una poesia

Ecco lo spazio che brucia ogni matrice:
assordante rumore di tv esplosa,
roccia assente, glaucoma di tempeste,
vita spalmata con grasso su catrame.
Non è sabbia a bruciare, non è occhio
contro occhio, non è caduta d’innocente.
Sintomi su sintomi, sintomi su sintomi,
malata è la tua carne, in decomposizione,
assisti allo sviare del linguaggio,
sintomi su sintomi, eterni, non cogli,
eterni, incolpevoli, sintomi su sintomi,
amami ora, amami ora, o mai più,
qui tutto scade, il sudore imperla
l’orlo di camicie scarnificate, elettriche,
amami ora, amami ora, io sogno
la tua pelle, ogni notte, da notti
che s’insinuano su altre notti,
un circuito in continua deviazione,
pelle smembrata la mia, eiaculo per
non sparire, sintomi su sintomi,
le tue unghie splendono, rosso smeraldo,
amami ora, amami ora, refrain senza sosta,
qui è la follia a domare lo sconcerto,
incluso in schermi tantrici, m’abbandono,
crollo come corpo morto crolla,
il fiato si sfiata, aiuto, l’eterno dove.
Dove.
r.a.
teoria
La nuova poesia in Italia?
ouverture sulla differenziazione
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di Christian Sinicco
L’urgenza di fornire una prospettiva dalla quale discutere la poesia dei nati a partire dagli anni ’70 nasce dalla proliferazione di antologie che, cavalcando l’ottica generazionale ed evidenziando scarsa volontà di introdurre nozioni critiche innovative, pur costruendo passo dopo passo una panoramica, perdono di vista i fatti.
Innanzitutto da cinquanta anni l’estetica pone all’attenzione della critica nuovi elementi per spiegare il processo di formazione dell’opera; molti critici non hanno capito che è l’estetica, in quanto analisi della creatività non inserita nei piani degli uomini che in un certo momento sistemano, ad essere normativa. La critica che fonda se stessa nella citazione, la critica sulle critiche di altri critici, senza impianti propri, e nuovi, è la perversione di un apparato ormai smunto, il cui tentativo si riduce a giustificare debolmente le scelte sui contemporanei, e lo fa attraverso linee i cui fondamenti non sono falsificabili, poiché spesso non ci sono: il metodo di analisi non viene approfondito, svelato, e i “dati” della ricerca non vengono forniti (i libri, gli articoli, le recensioni, lette al fine di quella particolare selezione di autori).
A partire dalle antologie, questo emergere di poeti si presenta come la parte emersa di un “iceberg”: realtà vasta è la poesia espressione di un fare che effonde tra le nuove generazioni e che ha nell’intimismo un suo radicamento - sulle antologie, questo “iceberg”, in diversi casi, lo si vuole dimostrare esclusivamente attraverso una scrittura minimalista, ma i risultati non sono eclatanti a livello di emozioni o stati d’animo forniti al fruitore, aspetto che viene invece messo in risalto da chi opera non sottovalutando gli effetti dell’oralità.
Gli autori di questa generazione che si sono messi in luce, noti all’accademia o agli addetti ai lavori, in generale prendono le distanze dall’intimismo, lo oltrepassano conoscendone i limiti - ci sono comunque autori interessanti anche su questo versante l’obiettivo è attenderli su altri terreni, più consci, di formazione dell’opera.
Che si tratti di una ricerca sul linguaggio, o che l’autore si sforzi di fornire maggiori strumenti di intrusione in quella che deve essere la scrittura del testo (dai rimandi intratestuali all’ipertesto, dalla mimesi alla finzione, dal cercare di rendere l’oralità attraverso una trascrizione alla leggibilità per mezzo di una narrazione), la disamina del mondo contemporaneo per mezzo di una prospettiva “storica” o “ideologica” è ai margini, bisogna scavare a fondo per trovarla: i temi della contemporaneità derivati da analisi politiche, sociologiche o antropologiche, non sono veicoli privilegiati del testo.
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