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l'autore di Gomorra in Puglia

di vertigine (13/09/2006 - 11:40)

"Purtroppo troppo si è inclinato su di me, sulla mia persona, ciò che faccio e ciò che sono, la mia faccia, come penso, la mia famiglia, il mio quartiere, la mia città. Avrei preferito più centralità ai temi e allo stile. Al potere dell'imprenditoria criminale, alle storie terribili dei provini di coca sugli esseri umani, al traffico di armi, e a come tutto è stato raccontato".

A parlare è Roberto Saviano, in una conversazione con Francesco Forlani, leggibile per intero su Carmilla e più precisamente qui. L'autore di Gomorra sarà in Puglia, domani alle ore 20 presso la Libreria Camera a Sud di Brindisi e venerdì, sempre allo stesso orario, presso la Libreria Apuliae di Lecce.

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di vertigine (13/09/2006 - 11:35)

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Piccola Prefazione a mo’ di scusa

Cari i miei 25 lettori,

questo scartafaccio che avete improvvidamente tra le mani è il volume falsamente terzo della mia zoppicante trilogia romanzesca, iniziata con Eroina e proseguita con Cucarachas. Se dico che è ‘falsamente terzo’ intendo significare che esso altro non è che il risultato dell’intreccio, in modo come vedrete un po’ bislacco, dei primi due romanzi. Va detto, a mia giustificazione almeno parziale, che sin dall’inizio tutto era stato progettato proprio così: due romanzi apparentemente successivi e consecutivi, che in realtà erano il medesimo, smembrato e separato nelle sue componenti essenziali. Ora è giunto il momento che l’essere mostruoso e ircocervico si ricomponga e che la falsa trilogia si completi, un po’ come il pistolero ‘doppio’ ne El Topo di Jodorowsky: un solo essere, fatto da un monco e da uno zoppo. E’ tempo che si comprenda (o almeno, più modestamente, che io provi a spiegare) come l’oggetto principale di tutto sia stato il tempo e il suo apparente fluire, insomma l’essenziale di qualsiasi romanzo che si rispetti. Non si tratta dunque di una trilogia di romanzi (che invero sono solo due, anzi uno) quanto di una trilogia cronologica, o, se preferite, ‘archeologica’, di un’azione che è durata nel tempo, ha progredito, è mutata, fino ad essere ciò che è oggi. Che è ciò che doveva essere sin dall’inizio, anche se allora non avrei saputo assolutamente dire cosa sarebbe stata.

Per puro scrupolo filologico vi ricordo che il primo romanzo, Eroina, fu pubblicato da Transeuropa nel 1999, mentre il secondo Cucarachas, uscì presso DeriveApprodi nel 2001. Questo secondo ebbe poi una sua storia particolare, perché fu scritto tutto in diretta Internet, sul sito Raisat Zoom. Non ho dati per affermare che esso sia stato il primo, o l’unico romanzo scritto così (badate: non pubblicato su Internet, ma proprio scritto in diretta sulla Rete), ma non ho notizia di altri che si siano cimentati in tale inane esercizio. La cosa ebbe una certa moderata risonanza e alcuni (probabilmente voi stessi, miei diletti 25) si collegarono al server per seguire in diretta una cosa così noiosa come il formarsi sullo schermo del racconto di un altro, con tutti i suoi errori, dubbi, ripensamenti: una sorta di shock da operaismo quotidiano dell’ispirazione.

Spero che mi si perdonerà per aver voluto realizzare il mio scopo con tanta testardaggine. A mia discolpa considerate che l’ho fatto solo per seguire, infine, il consiglio del Gran Lombardo che disse «che di libri basta uno per volta, quando non è d’avanzo».

l.v.

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