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recensione

di vertigine (27/08/2006 - 18:07)

Ripubblicato da Icaro il romanzo storico di Rocco Aprile

“IL SOLE E IL SALE", TRA FERITE E RISCATTI

di Rossano Astremo

 

 Pubblicato una prima volta nel dicembre del 1987 dal circolo culturale Ghetonìa, “Il sole e il sale”, romanzo storico di Rocco Aprile, figura essenziale del movimento di riscoperta delle tradizioni greco-salentine, rivede la luce grazie all’interessamento della casa editrice Icaro. La vicenda descrive la vita che si svolgeva a Calimera prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale, fra il 1936 e il 1945. L’idea di scrivere un lungo racconto che rispecchiasse la quotidianità locale e testimoniasse la lingua di Calimera è stata suggerita ad Aprile da due insegnanti di lettere della scuola locale. L’iniziale intento didattico ha lasciato poi spazio alla vena creativa dell’autore, che nelle sue pagine crea un suggestivo affresco nel quale riesce a tratteggiare un’intera comunità, con tutte le sue debolezze, le sue tradizioni e la sua lingua. Il romanzo racconta la storia della famiglia di Ntoni, nome d’ispirazione verghiana, carbonaio sposato con Ndata, genitori di sei figli, due dei quali, Pippi e Cia, ricoprono un ruolo di primo paino nello sviluppo dell’azione narrativa. Nella prima parte del romanzo Aprile rappresenta un ambiente rimasto immobile nei secoli, con le sue credenze e i suoi costumi, spazzato via, poi, dall’avvento dell’immane conflitto, che verrà descritto con ottime puntualizzazioni storiche nell’ampia seconda parte. In un primo momento Ntoni manifesta enormi difficoltà nel reperire il denaro necessario per il sostentamento del sempre crescente nucleo familiare. Successivamente decide di spostare il centro dei suoi affari a Lecce, portando con sé i figli più grandi, e lasciando a Calimera Ndata con i due ultimi nati. Il trasferimento dal piccolo centro agricolo alla grande città determina uno stravolgimento nella vita di tutta la famiglia. Gli affari vanno a gonfie vele, a ciò si aggiunge l’incontro di Ntoni con una nobile signora leccese, Donna Giuliana, il cui marito, medico, perderà la vita nel corso della guerra. Con Donna Giuliana Ntoni intreccerà una torbida relazione di pura e sfrontata passione. Lo stesso Ntoni, assieme ad un incontenibile soldata americano, Peter, avvierà un redditizio commercio, quello di giovani ragazze da avviare alla prostituzione. L’unica a non accettare la logica del cambiamento in atto è Ndata, distrutta dal diffondersi delle voci di paese sui continui tradimenti del marito, che viene costretta a trasferirsi a Lecce solo per aiutare Cia, innamoratasi perdutamente di Peter e in attesa di un bambino. Un magma narrativo difficile da contenere quello messo in moto da Aprile, con continuo stravolgimento del punto di vista nella cui ottica la narrazione è condotta. Un romanzo storico intenso, nel quale vengono messe in campo le ferite e i dolori di una terra sempre pronta al riscatto, mai arrendevole, pur nelle congiunture storiche più negative.  Una narrazione fluida, semplice, coinvolgente, mitopoiesi nella quale si rispecchiano i sopravvissuti di quegli anni di conflitti, decadenze e miserie.

 

 

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di vertigine (27/08/2006 - 17:52)

ORE PICCOLE

ALL'INTERNO

anno I - n. 2, luglio-settembre 2006

Gabriele Dadati - Stefano Fugazza, Editoriale
Antonio Iovane, L'ultimo show
Stefano Fugazza, Incontro con Antonio Iovane
Flavio Arensi, Andrea Martinelli
Presentiment - is that long Shadow - on the Lawn
Alcìde Pierantozzi, Letture pasoliniane. Salò e la poetica dello sfruttamento intellettuale
Antonio Gurrado, Letture pasoliniane. Adversus Progressistas
Francesca Mazzucato, Dialoghi intimi col mio dietologo
Claudia Gian Ferrari, Sulla figura di Filippo de Pisis
Filippo de Pisis: scrittore per scelta
Michela Scolaro, Sulla figura di Filippo de Pisis
Assoluto e relativo
Massimo Gezzi, Poesie
Gianfranca Lavezzi, Nota sulla poesia di Massimo Gezzi
Rossana Bossaglia - Elena Pontiggia
Milano 1926. A ottant’anni dalla I Mostra di Novecento Italiano
Alcìde Pierantozzi - Gabriele Dadati, Due lettere

anno I - n. 2, luglio-settembre 2006

 

 

 

anno I - n. 1, aprile-giugno 2006

Gabriele Dadati - Stefano Fugazza, Che cos’è Ore piccole
Pablo Echaurren, Chiamatemi Pablo Ramone
Gabriele Dadati, Incontro con Pablo Echaurren
Stefano Fugazza, Alessandro Papetti. Il disagio e il piacere della pittura
Giovanni Choukhadarian, L’eredità di Italo Calvino. Il mare di carta
Giulio Mozzi, L’eredità di Italo Calvino. Mi ricordo…
Gabriele Dadati - Gianluca Morozzi, Festa mesta
Marzio Dall’Acqua, Sulla figura di Antonio Ligabue. La fuga di Ligabue
Giorgio Segato Sulla figura di Antonio Ligabue. Tra mito e speculazione
Laura Pugno, Poesie
Federico Francucci, Nota sulla poesia di Laura Pugno
Davide Brullo, Celebrando Luzi (forse) e i senatori di Svezia
Piergiorgio Bellocchio, Cinque pezzi facili

anno I - n. 1, aprile-giugno 2006

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31 agosto 2006:vent'anni dalla morte

di vertigine (27/08/2006 - 11:21)

Vent'anni son passati dalla morte di Goffredo Parise. Ecco un brano dal primo racconto dei Sillabari. La storia di un amore impossibile e non dettoda Amore, in Sillabari, Adelphi, 2004, pagg.19-20.





[...] Improvvisamente la donna disse: «Mi lasci stare», si scostò dall’uomo inarcando la schiena e con passi dolorosi e danzanti andò a posare la fronte contro i vetri di una finestra con il bicchiere di whisky in mano. più tardi qualcuno disse che aveva pianto e fatto anche una scenata, forse perché aveva bevuto.

Nonostante tutto l’uomo fu invitato da loro a una grande cena ed egli non volle rifiutare, per educazione e perché desiderava vederla ancora. Sedette alla destra di lei che manteneva i solchi ai lati della bocca, gli parlava con sfida contadina e non sorrise mai, se non in modo sprezzante e senza mai distendere il volto qua e là sconvolto da quei gonfiori. In due o tre occasioni accadde che le mani o le spalle dei due si toccassero ma lei si ritrasse, offesa. L’uomo stette bene attento che non accadesse mai più un simile caso e allontanò la sedia, poi addirittura si alzò e girovagò un poco per la casa. Passando per un corridoio semibuio, ad ora inoltrata, incontrò una bambina in camicia da notte, sperduta, rossastra come la madre, che egli carezzò sulla testa; la bambina gli prese subito la mano, se la portò sul petto, gliela strinse come accade nel sonno guardando davanti a sé nel corridoio con lunghi ciuffi di capelli addormentati in aria. Poi si staccò dalla mano di lui e andò chissà dove. L’uomo tornò nella grande sala da pranzo dove il marito distribuiva champagne: lei stava sempre seduta a capotavola, forte e severa; il marito sorrideva ed era buono e servizievole.

L’uomo tornò sempre più di rado in quella città. Non vide più la coppia degli sposi, pensò a lei e sempre gli parve che fosse passato molto tempo. Invece erano passati solo pochi mesi ma il sentimento che lui e la giovane signora avevano provato (e qui descritto) era tale che essi, senza volerlo e senza saperlo, avevano vissuto e disperso nell’aria in così poco tempo alcuni anni della loro vita.

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un'iniziativa

di vertigine (27/08/2006 - 09:26)

Manifesto di Bambini Humus
 

Da bambino avevo un sogno. Volevo poter scrivere un libro, in modo da poter anche io trasmettere ad altri quello che mi trasmettevano le mie letture. A cominciare da Alice nel paese delle meraviglie che mia madre mi leggeva a cinque anni. Lei chiudeva il libro e mi domandava che cosa provassi, che cosa immaginassi. Ed io immaginavo adulti e bambini e che leggendo quello che scrivevo parlassero, si confrontassero e vivessero vite parallele. La passione per la letteratura e il sogno di diventare uno scrittore mi hanno accompagnato lungo la mia infanzia e poi si sono trasfuse nella mia adolescenza ed ora scorrono nel sangue, da adulto. Da undici anni ho la fortuna di vivere scrivendo, a cominciare dal 1995 quando ho incominciato a pubblicare i miei primi articoli sul mensile Campus. Durante questi anni ho poi avuto la fortuna di entrare a Mediaset e scrivere programmi televisivi, professione che tutt'ora svolgo. Ma il sogno si è avverato l'anno scorso, quando Roberto Forno, editore della casa editrice torinese L'Ambaradan, ha deciso di pubblicare il mio primo romanzo, Impronte di Pioggia. Lungo questo straordinario anno Pioggia, il bambino protagonista del libro, è stato il ponte che mi ha condotto a persone speciali,  persone che hanno a cuore il tema dell'infanzia, il bene dei bambini, la volontà di proteggerli e farli crescere attraverso la lettura, lo studio, la fantasia. Ed ora tocca a me. Perchè l'infanzia è stato l'universo dove il sogno è nato, dove le passioni sono state coltivate, dove mia madre e mio padre hanno bagnato la terra con la conoscenza e la fantasia. Ora tocca a me e a chi vorrà seguirmi in questo imegno a dare voci all'infanzia, attraverso la letteratura e la stampa, affinché i bambini non siano strumentalizzati e la loro crescita non sia violata dall'incoscienza e dalla violenza scritta e verbale. Per questo ho inaugurato il manifesto BAMBINI HUMUS.

Bambini Humus è un manifesto che nasce dall'esigenza di unire le forze di chi scrive (scrittori, giornalisti, saggisti, etc…) e di  chi legge, forze che mirano ad una comune presa di coscienza nei confronti dei bambini. Una simbiosi che si attua in una univoca dichiarazione di impegno a essere responsabili della crescita culturale dei bambini, che può avvenire attraverso sia la scrittura per i bambini che la scrittura riguardante i bambini, ma anche attraverso la lettura e il coinvolgimento. Gli scrittori e i giornalisti, in particolare, devono essere responsabili ogniqualvolta affrontino il tema dell'infanzia, traducendolo in libri dedicati ai bambini o in libri incentrati sui bambini, oltre che veicolandolo in notizie e approfondimenti legati alla cronaca.
 
Anche chi legge può aiutare un bambino a crescere, grazie a una lettura che lo coinvolga, che faccia nascere spunti, discussioni, e che sviluppi la sua fantasia. Non basta leggere e poi chiudere il libro. Bisogna essere responsabili anche in questo, seguire il bambino affinché ciò che si legge e si scrive sia compreso, condiviso, accenda emozioni, sensazioni, rimanga, cresca.
 
Perchè i bambini sono humus. Non sono, come spesso metaforicamente vengono definiti, fiori, germogli, speranza. Essi sono composti dalle foglie morte della terra, dai vermi, dal terriccio, sono ciò che non è ancora visibile, terra sotto gli alberi. Ma è dall'humus che nasce poi un bosco, un prato, la vita. Tocca allora a noi far nascere un fiore, un frutto, da una terra potenzialmente fertile. Terra che spesso invece viene lasciata incolta, viene lasciata essiccare, senza che nulla possa nascere, crescere.
 
Bambini Humus è un manifesto, vuole e si augura che scrittori, giornalisti, saggisti, insegnanti, genitori e lettori possano impegnarsi a scrivere e leggere in merito all’infanzia con coscienza e responsabilità, per far germogliare il terreno di un mondo futuro.
 
COME AVVICINARSI AL MANIFESTO:
 
Per chi scrive:
-scrivere per i bambini con la consapevolezza di essere parte della loro crescita interiore, con il rispetto per la loro maturazione e con la volontà di sviluppare la loro fantasia e la loro conoscenza del mondo. Un libro per l’infanzia è molto di più di un prodotto commerciale. E’ un dono.
-scrivere sull’infanzia con responsabilità, cercando di non abusare del tema e di non speculare sulle tragedie e la cronaca che spesso vedono i bambini protagonisti. La complessità dell’infanzia necessità di scritture sensibili, attente, capaci di mostrarne le sfaccettature senza strumentalizzazioni.
-recensire libri d’infanzia, dare spazio alla letteratura che da anni, decenni, secoli, ha cresciuto milioni di bambini. Dare spazio non solo ai libri per l’infanzia di grandi case editrici, ma anche scoprire, aiutare, sostenere piccole case editrici e autori esordienti che sensibilmente vogliono contribuire alla crescita interiore dei bambini e a coltivare le loro doti, i talenti nell’arte, nella scrittura, nello studio.
-Unire le forze per scrivere articoli, raccolte, antologie di racconti per bambini e sui bambini con la possibilità di avere l’appoggio di associazioni, onlus, centri in favore dell’infanzia e creare iniziative per la raccolta di fondi e per avviare progetti importanti.
 
Per chi legge:
-promuovere i libri per l’infanzia, attraverso la riscoperta dei classici, la loro lettura, la discussione a casa, a scuola, nelle biblioteche, nelle librerie, etc…
-leggere ai bambini, dedicare loro momenti di lettura e approfondimento, invogliare i bambini a parlare di ciò che hanno letto e di scrivere, disegnare, coltivare il mondo offerto dai libri. Il libro è una fonte inesauribile per la fantasia e per il gioco, per l’apprendimento e per la scoperta delle potenzialità del bambino.
-aprirsi al mondo dell’infanzia attraverso la lettura. Da adulti si tende a perdere l’abitudine di leggere libri dedicati all’infanzia ed invece è importante per dialogare con i figli e con tutti i bambini.
-supportare il manifesto di Bambini Humus parlandone a scuola, confrontandosi con genitori, insegnanti, maestri, bibliotecari, librai.
 
Per tutti:
-ognuno può aderire al manifesto pubblicizzandolo attraverso internet, attraverso i siti letterari, di cultura, di didattica, siti per i genitori e per i bambini. Le librerie e le biblioteche possono esporre il logo e proporre letture per e sui bambini con la logica della responsabilità, scegliendo testi classici e moderni, favorendo la lettura non solo di bestseller moderni, ma anche pilastri della letteratura dell’infanzia.
-ognuno può scrivermi per aderire e discutere nuovi percorsi: curiosi, interessati, associazioni, scuole, genitori etc. in modo da creare un filo conduttore e studiare progetti legati all’iniziativa. L’indirizzo email è: improntedipioggia@hotmail.it 
-allo stesso modo ognuno può sottopormi idee, commenti, indicarmi libri d’infanzia e sull’infanzia, sottolineare i maggiori problemi legati al tema dell’infanzia, affinché la letteratura sia uno strumento per dare occasione a bambini di crescere e maturare anche nelle condizioni sociali più difficili.
-Per sostenere l'iniziativa tramite il blog (www.bambinihumus.splinder.com) potete scrivermi e aderire con una frase che riassuma il vostro pensiero sull'infanzia, vostra o una citazione da un libro d'infanzia e sull'infanzia e alla fine scrivete il vostro nome, cognome, professione e la dicitura "anche io sostengo  BAMBINI HUMUS". Potete anche inviare materiale informativo, articoli vostri o non, indicazioni, progetti che verranno postati nel blog.
Bambini Humus è un manifesto al quale chiunque può aderire. Non è nato a fini di lucro, ma come incentivo per parlare e discutere dell’infanzia e della letteratura, per avviare un cammino che mi auguro possa portare alla costruzione di progetti importanti.
Grazie per avermi ascoltato e spero nella vostra partecipazione.
 
Christian Mascheroni
 

 

 

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