recensione
Bevilacqua rielabora il mito americano della vita “on the road”
“Estate di Yul”, la fine di una stagione
di Rossano Astremo

Non è di certo casuale che uno dei tre protagonisti dell’ “Estate di Yul”, romanzo d’esordio di Emanuele Bevilacqua, si chiami Leo, come il protagonista de "I sotterranei" e un altro Sal, come il celebre Sal Paradise, personaggio del mitico “Sulla strada” di Jack Kerouac. Anche in questo caso ci troviamo, infatti, "sulla strada": una macchina a noleggio, pochi soldi in tasca e una manciata di ore per attraversare l`America dalla California fino a New York. Ma prima di giungere a questa attraversata finale del continente americano, nella storia dei tre amici Leo, Sal e Walter, emergono altre costanti della letteratura beat: vita sregolata, sesso facile con donne stupende, alcool e droghe di ogni tipo. La storia è ambientata nel 1975, un periodo nel quale la controcultura americana è in un momento di radicale trasformazione. Lo stesso movimento dei figli dei fiori è in profonda crisi, poiché l’idea di una mondo migliore, dominato da pace, non violenza e amore, è stata soppiantata da una visione della vita scandita dall’incubo della guerra del Vietnam e del potere distruttivo delle droghe, che ha falcidiato un’intera generazione. Invece del be bop di Charlie Parker, che tanto ha influenzato la scrittura sperimentale di Jack Kerouac, assistiamo, nel romanzo, ad un concerto a San Francisco dei Jefferson Airplane e Grateful Dead. “E addio a quel tornare a casa scivolando fra le corsie come in un sogno di culla, in sorpasso, freccia e via, a destra come a sinistra, via, scorrendo nel fiume di panzoni, delinquenti, miliardari, attori falliti, avvocati, meccanici, stelline, via con l’auto di Agnese o con la Mustang di Sal, in perfetta sintonia con il nulla, con questo scorrere verso nessun luogo, tutti insieme, ma noi più veloci”.Una storia che è un omaggio alla beat generation (Bevilacqua è uno dei principali studiosi in Italia, assieme a Fernanda Pivano e Matteo Guarnaccia del movimento beat), ma anche una rielaborazione del mito americano, un aggiornamento di quel sentimento irrequieto e furibondo che negli anni Cinquanta e Sessanta percorse gli Stati Uniti come una scossa di adrenalina prima di sbarcare in Europa, come surrogato estetico, così come i tre protagonisti del romanzo sbarcano nel vecchio continente alla fine della loro breve epopea.
ROMAPOESIA2006
romapoesia festival della parola 2006
14 - 30 ottobre

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Con gli occhiali da sole anche di notte - Scatti suburbani
Dalla sezione LetteraturaViva dell'evento artistico Martelive (Roma), un nucleo di scrittori si è riunito per un'antologia slegata dal panorama editoriale attuale.
pp. 103
formato 13x20
ISBN 88-6004-057-4
10,00 euro
Tra le mani non state tenendo un libro, ma una responsabilità. Adesso la scelta se leggerlo o meno si muove su molti livelli di coscienza. Gli obiettivi di questo libro trascendono il prodotto stesso, l'oggetto in sé e le regole dell'industria della cultura. Le storie che vi risiedono sono figlie di un'urgenza: la necessità di scrivere e raccontare. Il bisogno di narrare. Ragion per cui dentro non c'è uno stile, un genere, una linea omologante. Dentro c'è il caos del quotidiano, le variabili del mondo, la complessità del vivere. Dentro troverete i bisogni dei narratori e l'energia dei cantastorie. Con questo libro compirete due passi importanti: la libera diffusione del sapere, grazie alla licenza delle creative commons e il finanziamento de "La Notte dei Senza fissa dimora", l'evento simbolo organizzato da l'associazione "Insieme nelle Terre di Mezzo", perché anche noi siamo scrittori senza casa. Narrazione, libera riproduzione ed eticità sono gli unici elementi che uniscono i singoli autori al gruppo, il resto è sperimentazione. A concludere il libro una storia illustrata che rende omaggio al genio di Collodi e una postfazione degna di un progetto del genere.






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