dall'ultimo giap dei wu ming
per leggere tutto Giap
http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap5_VIIIa.htm

EDITORIA E COPYLEFT: EPPUR SI MUOVONO
Buoni ultimi, ma solo per questioni tecniche, salutiamo il nuovo progetto di editoria anfibia
Vibrisselibri. Perché "anfibia"? Perché vive in due ambienti, sopra e sotto il pelo dell'acqua. Saggi e romanzi vengono letti da un comitato di redazione - di cui fanno parte persone che stimiamo, primi inter pares il poeta Rossano Astremo e lo scrittore per ragazzi Lucio Angelini - e selezionati per la pubblicazione on line (in copyleft).
La scommessa a breve-medio termine è che editori lungimiranti e non codardi si facciano avanti per pubblicarli anche su carta. La sfida a lungo termine è dimostrare - in un modo diverso da come lo abbiamo dimostrato noi - che download gratuito e acquisto in libreria possono frequentare, da buoni amici, lo stesso circolo virtuoso.
Finora gli editori italiani si sono mostrati riluttanti a pubblicare testi già apparsi in rete, a meno che non si trattasse di antologie ragionate (come la nostra Giap! del 2003) o di blog che diventavano libri (e in quest'ultimo caso, si è trattato quasi sempre di progetti editoriali nati ad hoc, non di case editrici già operanti e affermate).
Basti dire che il nostro amico Lello Voce non è riuscito a far ripubblicare il suo romanzo d'esordio Eroina perché il file era già scaricabile dal suo sito [oggi Eroina è parte del romanzo Il cristo elettrico, una trilogia in un unico volume].
In attesa che
Vibrisselibri apra nuovi sentieri, resta valido quanto affermavamo nell'intervista collettiva inclusa nel libro di Antonella Beccaria
Permesso d'autore:
"La stragrande maggioranza degli editori continua a ritenere [il download dei libri] una bizzarria. Capita addirittura che editori, parlando di noi, liquidino sbrigativamente il copyleft definendolo 'marketing' o 'una furbata'. Ma certo che è anche marketing, che discorsi. Noi con le royalties ci campiamo. La contraddizione, infatti, non è questa, bensì il fatto che un editore, il quale in teoria sarebbe un imprenditore, di fronte a un esempio di marketing che non soltanto ha successo ma crea comunità, lo disprezzi con toni 'puristici' (!) anziché prendere esempio. Quanto all'essere furbi: ma perché, è meglio essere stupidi? Boh."
una poesia
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FABIO PUSTERLA
domani a foggia
"Le tribù dei blog": convegno nazionale sulla scrittura in rete
Venerdì 1 dicembre, a Foggia, organizzato da Books Brothers, un convegno nazionale sui blog letterari: una discussione a più voci su questa nuova forma di espressione.
28.11.06
Tantissimi gli ambiti in cui il fenomeno del blog va sviluppandosi; la cultura letteraria è uno di questi. Spazio alternativo ai canali tradizionali, o mezzo per nuovi approcci o codici, il blog rappresenta per la creazione e la discussione letteraria un canale molto attivo, la cui novità e vivacità vanno indagate. Per questo, venerdì 1 dicembre Foggia ospiterà il convegno nazionale “Le tribù dei blog”, organizzato dall’associazione Books Brothers. L’intento è discutere del blog letterario considerandone i più vari aspetti, e quindi si parlerà dei suoi essenziali elementi costitutivi, sia dal punto di vista informatico che da quello umanistico; con i curatori di blog letterari molto attivi e ormai storici si discuterà delle novità che essi hanno introdotto nel sapere letterario; si racconteranno esperienze culturali nuove a cui il fenomeno può dare vita, o l’impatto del nuovo genere di scrittura su rapporti formativi tipici della nostra società, quale quello tra insegnante e alunni. Per dare spazio ai più vari aspetti, il programma del convegno si articolerà in tre luoghi e momenti: la mattina, a carattere prevalentemente didattico, presso l’istituto tecnico “Blaise Pascal”; il pomeriggio, momento di testimonianze, tavole rotonde, confronto, presso l’auditorium della biblioteca “La Magna Capitana”; la sera, presso il circolo culturale “Bellamì”, per concludere in modo più spontaneo e informale con letture e musiche. La partecipazione al convegno è libera. Inoltre è possibile proporre un proprio intervento nella sezione del mattino e/o del pomeriggio, o comunicare particolari esigenze (richiesta di attestato di partecipazione, soggiorno in albergo, spostamenti ecc.). Per tutto questo si può scrivere a iarussi@bibliotecaprovinciale.foggia.it.
La diffusione dei blog è un fenomeno in continua crescita. L’immediatezza, la spontaneità comunicativa, la possibilità di raggiungere un numero assai vasto di lettori, di avere con loro articolati scambi di opinioni, la facilità di gestione… sono solo alcune delle ragioni che spiegano l’ampia diffusione dei blog nell’universo di Internet.
dal 30 novembre
FUTURO DIZIONARIO D'AMERICA
traduzione di Martina Testa e i migliori traduttori italiani
240 pagine
23 euro
ISBN 8876380221
Novembre 2006
Dave Eggers, Jonathan Safran Foer, Nicole Krauss, Eli Horowitz dirigono. Un’orchestra di decine di scrittori, artisti e musicisti esegue. Un dizionario con più di 1000 voci di oltre 200 scrittori e artisti, migliaia di definizioni politiche, filosofiche, sociali (o semplicemente divertenti) concepite per dare sfogo al malcontento verso la leadership politica degli Stati Uniti.
In seguito alle elezioni americane di medio termine, una brillante provocazione che attacca con intelligenza e molta ironia l’odierno governo e ne analizza i possibili effetti linguistici e culturali. Uno strumento indispensabile, necessario e quanto mai attuale.
Rumsfeld [ruhmz’-feld ] sost. rumsfeld (dal nome Donald Rumsfeld, ministro della Difesa americano durante la presidenza di George W. Bush); chi riesce a tollerare senza difficoltà le vittime di guerra —Kurt Vonnegut
chiraqui [shee-rak'-ee] sost. chiracheno (dal nome del presidente francese Jacques Chirac, e iraqi, «iracheno»); termine usato in passato per definire chiunque manifestasse sentimenti anti-Bush, in particolare funzionari di grado elevato dell’amministrazione francese. —Paul Muldoon
Hanno tradotto questo libro:
Katia Bagnoli, Paolo Bernagozzi, Matteo B. Bianchi, Luca Briasco, Marco Cassini, Adelaide Cioni, Matteo Colombo, Francesco Colombo, Ivan Cotroneo, Riccardo Duranti, Riccardo Falcinelli, Matteo Falomi, Andreina Lombardi Bom, Tiziana Lo Porto, Dario Matrone, Giorgia Monterubbiano, Enrico Monti, Edoardo Nesi, Francesco Pacifico, Valerio Piccolo, Veronica Raimo, Martina Testa
su repubblica
Quelli che scrivono sulla rete. "Blog vuol dire creatività"

«Il dibattito letterario vero oggi scorre nelle vene carsiche della rete e poi esplode sulla carta - è scritto nella presentazione del dibattito che si svolgerà dal mattino nella Biblioteca provinciale di Foggia - La rete è una nuova frontiera di libertà dove chi ama i libri trova da leggere, scrivere e, soprattutto, un pubblico con cui confrontarsi. Ma è davvero così?». E soprattutto: «Blog e siti letterari sono solo la riserva indiana di idee residuali» oppure «la loro diffusione può ridare slancio e centralità sociale a una pratica antichissima e in affanno come quella della scrittura letteraria»? A queste domande c´è già chi risponde prefigurando una sorta di "fase due" della letteratura su blog, che ha ormai una sua tradizione e un rischio di stanca, di cristallizzazione. Pagano si rifà a un altro blogger e annota con lui: «"Blog di poesia: è tempo del de profundis?". Quando ho letto quel post la prima cosa che mi è venuta in mente è stata che quando si discute di un mezzo (...) allora forse vuol dire che quel mezzo ha raggiunto una maturità». E alla domanda se la rivoluzione dei blog abbia portato un suo contributo originale, in termini stilistici, alla letteratura, Astremo risponde di no: «È soprattutto un modo nuovo di comunicare la letteratura». Anche di questo si parlerà nel convegno di Foggia con i "padri fondatori" del blog letterario, come Giulio Mozzi e Christian Raimo. Un conto, insomma, è scegliere un mezzo diverso - rompendo le gerarchie e annullando i gap geografici che un tempo costringevano gli scrittori "periferici" a umilianti attese con il loro "manoscritto" nelle anticamere di case editrici lontane - un altro è produrre contenuti nuovi, come quelli auspicati da chi, come Donno, si chiede: «Quale potrebbe essere la nuova prospettiva esistenziale dell´uomo superato il millennio, se il tempo è indefinitivamente chiuso in un infinito universo parallelo di non-dimensione, quale Internet?».
La «immediatezza del sentire» è, per Angelo Semeraro, che si occupa di "Scritture nei media education" all´Università di Lecce, è una delle risorse che vanno colte di questa tendenza espressiva. «Ci sono forme più consapevoli, veri e propri diari della collettività che vanno oltre la frammentazione e indagano in profondità». La casa editrice Icaro sta per dare alle stampe "Agrodolce", serie di reportage sul "Salento che cambia" nella collana di scritture multimediali diretta da Semeraro. Uno dei reportage racconta della rivolta contro la cementificazione di "Baia dei turchi" a Otranto, filtrato anche attraverso un blog: «Nei costrutti e nel carattere colloquiale delle numerose mail giunte al sito, conserva intatta la sua giovinezza quell´italiano più a Sud del Sud - scrivono Fabio Merico e Paola Tomasi - Dove ogni sommossa che si ricordi è stata vinta con la forza delle urla e del popolo, lasciatosi infuocare, questa volta, a suon di e-mail». Il linguista Alberto Sobrero osserva che sì, «nei blog c´è anche una grande autoreferenzialità e una tendenza al solipsismo intimista». Ma è anche «rivincita della scrittura», recupero del dialetto, «dato per morto», e soprattutto, tentativo di «creare nuove reti sociali».
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Philippe Forest
Per tutta la notte
'Se la vita è una foresta, questo libro è un machete, taglia la vegetazione, apre la vista.'
Dopo lo straziante e dolcissimo Tutti i bambini tranne uno, Philippe Forest continua nella sua scrittura dell'indicibile. Se Tutti i bambini tranne uno era un romanzo sull’amore paterno, Per tutta la notte è un romanzo sull’amore coniugale. La protagonista è una giovane donna che deve confrontarsi con la perdita della sua bambina. Anche di fronte al dolore e all’impossibilità di trovare risposte, Forest riesce ad avvicinare la realtà con sguardo lucido e con una scrittura che restituisce un nome ai sentimenti e alle cose. Philippe Forest affronta questo aspetto oscuro della sua autobiografia non per parlare di sé e della propria esperienza, ma per testimoniare attraverso la forma romanzo come il male e il dolore segnino le nostre vite. Un testo coraggioso, controcorrente, di ruvida robustezza. Come ha scritto Sergio Pent, quello di Forest è un libro "necessario anche per afferrare il senso che cerchiamo di dare alle nostre vite".
qui un estratto
http://www.aletedizioni.it/catalogo/incipit/88-7520-024-6.pdf
segnalo

| Un giorno all'anno | |
| Christa Wolf |
| IL LIBRO | |
| Questo imponente testo può senza dubbio fin da ora essere riconosciuto come opera fondamentale della letteratura tedesca, una summa dell’esperienza di ambedue le Germanie dal dopoguerra a oggi. Il racconto della vita dell’autrice, della sua famiglia e del suo paese, colta in una giornata, sempre la stessa, il 27 settembre, anno dopo anno per quarant’anni, fa di questo libro un’opera fuori dal comune. L’attenzione è incentrata non solo sulla figura della stessa scrittrice, ma anche sui personaggi che le sono vicini, famigliari, amici, avversari; non è un’autobiografia, anche se ovviamente della sua vita si tratta, perché attraverso il racconto di un’unica giornata all’anno si delinea una trama intensa e avvincente, che punta i riflettori su una storia di vita che appartiene a tutti noi, ogni volta diversa, aperta su un mondo che cambia. Si delinea mano a mano la cronaca precisa di avvenimenti personali e politici, di personaggi, affetti e passioni, riflessione politica e morale sui nostri tempi. Sotto gli occhi del lettore sfilano, alternandosi, immagini della DDR, del muro di Berlino, della guerra fredda, della riunificazione tedesca, dell’“esilio” americano, della vita famigliare, e si succedono i conflitti, la crescita delle figlie, i tradimenti degli amici, le perdite, gli abbandoni, le gioie… Un giorno all’anno è una di quelle rare, grandi opere, che segnano la letteratura di oggi. |
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joyce poeta

che fora l'occidente
come tu, tenero cuore, il tempo d'amore, sì remoto, sì spento
oggi rimembri.
Dei giovani occhi chiari il mite sguardo, quella candida fronte,
i fragranti capelli,
cadenti come giù nel silenzio ora discende
l'oscurità dall'aria.
Dunque perché, nel ricordare quelle timide
dolci lusinghe, dolersi
se il caro amore che in un sospiro ella rendeva
a volerlo, era tuo?
una poesia

Paiono catene dileguate lontano,
come un oscuro turbine di suono,
preludi dal groviglio dell’occhio,
centro di bianchi sogni del mattino.
Paiono cascate di gendarmi proni,
come canti di poeti emaciati,
fogli di scrittura febbrili, curvi,
continuo strisciare di passi amari.
Paiono canti di bimbi e lussuria,
come forme impallidite di sfingi,
rumore cupo della miseria,
mondo abitato da dolci nuvole.
Pare il varco di una tellurica melodia,
come stanza in cui roteano rifiuti,
non basta la pittura, ci vuole l’acqua,
un flusso che slavi la vecchia luna.
r.a.
tratto da booksbrothers
La “forma blog”: il suo ruolo nell’evitare la stagnazione della poesia all’inizio del nuovo millennio. Percorsi e ipotesi sul futuro, di Matteo Fantuzzi
Il nuovo millennio poetico italiano si è aperto con una serie di problematiche non facilmente risolvibili: la fine delle avanguardie letterarie e un decennio “buio” come quello che va dagli anni ’80 all’inizio degli anni ’90 che assurdamente non aveva permesso la conoscenza delle nuove linfe, ovvero dei nati a cavallo del 1960 (cioè quel gruppo di poeti poi indicato come “generazione in ombra”, o secondo la definizione di Merlin “Poeti nel limbo” [“Interlinea”, 2005]); insomma lo spartiacque anagrafico creato con la divisione effettuata da Raboni in Poeti del Secondo Novecento [in Storia della Letteratura Italiana, Il Novecento, tomo II, Garzanti, 1987] aveva creato una stagnazione della poesia italiana contemporanea con una tendenza fortemente accentuata (tipica dei tempi di carestia) al “fare quadrato”, immettendo nella realtà italiana esperienze e riviste auto-celebrative senza la minima volontà di dialogo e cercando di abbattere chi con la propria esperienza aveva invece cercato di superare ponti e steccati. Questa situazione di terra bruciata se da un lato ha dato opportunità favorevole alla conoscenza della successiva generazione, quella dei nati negli anni ’70 (anche se dopo le prime importanti esperienze “da antologia” la loro “tendenza” è arrivata addirittura ai limiti dello status di moda), dall’altro ha creato i presupposti per l’espansione di una forma alternativa di comunicazione della poesia contemporanea che evitasse i canali di distribuzione complicati che ha questa editoria, che fosse economicamente non invasiva e fosse di facile utilizzo: per l’appunto il blog. Lungi da me considerare il blog come la soluzione a tutti i problemi dell’umanità poetica, anzi i difetti via via sono andati a sommarsi e conoscersi, ecco che però il blog ha lanciato nella melmosa situazione poetica il classico sasso, mischiando le cose, creando piccole onde che hanno mosso almeno in piccola parte la situazione, ma che come tutti i modi ondosi sono destinate ad esaurirsi consumate dagli attriti e dall’inerzia. Se però brevemente vogliamo analizzare questo modo di fare blog ecco il dovere di dividere come una costola della realtà dei grandi blog multi-autori e multi-disciplinari (su tutti Nazione Indiana, per poi passare al bollettino di Vibrisse e da ultimo a Il primo amore), quella specifica della poesia spesso curata, almeno nella prima fase, da singoli poeti e critici. Ci sono esempi come il mio UniversoPoesia, ma anche Dissidenze di Giampiero Marano, che attraverso una conduzione univoca della proposta utilizzano la forma multi-autore come pluralità di argomentazione e di linea, creando una visione critica (e nel mio caso anche sociologica) della poesia. LiberInVersi di Massimo Orgiazzi e
E ancora, a proposito di presenze territoriali, non sarebbe giusto omettere il lavoro che si sta facendo in Puglia ad esempio con Rossano Astremo ed Angelo Petrelli, o nelle Marche col gruppo de
Questa veloce carrellata serve più che altro a fare vedere a chi già si orienta nell’attuale poesia quante voci stiano lavorando in tal senso, ma anche quanto dissimili esse siano e quanto varia quindi la proposta che esse sono in grado di offrire uscendo dal canone dei “soliti noti” senza però fare venire meno la qualità dei ragionamenti (almeno in questo contesto, non posso che concordare se a questa selezione si interpone il “mare magnum” che è stato indicato quest’estate nella querelle sulla poesia in rete apparsa su “Il Corriere della Sera” e su “L’Espresso”, innescata da Nanni Balestrini su “Liberazione” e poi continuata da Giuseppe Conte ed Umberto Eco), modificando (chi più chi meno) la modalità della proposta, creando uno strumento più snello, più veloce (ma inevitabilmente più effimero) rispetto alle ponderose riviste cartacee, creando un interessante punto d’approdo per chi, interessato alla poesia, non ha mai avuto la possibilità di approfondire la materia (l’Italia è un paese particolare, dove un paio di milioni sono gli scrittori di poesia, un migliaio sono i libri pubblicati all’anno e meno di mille sono probabilmente i lettori reali di poesia). A riprova di questo le tante interazioni anche e soprattutto coi neofiti, il riscontro avuto, come già rimarcato spesso, nelle letture pubbliche di poesia e nei festival, l’attenzione da parte degli studenti liceali ed universitari, vera colonna portante dell’espansione, anche a livello di importanza, della realtà dei blog, la sensazione insomma di avere creato qualcosa. Qualcosa che ora dopo quasi un lustro di lavoro da una parte va condensata e dall’altra deve evolversi. Come? Alcune settimane fa (il 5 Novembre) su UniversoPoesia ho inserito in tal senso un breve (e provocatorio) articolo intitolato Blog di poesia: è tempo del de profundis? e che date le piccole dimensioni qui ripropongo: Cercare di capire su un blog che parla di poesia se i blog che parlano di poesia hanno oggi piena necessità di essere rivisti e forse addirittura lasciati al loro destino non è una cosa che mi frulla nel cervello solo da oggi, per chi ha avuto modo di ascoltare la serata di Macerata quest'estate già diversi mesi fa si era tutti di quell'avviso. Rispetto ai giorni della nascita di quest'esperienza oggi diversi mezzi si sono potenziati: penso a youtube, penso alle linee telefoniche ad alta velocità, ma penso anche al satellite, al digitale e alle web radio. Oggi le possibilità si sono allargate ed è anche giusto che chi sta lavorando sulla diffusione della poesia anche attraverso mezzi non esclusivamente cartacei si ponga a ragionare in tal senso. Ognuno di noi ha una visione, un pensiero e anche delle capacità: allora prendiamoci un attimo di pausa per una riflessione molto semplice: il blog sta andando verso il suo naturale termine, parliamone: proposte ? Da un lato in primis già da alcuni mesi Vincenzo Della Mea e in seguito altri hanno cercato una soluzione alla necessità di “asciugare” la proposta creando una guida delle forze oggi in campo. È nato così il poEcast, ovvero un aggregatore di post in grado di dirigere direttamente agli argomenti che un utente preferisce, monitorando







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