una poesia

Cauterizzami le ferite,
piccola piega insinuatasi dentro,
magma dello strazio ventricolare,
ambigua aritmia da mare verticale,
bambola in una casa da bambola.
Inondami le arterie di fiamme,
pur se controluce, affogami di fuoco,
ancora e poi ancora, verso inutile
(Lo schermo ci mostra filmati
sanguisuga, stratificazioni di suoni
e colori, immagini che catturano,
occhi visti dall’occhio centrale,
massacro dell’autonomo pensiero).
Elimina il peso dei tuoi giorni
instabili: io e te puro deserto.
r.a.
il ritorno del geniaccio
David Foster Wallace
Considera l'aragosta
L'inizio del saggio Considera l'aragosta
Il Festival dell'aragosta del Maine, immenso, pungente ed estremamente ben pubblicizzato, si tiene ogni anno a fine luglio nella regione costiera centrale dello Stato, ovvero il lato occidentale di Penobscot Bay, cuore dell'industria dell'aragosta del Maine. La regione va da Owl's Head e Thomaston a sud fino a Belfast a nord (in realtà, è possibile che arrivi su fino a Bucksport, ma non siamo mai riusciti ad andare più a nord di Belfast sulla Route 1, dove il traffico d'estate è, come potrete immaginare, inimmaginabile). Le due principali comunità della zona sono Camden, con i suoi ricchi di antica data, il porticciolo pieno di yacht, i ristoranti a cinque stelle e i B&B fenomenali, e Rockland, un vecchio, autentico villaggio di pescatori che ogni estate ospita il Festival nello storico Harbor Park, proprio sull'acqua.
Le due principali industrie della regione sono il turismo e le aragoste, entrambe attività legate alla calda stagione, e il Festival dell'aragosta del Maine rappresenta, più che un incrocio fra le due, una deliberata collisione, gioiosa, lucrativa e chiassosa. L'argomento assegnatomi per questo articolo di «Gourmet» è il 56esimo Fam annuale, 30 luglio-3 agosto 2003, il cui tema ufficiale quest'anno era Fari, risate e aragoste. L'affluenza totale ha superato le centomila persone, in parte grazie a uno spot della Cnn trasmesso a giugno in tutta la nazione nel quale un'editor anziana della rivista «Food & Wine» proclamava il Fam una delle migliori feste a tema gastronomico del mondo. Punti salienti dell'edizione 2003: concerti di Lee Ann Womack e degli Orleans, concorso di bellezza annuale Dea marina del Maine, grande parata di sabato, corsa sulle casse in memoria di William G. Atwood di domenica, gara di cucina amatoriale annuale, giostre e attrazioni da luna park e stand di roba da mangiare, oltre al tendone ristorante del Fam, dove vengono consumati qualcosa come più di undicimila chili di aragosta del Maine appena pescata, cotti nella Pentola per aragoste più grande del mondo vicino all'ingresso nord della fiera. Vengono serviti anche panini all'aragosta, involtini di aragosta, sauté di aragosta, insalata di aragosta, vellutata di aragosta, ravioli all'aragosta e fagottini fritti all'aragosta. L'aragosta gratinata si può trovare in un ristorante chiamato Black Pearl sul molo nordoccidentale di Harbor Park. Un grosso stand di legno di pino patrocinato dal Consiglio per la promozione dell'aragosta del Maine offre opuscoli gratuiti con ricette, consigli e curiosità. Il vincitore della gara di cucina amatoriale di venerdì prepara ramequin di aragosta allo zafferano, la cui ricetta è ora disponibile per il pubblico download sul sito www.mainelobsterfestival.com. Ci sono magliette con l'aragosta e statuine caricaturali a forma di aragosta e aragoste gonfiabili con cui giocare in piscina e cappelli a forma di aragosta con grosse chele scarlatte che ballonzolano su molle. Il vostro corrispondente incaricato ha visto tutto, accompagnato da un'amica e dai genitori di entrambi - un genitore dei quali a dire il vero è nato e cresciuto nel Maine, seppure nell'entroterra, all'estremità settentrionale dello Stato, che è la terra delle patate e un altro pianeta rispetto alla costa turistica.
Nella pratica, sappiamo tutti cos'è un'aragosta. Come al solito, però, c'è molto di più da sapere di quanto possa interessare alla maggior parte di noi - è solo una questione di quali sono i nostri interessi. Dal punto di vista tassonomico, un'aragosta atlantica è un crostaceo marino della famiglia Homaridae, caratterizzato da cinque paia di zampe articolate, di cui il primo termina con due grosse chele pinzute usate per sottomettere la preda. Come molte altre specie di carnivori bentonici, le aragoste sono sia cacciatrici che spazzine. Hanno gli occhi posti alla sommità di peduncoli, le branchie sulle zampe, e le antenne. Ne esistono circa una dozzina di tipi diversi al mondo, fra i quali la specie che ci interessa qui è l'aragosta del Maine, Homarus Americanus. Il nome inglese, lobster, viene dall'antico inglese loppestre, che si pensa essere una forma corrotta della parola latina per «locusta» combinata con loppe dell'antico inglese, che significava «ragno».
Inoltre, un crostaceo è un artropode acquatico della classe Crustacea, che comprende granchi, gamberi, cirripedi, aragoste e gamberi d'acqua dolce. È tutto scritto qui, nell'enciclopedia. E gli artropodi sono membri del phylum Arthropoda, phylum che conta insetti, ragni, crostacei e centopiedi/millepiedi, la cui principale caratteristica comune, a parte l'assenza di un sistema spino-cerebrale centrale, è un esoscheletro chitinoso composto di segmenti, da cui si articolano coppie di appendici.
Le aragoste sono in sostanza enormi insetti marini. Come la maggior parte degli artropodi, risalgono al Giurassico, biologicamente tanto più vecchie dei mammiferi che potrebbero benissimo venire da un altro pianeta. Inoltre sono - soprattutto nel loro stato naturale marrone-verde, con le chele brandite come armi e le grosse antenne alzate a mo' di frusta - piuttosto bruttine da vedere. Ed è vero che sono i netturbini del mare, divoratrici di cose morte, anche se mangiano pure molluschi vivi, certi tipi di pesci feriti, e a volte si mangiano fra di loro.
Di per sé però hanno un buon sapore. O almeno così pensiamo adesso. Fino a un momento imprecisato dell'Ottocento, tuttavia, l'aragosta era cibo per i ceti bassi, consumato solo dai poveri e dagli internati. Persino nel duro ambiente penale dell'America degli albori alcune colonie avevano leggi che vietavano di dare aragosta ai detenuti più di una volta a settimana perché veniva considerato crudele e anomalo, come costringere la gente a cibarsi di topi. Uno dei motivi di questo umile status era la loro copiosità nel vecchio New England. "Un'abbondanza incredibile", così descrive la situazione una delle fonti, includendo racconti dei pellegrini di Plymouth che si immergevano in acqua e ne catturavano quante ne volevano a mani nude, e della costa di Boston disseminata di aragoste dopo le mareggiate, nel qual caso venivano trattate come una puzzolente seccatura e tritate per essere usate come fertilizzante. C'è anche da dire che l'aragosta premoderna veniva cucinata morta e conservata, di solito sotto sale o in contenitori ermetici rudimentali. La primissima industria dell'aragosta del Maine si concentrava attorno a una dozzina di questi conservifici costieri negli anni Quaranta dell'Ottocento, e da lì le aragoste venivano poi spedite fino in California, dove erano richieste solo perché costavano poco ed erano molto proteiche, in pratica un carburante masticabile.
Adesso, naturalmente, l'aragosta è chic, una prelibatezza, solo di uno o due gradini sotto il caviale. La polpa è più nutriente e sostanziosa di quella della maggior parte dei pesci, il sapore più delicato rispetto al gusto selvatico di cozze e molluschi. Nell'immaginario popolar-gastronomico statunitense, l'aragosta è ormai l'equivalente marino della bistecca, con cui è spesso appaiata in piatti mari e monti nella parte più costosa del menu dei ristoranti di carne.
Uno degli scopi evidenti del Fam, e del suo onnipresente patrocinatore, il Consiglio per la promozione dell'aragosta del Maine, è contrastare l'idea che l'aragosta sia una pietanza insolitamente di lusso o malsana o costosa, adatta solo a palati delicati o all'occasionale strappo godereccio alla dieta. Alle presentazioni e negli opuscoli del Festival viene ripetutamente evidenziato che la polpa di aragosta ha meno calorie, meno colesterolo e meno grassi saturi del pollo5. E nel tendone ristorante si può avere un «quarto» (abbreviazione del settore per un'aragosta da una libbra e un quarto), una tazzina da un decilitro di burro fuso, un pacchetto di patatine e una michetta con confezione monodose di burro per circa dodici dollari, solo leggermente più costoso di un pasto da McDonald's.
Sappiate, però, che la democratizzazione dell'aragosta del Festival dell'aragosta del Maine comporta tutti gli inconvenienti di massa e il compromesso estetico propri di una vera democrazia. Prendiamo, ad esempio, il suddetto tendone ristorante, per il quale c'è costantemente una fila tipo Disneyland, e che una volta dentro non è altro che quattrocento metri quadrati di self-service coperti da un telone e file di lunghi tavoli cui amici e sconosciuti siedono gomito a gomito, scrocchiando, masticando e sbavando. Fa caldo, e il tetto afflosciato intrappola vapore e odori, odori che sono forti e solo in parte dovuti al cibo. C'è anche un gran chiasso, e una buona percentuale del rumore complessivo è di origine masticatoria. Le cene vengono servite in vassoi di polistirolo, le bibite sono senza ghiaccio e sgasate, il caffè è caffè da supermercato servito in altro polistirolo e le posate sono di plastica (non c'è traccia delle lunghe forchette sottili per spingere fuori la polpa della coda, anche se qualche intenditore si porta la propria da casa). Inoltre ti dànno una quantità di tovagliolini assolutamente inadeguata considerato quanto ci si sporca a mangiare l'aragosta, specie quando si è schiacciati su una panca fra bambini di tutte le età e dei più disparati livelli di sviluppo motorio - per non parlare della gente che è riuscita a portarsi di nascosto la propria birra in enormi borse termiche che bloccano il passaggio, o che tutto a un tratto estrae una tovaglia di plastica e la stende sopra vaste porzioni di tavolo nel tentativo di riservarlo (il tavolo) per il proprio gruppetto. E così via. Ciascuno di questi esempi non è che un disagio insignificante, ma il Fam si rivela pieno di piccole avvilenti seccature del genere - prendiamo per esempio gli spettacoli di punta sul palco, dove salta fuori che devi pagare venti dollari in più per una sedia pieghevole se ti vuoi mettere comodo; o, dopo la gara di cucina, il folle parapiglia per accaparrarsi un assaggio dei piatti finalisti delle dimensioni di un bicchierino da sciroppo; o le finali tanto pubblicizzate della gara di bellezza Dea marina del Maine, che sono di una lunghezza estenuante e consistono principalmente di ringraziamenti e tributi fiume agli sponsor locali. Non accenniamo neanche alla grave inadeguatezza delle strutture dei gabinetti chimici o al fatto che non c'è dove lavarsi le mani prima o dopo aver mangiato. In realtà il Festival dell'aragosta del Maine non è altro che una sagra di contea di livello medio con un richiamo culinario, e in questo senso non è diversa dalle sagre del granchio nella regione di Tidewater, le sagre del granturco nel Midwest, le sagre del chili con carne in Texas eccetera, e con queste ha in comune il paradosso di fondo di tutti gli eventi commerciali demotici e brulicanti: non è per tutti. Nulla da dire contro l'euforica editor anziana di «Food & Wine», ma mi sorprenderebbe se ci fosse mai venuta davvero a Harbor Park, fra le orde di gente che scacciano le zanzare del canale e intanto mangiano Twinkies fritti e guardano il professor Baraonda che atterrisce i loro figli standosene su trampoli alti due metri, con indosso un impermeabile dalle cui tasche spuntano in tutte le direzioni aragoste di plastica su molle.
poetry slam
Poetry Slam. Sono aperte le iscrizioni, fate presto!

Dall’11 al 15 luglio Polignano a Mare si popola di autori e musicisti.
Anche quest’anno Manila Benedetto con Antonio Stornaiolo presenterà il Poetry Slam.
Il 14 luglio alle 21 la grande sfida dei poeti si ripete.
Mi piacerebbe avere il bel gruppo dell’anno scorso e spero vivamente
che vorrete essere presenti.
Quindi iscrizioni aperte, entro il 10 luglio aspetto le adesioni (max 14 luglio con giustifica)
Diffondete la voce e portate amici e poeti! C’è posto per tutti!
Per contattarmi, chiedere informazioni o il regolamento, o insultarmi
con soddisfazione, manila@gmail.com
Manila
–
www.manilabenedetto.it
www.pproserpina.net






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