza Parole che solleva dal sisma del dolore, seguìto dal piacere seguìto dal dolore seguìto dal...Il Libro della Potenza che sei Tu. Che è Io. Che ha un nome come altri e non lascia tracce sulla terra ottenebrata. Áncora sulla terra, fecondissima di dolore e gioia, la forza stabile, la non dicibile, la via di mezzo che percorri senza sapere e poi sai. Sàlvati.Il suo nome è Orfeo, il suo esito sei Tu.
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