thomas pynchon
Thomas Pynchon: scritture ipertestuali dal margine
DI GIOVANNI DE MATTEO

Nella storia della letteratura nulla è forse altrettanto simile alla religione del rapporto che critici e lettori intrattengono con l’opera di Thomas Pynchon 1. L’alone di mistero che avvolge la vita privata dell’autore è un valore aggiunto in questa fascinazione collettiva, molto più di quanto non lo sia per altre inafferrabili celebrità letterarie: se per J.D. Salinger l’invisibilità è chiaramente un’ossessione, che ha coinvolto oltre alle vicende private dell’autore anche la sua produzione, per Pynchon la lontananza dalle scene raggiunge la dignità di un effetto speciale finalizzato allo spettacolo. In virtù di questa scelta — l’invisibilità dell’uomo come punto irrinunciabile nella dichiarazione di poetica dell’autore — la figura di Pynchon pare sublimarsi, innalzandosi alle vette della leggenda letteraria e del mito popolare, anti-icona per eccellenza nella corrente era dell’immagine2.
A conti fatti, non è difficile tracciare il parallelo tra l’opera di Pynchon (che in sostanza rappresenta anche quasi tutto quello che sappiamo della sua vita) e un canone di libri biblici3. In questa prospettiva, la mole in costante incremento di letteratura critica fiorita sulla sua figura assume i tratti caratteristici di un lavoro pynchoniano apocrifo.
In questa moltiplicazione di prospettive si inserisce anche il presente lavoro, che non ha alcuna pretesa di realizzare una sintesi o offrire al lettore una visione onnicomprensiva di Pynchon, che è e resta un oggetto letterario non identificato. Il discorso che ci sforzeremo di affrontare sarà incentrato sui quattro punti cardinali della sua produzione: la raccolta di racconti Entropia(1984), il romanzo breve L’Incanto del Lotto 49 (1966) e i due romanzi in cui Pynchon ha ridefinito i termini della letteratura contemporanea, spingendola oltre i limiti del modernismo, ovvero V. (1963) e L’Arcobaleno della Gravità (1973).
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Vibrisselibri a Milano
Martedì 12 dicembre alle ore 18, a Milano presso la Libreria Feltrinelli di via Manzoni (due passi dalla Scala), vibrisselibri presenta i suoi primi due libri: L'organigramma di Andrea Comotti e Una tragedia negata di Demetrio Paolin. Saranno presenti gli autori, Giulio Mozzi, e Margherita Trotta della redazione di vibrisselibri.
foto da "le tribù dei blog"

In questa foto leggo il mio racconto al Bellamì di Foggia, con un Maurizio Cotrona che mi osserva perplesso. Le altre foto qui: http://www.booksbrothers.it/extra/2/1/208/1







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