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su repubblica

di vertigine (25/11/2006 - 16:47)

Al convegno nazionale interverranno gli autori che pubblicano i propri scritti su Internet

Quelli che scrivono sulla rete. "Blog vuol dire creatività"

A Foggia, per la prima volta in Italia, gli stati generali dei bloggers di tutta Italia
 
La domanda delle cento pistole è: i blog su Internet stanno producendo nuova letteratura? Chiederselo in Puglia ha un senso particolare per diversi motivi. Per esempio, perché è una delle regioni più prolifiche di autori che nascono sul Web o hanno lì una loro intensa vita comunicativa: dal "caso" Pulsatilla, la venticinquenne foggiana autrice de La ballata delle Prugne secche, al salentino Rossano Astremo, poeta e animatore culturale, fino a Manila Benedetto, di Castellana Grotte, e a critici come Stefano Donno, di Musicaos, di cui è redattore anche Luciano Pagano, altro scrittore e poeta molto attivo anche come blogger. C´è una blook-letteratura pugliese - il neologismo è ricavato dalla fusione tra blog e book - e ci sono scrittori come Francesco Dezio, autore di Nicola Rubino è entrato in fabbrica, che curano da anni un blog - nel suo caso per la casa editrice Feltrinelli - nei quali si discute di precarietà o si descrivono luoghi della trasformazione sociale come l´outlet di Molfetta. Città, quest´ultima, in cui ha sede la casa editrice Until.Ed, prima in Italia a pubblicare libri scritti esclusivamente da blogger. Da Taranto, invece, Maurizio Cotrona gestisce Officine meridiane, comunità/laboratorio di scrittura creativa. E poi c´è Books Brothers, l´associazione culturale che ha organizzato, per il primo dicembre, il primo convegno nazionale dedicato alle "tribù dei blog" in Puglia.
«Il dibattito letterario vero oggi scorre nelle vene carsiche della rete e poi esplode sulla carta - è scritto nella presentazione del dibattito che si svolgerà dal mattino nella Biblioteca provinciale di Foggia - La rete è una nuova frontiera di libertà dove chi ama i libri trova da leggere, scrivere e, soprattutto, un pubblico con cui confrontarsi. Ma è davvero così?». E soprattutto: «Blog e siti letterari sono solo la riserva indiana di idee residuali» oppure «la loro diffusione può ridare slancio e centralità sociale a una pratica antichissima e in affanno come quella della scrittura letteraria»? A queste domande c´è già chi risponde prefigurando una sorta di "fase due" della letteratura su blog, che ha ormai una sua tradizione e un rischio di stanca, di cristallizzazione. Pagano si rifà a un altro blogger e annota con lui: «"Blog di poesia: è tempo del de profundis?". Quando ho letto quel post la prima cosa che mi è venuta in mente è stata che quando si discute di un mezzo (...) allora forse vuol dire che quel mezzo ha raggiunto una maturità». E alla domanda se la rivoluzione dei blog abbia portato un suo contributo originale, in termini stilistici, alla letteratura, Astremo risponde di no: «È soprattutto un modo nuovo di comunicare la letteratura». Anche di questo si parlerà nel convegno di Foggia con i "padri fondatori" del blog letterario, come Giulio Mozzi e Christian Raimo. Un conto, insomma, è scegliere un mezzo diverso - rompendo le gerarchie e annullando i gap geografici che un tempo costringevano gli scrittori "periferici" a umilianti attese con il loro "manoscritto" nelle anticamere di case editrici lontane - un altro è produrre contenuti nuovi, come quelli auspicati da chi, come Donno, si chiede: «Quale potrebbe essere la nuova prospettiva esistenziale dell´uomo superato il millennio, se il tempo è indefinitivamente chiuso in un infinito universo parallelo di non-dimensione, quale Internet?».
La «immediatezza del sentire» è, per Angelo Semeraro, che si occupa di "Scritture nei media education" all´Università di Lecce, è una delle risorse che vanno colte di questa tendenza espressiva. «Ci sono forme più consapevoli, veri e propri diari della collettività che vanno oltre la frammentazione e indagano in profondità». La casa editrice Icaro sta per dare alle stampe "Agrodolce", serie di reportage sul "Salento che cambia" nella collana di scritture multimediali diretta da Semeraro. Uno dei reportage racconta della rivolta contro la cementificazione di "Baia dei turchi" a Otranto, filtrato anche attraverso un blog: «Nei costrutti e nel carattere colloquiale delle numerose mail giunte al sito, conserva intatta la sua giovinezza quell´italiano più a Sud del Sud - scrivono Fabio Merico e Paola Tomasi - Dove ogni sommossa che si ricordi è stata vinta con la forza delle urla e del popolo, lasciatosi infuocare, questa volta, a suon di e-mail». Il linguista Alberto Sobrero osserva che sì, «nei blog c´è anche una grande autoreferenzialità e una tendenza al solipsismo intimista». Ma è anche «rivincita della scrittura», recupero del dialetto, «dato per morto», e soprattutto, tentativo di «creare nuove reti sociali».
(23 novembre 2006)

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segnalo#2

di vertigine (25/11/2006 - 11:29)

Philippe Forest

Per tutta la notte

'Se la vita è una foresta, questo libro è un machete, taglia la vegetazione, apre la vista.'

Ferdinando Camon, TTL-La Stampa

 

Dopo lo straziante e dolcissimo Tutti i bambini tranne uno, Philippe Forest continua nella sua scrittura dell'indicibile. Se Tutti i bambini tranne uno era un romanzo sull’amore paterno, Per tutta la notte è un romanzo sull’amore coniugale. La protagonista è una giovane donna che deve confrontarsi con la perdita della sua bambina. Anche di fronte al dolore e all’impossibilità di trovare risposte, Forest riesce ad avvicinare la realtà con sguardo lucido e con una scrittura che restituisce un nome ai sentimenti e alle cose. Philippe Forest affronta questo aspetto oscuro della sua autobiografia non per parlare di sé e della propria esperienza, ma per testimoniare attraverso la forma romanzo come il male e il dolore segnino le nostre vite. Un testo coraggioso, controcorrente, di ruvida robustezza. Come ha scritto Sergio Pent, quello di Forest è un libro "necessario anche per afferrare il senso che cerchiamo di dare alle nostre vite". 

qui un estratto

http://www.aletedizioni.it/catalogo/incipit/88-7520-024-6.pdf

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segnalo

di vertigine (25/11/2006 - 11:21)

Un giorno all'anno
Christa Wolf

IL LIBRO
Questo imponente testo può senza dubbio fin da ora essere riconosciuto come opera fondamentale della letteratura tedesca, una summa dell’esperienza di ambedue le Germanie dal dopoguerra a oggi.
Il racconto della vita dell’autrice, della sua famiglia e del suo paese, colta in una giornata, sempre la stessa, il 27 settembre, anno dopo anno per quarant’anni, fa di questo libro un’opera fuori dal comune. L’attenzione è incentrata non solo sulla figura della stessa scrittrice, ma anche sui personaggi che le sono vicini, famigliari, amici, avversari; non è un’autobiografia, anche se ovviamente della sua vita si tratta, perché attraverso il racconto di un’unica giornata all’anno si delinea una trama intensa e avvincente, che punta i riflettori su una storia di vita che appartiene a tutti noi, ogni volta diversa, aperta su un mondo che cambia. Si delinea mano a mano la cronaca precisa di avvenimenti personali e politici, di personaggi, affetti e passioni, riflessione politica e morale sui nostri tempi.
Sotto gli occhi del lettore sfilano, alternandosi, immagini della DDR, del muro di Berlino, della guerra fredda, della riunificazione tedesca, dell’“esilio” americano, della vita famigliare, e si succedono i conflitti, la crescita delle figlie, i tradimenti degli amici, le perdite, gli abbandoni, le gioie…
Un giorno all’anno è una di quelle rare, grandi opere, che segnano la letteratura di oggi.

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joyce poeta

di vertigine (25/11/2006 - 08:47)

James Joyce: Tutto è sciolto

Ciclo vuoto d'uccelli, marina oscurità, e solitaria stella
che fora l'occidente
come tu, tenero cuore, il tempo d'amore, sì remoto, sì spento
oggi rimembri.

Dei giovani occhi chiari il mite sguardo, quella candida fronte,
i fragranti capelli,
cadenti come giù nel silenzio ora discende
l'oscurità dall'aria.

Dunque perché, nel ricordare quelle timide
dolci lusinghe, dolersi
se il caro amore che in un sospiro ella rendeva
a volerlo, era tuo?

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